lunedì 30 giugno 2014

Scatole impolverate - I nostri bambini - 40

Al Camping Natura ci si diverte, ci si diverte e ci si diverte!
Lavorare con i bambini ci fa dimenticare la fatica, lo stress e la grande responsabilità che questo lavoro comporta. Per dieci ore al giorno genitori che ancora non conosciamo ci affidano il loro bene più grande, ci lasciano con un sorriso fiducioso i loro bimbi. 
Da noi ci sono poche regole che vanno rispettate. I nostri piccoli ospiti non possono portare con sé denaro, giocattoli o telefonini e devono almeno assaggiare il cibo che gli serviamo prima di dire:"non mi piace".
Pretendiamo anche la buona educazione ed il massimo rispetto per chi lavora per loro.
Nei tre anni di attività, il Camping Natura cresce in modo esponenziale, i ragazzi ed i loro genitori diventano parte di una grandissima e felice famiglia.
Io e Claudio siamo sempre presenti all'arrivo ed alla partenza dei bambini, vogliamo che le famiglie li affidino direttamente a noi e siamo sempre noi che la sera li riconsegnamo ai familiari.
In brevissimo tempo si instaura un clima di fiducia e di grande cooperazione fra noi, le famiglie e gli animatori.
Marzia coadiuvata da Enrico ed altre tre ragazze gestisce il primo ed il secondo anno, poi  ha un importante incarico con la provincia di Venezia e deve lasciarci, non prima di aver preparato i nuovi animatori.
La piscina più grande.

Partita di calcio saponato.

Un momento di relax in compagnia di Camilla

Estate 2003, i meravigliosi sette, a cui tanto dobbiamo! Sono da sin. dietro: Valentina, le impagabili Elena e Sara, simpaticissime, il mitico Michele amatissimo dai maschietti e Giovanni. Sotto da sin. Raffaella, dolcissima ed inesauribile, ed Elisabetta.

La prima colazione dei bambini che pernottano una settimana in campeggio! Dormono in tenda o in roulotte con gli animatori che naturalmente alloggiano vicino a loro e non si contano i giochi e gli scherzi anche notturni!
La mattina al loro risveglio trovano la prima colazione in sala spuntini che  preparo per loro.
Alle 8.00 arrivano tutti gli altri e cominciano le varie attività.

Preparativi in tenda

Un gruppo di piccoli ospiti ascolta gli amici che cantano....

Ecco le cantanti in erba che si cimentano per il loro pubblico!

Una foto del primo anno, c'è anche Marzia alla finestra.....nel mio laboratorio i bambini si preparano la frutta per farsi la marmellata.

E qui stanno mettendo a seccare qualcosa al sole....pomodori? Melanzane? Non ricordo....

I bambini adorano gli animali e tramite Silvio che ormai lavora a Mestre dal suo mentore e amico Antonio, troviamo un maestro di equitazione che viene da noi a far lezione col cavallo di Silvio, Top.
E dopo la teoria si passa alla pratica.

Enrico riesce a convincere Paci Gallo, il suo maestro, a venire a dare lezioni di karate da noi e sono molti i bambini che si iscrivono al suo corso con grande entusiasmo.
Non può mancare ovviamente il corso di nuoto.

Anche i miei corsi di cucina hanno un discreto successo ed ai ragazzi viene insegnato a fare la marmellata e la salsa di pomodoro che poi cuciniamo e invasiamo per loro. Claudio prepara le etichette personalizzate ed ogni bambino porta a casa il suo vasetto con la salsa o la marmellata fatta da sé col suo nome stampato sopra. Per loro è un piccolo trofeo!

I due più piccolini si divertono come matti a mescolare la frutta allo zucchero!

Ogni tanto organizziamo un picnic nel frutteto ed in queste occasioni arriva la pizza per tutti, i bimbi la adorano!

Il gruppo dei piccoli rangers. Loro hanno il compito di andare a curare i piccoli amici pelosi, portano da mangiare ai porcellini d'india, ai coniglietti nani e alla furetta che d'estate si trasferisce in un bellissimo recinto all'aperto, con un labirinto di giochi e di altalene,  che lei apprezza molto di più della sua gabbia abituale in camera di Enrico!
I piccoli rangers sono anche tenuti ad andare in pollaio a raccogliere le uova tutte le mattine......è un vero spettacolo vederli rientrare, col cestino per le uova che gronda albumi e tuorli.....piano piano imparano a trattare le uova con più attenzione.

Raffaella è impegnata con le bambine a preparare i costumi e le coreografie per qualche recita.

E qui Sara ed Elena lavorano per costruire scenari meravigliosi per le recite dei ragazzi.

Quando Silvio è a casa lavora con noi, insegna ai ragazzi la cura del cavallo, e tutti a turno, lo lavano, lo spazzolano e lo asciugano. Qui è con Federica.

Uno degli spettacolini per i genitori il primo anno. Negli anni successivi prepariamo un vero e proprio palco all'aperto per il gran numero di bambini iscritti da noi (100).

Può sembrare una semplice raccolta di foto, ma garantisco che non è così, noi con queste creature condividiamo un sacco di momenti impagabili. Gli abbracci all'arrivo di buon mattino, ancora con gli occhietti gonfi di sonno ma desiderosi di arrivare ai Sili Blu il prima possibile, le carezze ed i bacini che ci regalano ogni volta che facciamo un giretto in mezzo a loro, la gara per chi si siede vicino a me e a Claudio all'ora di pranzo, le piccole gelosie fra le "streghette" di mio marito, i pasti consumati con uno se non due bambini in braccio, i capricci delle 18.00 per non andare a casa, i ringraziamenti quotidiani di mamme, papà e nonni che non hanno mai visto così felici i loro bambini, i regalini inaspettati, i regali dai genitori, gli abbracci con i nostri animatori e animatrici che passano parte delle notti a programmare il lavoro del giorno dopo, ore che non gli saranno mai retribuite e a loro non importa perché lavorano col cuore e in noi hanno trovato una famiglia, gli sfoghi raccontati in sussurri di una o dell'altra per piccole incomprensioni, gli spaventi che ogni tanto prendiamo coi bambini, la piccola ospite con il diabete che nessuna colonia voleva e che da noi è stata un incanto perché la nostra Sara se l'era presa sotto la sua ala protettrice e le misurava la glicemia quando ce n'era bisogno, il bambino autistico che da noi in mezzo alla natura riusciva ad interagire con gli altri bambini, i pianti di fine stagione nel dover salutare i nostri bambini ed i loro genitori e rendersi conto che cento bambini vivevano per tre mesi interi a casa nostra, immersi nel nostro amore.
Tutto questo e molto ancora non lascerà mai il nostro cuore e questi ricordi saranno sempre in un angolo speciale della nostra memoria.

giovedì 26 giugno 2014

Scatole impolverate - La laurea nov. 2002 - 39

L'estate del 2002 parte come un treno al centro estivo Camping Natura, ma questo ve lo racconto in seguito........fatto sta che il lavoro aumenta sempre di più, abbiamo bisogno di manodopera e diamo lavoro a gente disperata che arriva dai paesi dell'est, (le italiane arricciano il naso quando sentono che si lavora tutti i fine settimana!!!) gli diamo l'alloggio ed un regolare contratto di lavoro, oltre al vitto naturalmente. Noi siamo dell'idea che chiunque lavori con noi deve essere trattato con dignità e giustizia, nessuna differenza di trattamento.
Avrei un sacco di aneddoti da raccontare......
Un giorno per esempio Silvio esce per una commissione, non ricordo proprio a fare cosa o dove......ma quando torna è in compagnia di un uomo di colore che dice di chiamarsi Jallo. E' nero nero nero!
Silvio mi dice che questo povero diavolo è disperato ed ha bisogno urgentemente di un lavoro perché gli sta scadendo il permesso di soggiorno e al lido di Jesolo non trova niente.
Noi siamo davvero al completo, non abbiamo bisogno di aiuti extra ma vedendo la disperazione di Jallo decido di dargli una possibilità.....ci sono le piscine da pulire, il prato che va tagliato regolarmente, i fiori che vanno curati....dai, si può fare.
Naturalmente gli diamo una stanzetta con un letto, un armadietto ed un comò e l'uso del bagno che si trova a due passi dalla sua stanza.
Dal primo giorno mi rendo conto che Jallo non ha proprio voglia di lavorare, tanto meno di prendere ordini da una donna e tira sera cercando di fare meno che può. E' mussulmano, quindi deve pregare 5 volte al giorno. Ogni tanto sparisce per le sue preghiere.
Dato che non sa usare una ramazza, non gli piace curare il giardino e non posso controllarlo finché sta all'aperto ed io sono in cucina, gli dico che starà al lavello delle pentole durante i fine settimana, almeno mi rendo conto di quello che fa......ed è proprio così che posso mandarlo da dove è venuto!
Perché? Perché nel bel mezzo del servizio, con la pergola fuori zeppa di ospiti che mangiano, lui molla tutto per andare in camera a pregare. Dopo circa un'ora mando Silvio a cercarlo....Jallo dormiva, pacifico e contento nel suo letto. La sera stessa Jallo riparte, lanciandomi improperi e maledizioni colorite e variopinte come il bubù che indossa.
Ciao Jallo!!!
Oppure ricordo, proprio quella stessa estate del 2002, una telefonata da un centro Caritas a cui mi ero rivolta per assumere due signore moldave. Il prete al telefono mi dice che le signore sono tre, non due, le hanno trovate a dormire nei bagni dell'ospedale civile di Treviso, non hanno dove andare........e cosa faccio, non le aiutiamo? E comunque tre al prezzo di tre, mica di due!
Arrivano, modeste e impaurite, neanche una parola di italiano.....una pacchia insomma per me ed Elvira, con tutto quel che c'è da fare diamo anche lezioni di italiano base per capirci in cucina....
Alla fine della fiera, per farla breve e non tediare nessuno con questo racconto, il 31 luglio, dopo due mesi di lavoro con noi, vengono tutte e tre in cucina e ci dicono che se ne vanno, da noi si lavora troppo!
Perfetto, con agosto  alle porte, restiamo io ed Elvira, sole. Lei mi guarda e mi chiede :" Signora, lei ha paura?"......io la fisso dritta negli occhi e le rispondo di no, non ho paura.
Da quel primo agosto 2002 Elvira diventa la mia ombra, dimentica la sua famiglia per non lasciarmi sola nemmeno un momento, lavorando senza sosta al mio fianco. Come potrò mai spiegare quanto quella ragazza ci ha dato in passione, serietà e costanza....né io né lei possiamo permetterci di sentire la stanchezza, giorno dopo giorno andiamo avanti ma ci portiamo a casa la più spettacolare stagione, come se fossimo sul podio dopo una vittoria mondiale!
Devo comunque dire che abbiamo aiuti extra che di tanto in tanto ci danno un minimo sollievo, e naturalmente ci sono Claudio, Enrico e Isetta che nell'emergenza arriva!
Comunque a fine settembre si tirano un po' i remi in barca e si torna ai ritmi normali di lavoro. 


Finalmente Silvio è in fase di arrivo con gli studi, il 4 di novembre discute la sua tesi di laurea.

"La fisioterapia nel trattamento delle patologie del midollo spinale del cane"

Si laurea naturalmente in Medicina Veterinaria.

Noi siamo così commossi e felici che dimentico di fare le foto, sono imbambolata a guardare il nostro ragazzo che finalmente è pronto a cominciare il suo percorso  professionale, siamo orgogliosi come non mai, è stato bravo, ha studiato lavorando e ce l'ha fatta. 
Il dopo laurea non lo commento. Lui è felice, chi se ne frega delle goliardate a cui lo sottopongono gli amici......!!!
E queste sono le uniche due foto che un'anima buona mi ha fatto avere!

Silvio dedica la sua tesi di laurea al suo amatissimo nonno Bruno, il mio papà.


Queste sono le cose che davvero contano nella vita, papà manca ormai da cinque anni ma il suo ricordo e l'amore che ha sempre avuto per i suoi nipoti e per tutti noi, lo farà vivere nei nostri cuori per tutta la nostra vita.
Silvio mi ha fatto un regalo che non ha prezzo con queste semplici parole, perché mi fa sentire fiera del lavoro che come genitori abbiamo fatto, insegnando ai nostri bambini l'importanza della famiglia, dei principi e dell'amore per le nostre radici.




sabato 21 giugno 2014

Scatole impolverate - Gli amici pelosi - 38

Credo sia chiaro a tutti che amiamo gli animali, ne abbiamo sempre avuti, costantemente da quando avevamo Silvio piccino.
Allora avevamo fatto la scelta di spiegare "il mistero della vita" al bimbo con una coppia di porcellini d'india peruviani dal pelo lungo, arruffato, simpaticissimi. Silvio aveva il pallino degli animali e quindi apprezzava moltissimo tutte le spiegazioni che papà Claudio gli dava.
La cosa funzionava e anche con l'avvento dell'uragano Enrico si riusciva a gestire un giusto rapporto di rispetto verso queste bestiole.
Dopo di allora si sono susseguiti vari cani, altri porcellini d'india, un topolino muschiato che doveva stare lontano dai miei occhi, qualche uccellino e via discorrendo, un po' come in tutte le famiglie dove ci sono bambini.
Ovviamente la massima concentrazione di animali c'è quando nasce il nostro Centro Estivo.
Ed è proprio da qui che voglio raccontare qualche storia che riguarda loro, i nostri cuccioli pelosi.....

Siamo a luglio del 2002, un caldo torrido intervallato da potenti temporali. Un pomeriggio, dopo il riposino che i bambini fanno sotto le fronde dei grandi salici, qualcuno sente un miagolio disperato. I bimbi schizzano in piedi man mano che i primi ad accorgersene passano parola, sono tutti eccitati e preoccupati perché è chiaro che c'è un gattino in difficoltà.
Le ragazze riescono miracolosamente a farli mettere in gruppetti ordinati e così vanno verso il disperato miagolio. Subito è palese che viene dall'orto, un ettaro di orto! I bimbi sentono di avere una missione importante e sono attenti e cauti nel muoversi.....arrivano alle zucchine finalmente e il miagolio si fa forte e chiaro. A quel punto avanzano solo i più grandi, lasciando i piccoli al limitare del campo coltivato. Le piante di zucchine pizzicano e sono urticanti ma loro, sprezzanti del fastidio, proseguono con metodo e cautela finché uno di loro urla con tutto il fiato :" Eccolo!!!" e lì si scatena l'inferno. (Russel Crowe li avrebbe voluti tutti per il suo film!)
Trovano una micina appena nata, pochi giorni di vita e nemmeno deperita bisogna ammettere, me la portano in cucina ed io mi commuovo per questo esserino disperato. Per fortuna c'è Silvio, a casa per preparare la sua tesi di laurea. La vede e mi dice che si deve assolutamente cercare la mamma e provare a fargliela allattare. sappiamo chi è la mamma, una gattina dolcissima che si è trovata un riparo nella legnaia e che tutte le sere si fa vedere quando gli ospiti se ne vanno e lei sa che noi le lasciamo tanta pappa buona a disposizione. Non è selvatica e Silvio la trova facilmente, le attacca la gattina alle mammelle e lei la lascia poppare con gli altri tre bellissimi piccoli. Bene, meno male! I bambini sono orgogliosissimi del loro salvataggio e ne parleranno per un sacco di tempo.
Invece no, bene per niente!
La notte seguente si scatena un temporale con tuoni e fulmini, piove a secchiate d'acqua. Enrico e Marzia dormono in una delle roulotte per stare coi bambini che pernottano da noi e non so ancora come, Enrico si sveglia per i miagolii disperati che lo raggiungono nel sonno. Esce nonostante l'acqua e, in mezzo al piazzale di cemento, trova di nuovo questa esserina, incazzata come una bestia che urla a squarciagola. 
Sale in casa e ci sveglia, sono circa le 4.00 di mattina. La asciugo e cerco di riscaldarla. Nessuno dorme più, lei ha fame e piange.
Il mattino successivo all'apertura della farmacia di Jesolo Paese c'è Claudio che aspetta di comprare un micro biberon e il latte degli orfani, un latte in polvere.
E' così che Schizzo entra in casa nostra e nelle nostre vite.

Il nome non potrebbe essere più azzeccato, ve lo garantisco. E' un esserino che si aggrappa disperatamente alla vita e che dovrà fidarsi della sottoscritta per avere il suo imprinting!!!

Ogni due ore reclama il suo latte ed io sto con l'orologio sotto gli occhi anche quando siamo pieni di clienti che cenano sotto la pergola e faccio arrabbiare Claudio ed i ragazzi perché sparisco.
Schizzo ha un grosso problema che va avanti da parecchi giorni....non riesce a fare la cacca da sola. Uso la glicerina, i cotton fiocs, i massaggini caldi con una spugnetta sul pancino danno ben miseri risultati e Silvio è molto chiaro:" Se non evacua muore perché le scoppia la pancia". In effetti la pipì la fa regolarmente, il resto purtroppo no ed è diventata una palla.

La nostra dolcissima Camilla adora tutti gli animali e continuamente mi sta addosso per guardare la gattina, cerca di leccarla per darle baci. Claudio decide che, perso per perso, dobbiamo affidarci a lei ed al suo innato istinto materno. Mettiamo sul divano Schizzo e preghiamo Dio che Camilla non decida che tutto sommato è pur sempre un gatto.....
Camilla non aspetta altro......dopo il suo trattamento Schizzo è fradicia e furibonda per essere stata investita da una lingua del genere, ma comincia improvvisamente a produrre cacca in quantità industriale!
Da quel giorno Schizzo sporca nella sua cassettina e Camilla diventa la sua protettrice ufficiale!

E Camilla non si smentisce mai, dove c'è un cucciolo c'è anche lei. Qua ho in braccio il mio coniglietto Bunny, c'è Schizzo cresciuta e c'è lei, la dolcezza fatta cane!
Silvio porta sempre a casa bestiole che necessitano di cure o di famiglia. Vi presento la furetta Maya, una bestiola divertente e dolce, anche lei ha trovato una collocazione come si può vedere.....ha una bellissima gabbia, con l'amaca e una copertina dove lei si arrotola per dormire.

Nonostante sia un mustelide, Maya ama Schizzo e giocano tantissimo insieme. D'estate Maya si trasferisce nella residenza estiva appunto, una gabbia enorme con una serie di giochi in legno, di scalette e scivoli, costruita per lei dal nostro Vittorino (Mc Guyver ricordate?). Naturalmente c'è una bellissima amaca!

Casa nostra è uno zoo. Lo so, ci sono peli in giro, Maya è anche un po' puzzona, la sabbietta di Schizzo e la segatura di Maya non sempre sono soltanto all'interno dei loro contenitori, le cagne inseguono le altre bestiole, vuoi per giocare, vuoi per tentare di mangiarsele....(leggi Fiamma), fatto sta che noi li amiamo tutti.
Fra i vari animali che vivono in azienda, ci sono anche Toto e Tata, una coppia di maialini (si fa per dire......) vietnamiti. Dopo qualche mese di corteggiamento, Toto fa innamorare perdutamente Tata e nel giro di pochi mesi nascono sette bellissimi cuccioli che Tata allatta e cura con grande attenzione.
Io me li vado a guardare quasi tutti i giorni perché sono una meraviglia ma poi capita che c'è talmente tanto lavoro in cucina e altrove che le mie visite diminuiscono.

Ricordo ancora esattamente quello che succede quella mattina di luglio del 2003.......
Arriva di corsa, tutto trafelato, un lavorante polacco che ha in carico gli animali del centro estivo, entra in cucina e mi dice:"Signora, corri, piccolo maiale morto, tutto secco!"
Volo dai miei maiali, furibonda con lui per non avermi detto che Tata lo aveva scartato da un paio di giorni, potrei picchiarlo dalla rabbia. Lui è così mortificato e disperato che alla fine gli chiedo pure scusa, ma il maialino è pelle secca buttata in mezzo al fieno. Mi accorgo che respira appena e me lo prendo in mezzo al grembiule di cucina giurando che a casa mia i cuccioli non muoiono.
Silvio gli fa subito una flebo per idratarlo e mi dice :" Mamma rassegnati, è spacciato, non lo vedi? Non posso fare miracoli, possiamo solo cercare di reidratarlo e poi si vedrà...." Gli rispondo :"Organizzati, il miracolo lo facciamo insieme". Devo dire che avere un figlio veterinario serve e aiuta in questi casi!
E miracolo c'è! Ed è pure femmina, anche lei!
Appena reagisce comincio a nutrirla con lo stesso latte degli orfani che a suo tempo aveva salvato Schizzo. Piano piano si riprende, è debolissima Caterina, passa tutto il tempo avvolta in una copertina in una bella gabbia con la segatura pulita e l'acqua fresca a disposizione.
La coccolo e le parlo, lei mi capisce e mi accorgo che riconosce la mia voce ed i miei passi.
La piccola si riprende in fretta ma non possiamo rischiare di riportarla alla madre perché potrebbe essere uccisa, quindi sta in una stanza attigua alla cucina dopo posso tenerla controllata.
Mi bastano pochi giorni dalla sua miracolosa ripresa per capire che per il resto dell'estate non potrò più indossare abiti o maglie senza maniche. Sì perché i maialini per stimolare la lattazione, spingono col muso sulle mammelle della loro mamma. Dato che io la tengo in braccio, le musate me le da tutte all'interno del gomito, procurandomi dei lividi orrendi, tipici di chi si fa in vena. Devo dire che il muso dei maiali è duro come un sasso....e mi fa in sacco male quando vuole mangiare!
In breve tempo Caterina diventa come un cagnolino, mi chiama, mi segue e cresce, mamma mia quanto cresce! Si nutre di prodotti che ci procuriamo in un vicino allevamento di suini, a cui aggiungiamo mele che adora e un po' di verdura cruda.
Chi pensa che i maiali siano animali sporchi si sbaglia di grosso. Quando Caterina è un po' più grande le prepariamo una grande gabbia all'esterno, con una casetta sempre piena di fieno fresco dove lei adora rotolarsi, le prepariamo anche un piccolo riparo esterno dove lei sceglie di sporcare e sta attentissima ad usare solo quello spazio. E' fantastica, la adoro perché è coccolona e cicciona e intelligentissima. Impara anche a giocare a palla!
Queste sono le storie di alcuni dei cuccioli che hanno accompagnato le nostre vite, mi pareva bello raccontarle.



lunedì 16 giugno 2014

Scatole impolverate - Convalescenza ....gennaio, febbraio 2002 - 37

Da parecchio tempo ho qualche problema di salute, la mia ginecologa da mesi mi tampina per ricoverarmi e farmi sottoporre ad un intervento chirurgico.
Non se ne parla, col lavoro che facciamo non posso permettermi di stare ferma per due mesi e quindi l'intervento deve attendere.
Come Dio vuole arrivo alla sera del cenone di fine anno 2001. Finita la serata siamo in ferie.
Il 2 gennaio 2002 sono già ricoverata all'ospedale civile di Mirano. Il primario, dott. Tiziano Maggino, è un caro amico di Claudio, compagno di collegio a Venezia. Doveva essere già in ferie ma mi aspetta, mi opera il 3 gennaio e poi, una volta controllato che tutto fosse in ordine, ci saluta e parte. E' un chirurgo fantastico, nonostante l'intervento bello tosto e i numerosi punti sul pancino, dopo otto giorni posso tornare a casetta.
I compiti per casa sono i seguenti:
1) Riposo
2) Riposo
3) Riposo
Queste sono le regole che devo osservare per un mese, e anche se dopo due settimane comincio ad innervosirmi di passare dal letto alla poltrona e al divano, non sarei in grado di fare altro. Sono a pezzi e la convalescenza è pesante. Non sono poi abituata a stare in panciolle e quella non è la mia idea del "riposare".
Sapevamo che sarebbe stato così e quindi ci eravamo organizzati per chiudere due mesi, gennaio e febbraio.
Claudio per distrarmi decide di portarmi in California per tre settimane a febbraio, ospiti dai nostri amici Ed e Lois.
Come sempre loro sono meravigliosi e ospitali ma lavorano e sono molto impegnati coi loro ragazzi, io mi rendo conto dopo pochi giorni di essere davvero di peso, non posso fare gran che e mi sento veramente molto a disagio.
Passiamo le giornate facendo brevi passeggiate e gite poco impegnative.
Ci regaliamo un fine settimana a Monterey e alloggiamo in un piccolo e vecchio hotel che è in vendita. Assieme a loro ci divertiamo a fare progetti futuri, ci piacerebbe prenderlo insieme e gestirlo con loro, Silvio potrebbe esercitare come veterinario in quella zona e fare un sacco di soldi, Enrico potrebbe occuparsi delle belle signore del posto e farle felici! Discorsi così, un po' sciocchi ma divertenti.
Lois ci accompagna un giorno a visitare la Napa Valley, un'oasi vinicola che ci lascia senza fiato, di una bellezza e di un'eleganza superiore a qualsiasi altro posto analogo che abbiamo visto, indescrivibili le cantine ed i ristoranti. Tra questi vigneti a perdita d'occhio, hotel di lusso alloggiati in castelli o antiche dimore.
Torniamo la sera stanchissimi, ma consapevoli di avere fatto un'esperienza coi fiocchi.
Da Sacramento ci raggiungono Barry e Valerie, la mia cara amica e collega di lavoro ai tempi della California, era titolare di Clinique. Ed e Lois non li hanno mai incontrati ma li invitano a cena e come sempre, preparano ogni ben di Dio, la loro ospitalità è proverbiale e non accenna a declassarsi!
Ed, il mago del barbecue!
E la cena è servita!
San Francisco è una città che ti entra nel sangue, diventa parte di te e non ti stanchi mai di girarla e osservarla, di guardare i suoi abitanti e di invidiarli per vivere in un posto unico al mondo.
E' una città che fa perdere le inibizioni, ti puoi ritrovare a ballare in mezzo alla Cannery se c'è qualcuno che suona, o in mezzo ad una spiaggia con i ragazzi che suonano le chitarre ed i bonghi.
Fantastica, multietnica, generosa e spettacolare!
Per la prima volta andiamo a visitare il Presidio e ci passiamo qualche ora beandoci dei panorami che ci offre il posto. Ci sono zone boscose con piante centenarie, prati curati e perfettamente puliti, ci sono tutte le abitazioni dei militari che vivevano lì quando era un Presidio delle Forze Armate Americane, fino al 1994. Poi diventa Parco nazionale e come tale curato e protetto.
E' enorme e offre viste mozza fiato sull'oceano, sulla baia di S.F. e sul Golden Gate. Non riusciamo a visitarlo tutto.
Alla fine salutiamo i nostri amici con le lacrime agli occhi, consapevoli però di essere stati un po' troppo "ospiti" per il mio stato di salute.
Ancora non lo sapevamo ma da quella volta non li abbiamo più visti........la speranza però è l'ultima a morire, magari un giorno non lontano.....

Dal primo marzo l'agriturismo riapre i battenti, la primavera avanza e con la primavera si muovono i turisti e noi siamo lì pronti ad accoglierli col nostro miglior sorriso!


lunedì 9 giugno 2014

Scatole impolverate - 2001...dalla Tunisia al Camping Natura e molto di più. - 36

Come ogni anno finiamo di lavorare il 31 dicembre e chiudiamo per ferie. Anche a gennaio del 2001 partiamo per una vacanza di tre settimane e andiamo in Tunisia, esattamente a Sousse, alloggiamo in un bell'hotel, l'Orient Palace.
Partiamo con mamma ed una sua carissima amica, Paola, noleggiamo una macchina e ci facciamo i nostri bei giri con Claudio che ha tre donne in gestione,...... le battute coi cammelli si sprecano in quei giorni!
Nella hall dell'albergo, le tre signore in lungo!
La splendida piscina dell'hotel.
Una delle escursioni più belle e affascinanti la facciamo a Sidi Bou Said, una città situata nella regione del nord della Tunisia, a circa 20 Km. dalla capitale Tunisi.
E' arroccata sopra una scogliera e guarda il Mediterraneo. Le sue stradine si articolano fra case bianche con le imposte blu ed una miriade di fiori dai caldi colori. Ci sono numerosissimi negozi di souvenir per far felici le migliaia di visitatori che affollano costantemente il paese.
Ci colpisce moltissimo la pulizia che vediamo ovunque e rischiamo quasi il torcicollo per ammirare i balconi, le finestre e le porte di questo meraviglioso blu.

Un'altra visita di estremo interesse è la Grande Moschea di Kairouan, una delle più imponenti e importanti del paese, un' opera architettonica che ci lascia senza parole, un luogo dove regna un silenzio carico di misticismo.
Questa è la piazza antistante il Mausoleo di Bourguiba a Monastir, costruito a partire dal 1963 per onorare il primo presidente tunisino, Bourguiba appunto, che diede l'indipendenza al paese dai francesi. Vi si accede attraverso un immenso viale alberato e con molteplici palme. All'interno del mausoleo c'è un sarcofago di pietra bianca intagliata che contiene le spoglie del presidente.
A lato del mausoleo visitiamo un cimitero islamico, le tombe sono tutte bianche e ne rimaniamo particolarmente colpiti e commossi.
Non può ovviamente mancare una visita ad un accampamento berbero, dove ci viene offerto il thè e le donne del villaggio impastano e cucinano il pane per poi offrircelo condito con il loro olio.
Qui siamo a Cartagine, dove una guida ci fa rivivere le guerre puniche fra gli antichi Romani ed i Cartaginesi per il dominio del Mediterraneo.
Ancora una volta mi meraviglio di come delle pietre e delle rovine possano essere così vive e ricche di significati. Purtroppo non è rimasto molto, ma il sito è comunque ben curato e ben custodito.

La sera in albergo c'è una band che intrattiene gli ospiti, sono bravi e simpatici e nel giro di pochi giorni diventiamo amici di questi musicisti......

al punto che la mamma riesce a convincermi a propormi con una canzone e da allora, tutte le sere mi chiamano a fare un bel po' di pezzi!
Che cosa non si fa per una mamma!

Il 10 febbraio si sposa a Pavia la figlia di Mario, l'amico fraterno di Claudio e noi non possiamo certo mancare.
La sera prima della cerimonia andiamo tutti insieme a mangiarci una costata ai ferri in allegria (in barba alla "mucca pazza" che in quel periodo terrorizzava gli italiani).
Michela e Jacopo si sposano con una cerimonia bella e semplice, Michela indossa un abito che è appartenuto alla sua famiglia ed è bellissima.
Mario piange come un vitello, la sua primogenita lascia il nido, lui piange e noi lo prendiamo un po' in giro.....Cristina invece, la mamma, pensa che almeno una finalmente ha lasciato il nido......questione di punti di vista insomma!
Ad aprile dobbiamo dare l'addio alla nostra amica pelosa Rebecca, una torsione gastrica non le lascia scampo. E' un lutto molto doloroso, ogni volta che perdiamo uno dei nostri animali è uno strazio, ci ritroviamo ad abbracciarci piangendo.
Rebecca ancora ci manca.

Nei mesi che precedono l'estate noi lavoriamo molto con la progettualità oltre che col lavoro regolare e, come dicevo, un'idea sta lentamente prendendo forma nella testa di Claudio.
Perché non creare un centro estivo diverso da qualsiasi altro, per i bambini, soprattutto i figli degli innumerevoli albergatori di Jesolo che non sapevano mai come gestire i loro bimbi durante l'estate? E' così che, con molta modestia e senza fare nemmeno troppa pubblicità decidiamo di partire con questo nuovo progetto. Si chiamerà Camping Natura e darà anche la possibilità di alloggio in tende e roulotte ai bambini che eventualmente lo desiderino.
In quegli anni Enrico ha una fidanzata che si è appena laureata in Scienze dell'Educazione, Marzia. Io la adoro, è in gamba e fra me e lei c'è un rapporto invidiabile. E' una grande professionista e ci pilota attraverso le varie fasi dell'organizzazione del personale che starà a contatto con i bambini iscritti (che ancora non ci sono). Enrico la aiuta e cominciamo a spargere la voce in giro.

Compriamo una grande piscina della Laghetto (m 12x6 circa), approntiamo un campetto da pallone e uno da pallavolo, creiamo uno zoo con tutti gli animali da cortile e non solo. In una zona chiusa dell'agriturismo organizziamo un laboratorio con materiali diversi dove i bambini daranno vita a creazioni meravigliose, i bagni ci sono, grandi e belli, la pergola sotto cui mangeranno è pronta, siamo pronti anche noi.
Nel giro di pochissimi giorni abbiamo i primi iscritti. Dimenticavo di dire che il nostro centro aprirà il primo giorno di vacanza e chiuderà l'ultimo. L'orario è dalle 8.00 alle 18.00 tutti i giorni compresa la domenica.
All'inizio dicevo cominciamo con pochi bambini, una ventina circa. Decidiamo di far scegliere a loro le verdure dall'orto, vanno fisicamente loro stessi a raccoglierle, poi noi le prepariamo per pranzo, loro si divertono come matti e imparano a capire che è importante mangiare bene e sano. Dopo mangiato li portiamo in frutteto.....

Si scelgono la frutta che vogliono consumare direttamente dagli alberi! Questo purtroppo lo possiamo fare solo all'inizio perché poi diventa un problema con 100 bambini che vogliono staccare i frutti dagli alberi....dobbiamo rinunciarci! La frutta la troveranno a tavola e lo stesso dicasi per le verdure naturalmente.

Una delle cose che amano fare è la pizza, gli insegniamo a impastare e a condire la pasta, poi la inforniamo. La loro soddisfazione è unica!
Enrico fa nuotare la mia nipotina Federica

La prima recita del primo anno. I bambini si sono fatti tutti i costumi e le coreografie con Marzia e le altre ragazze. Qui un gruppo di bimbi, sotto si intravedono le teste di alcuni genitori.
Ogni mese si fa una recita per loro!

Insomma l'estate del 2001 è come un vulcano in piena eruzione, nemmeno noi riusciamo a credere a quello che succede intorno a noi ed alla nostra iniziativa. A Jesolo l'agriturismo I Sili Blu ed il suo Camping Natura fa molto, molto parlare e, ringraziando Dio, sempre in termini entusiastici.
L'11 settembre 2001 dà una scossa terribile a tutto il mondo, anche noi siamo testimoni di questa catastrofe intanto che stiamo lavorando con i "nostri" bambini e sentiamo il nostro mondo di certezze crollarci addosso.
Quella è una giornata che vorrei poter dimenticare, vuoi per il nostro amore incondizionato per gli Stati Uniti, vuoi perché ci rendiamo conto  che niente sarà più come prima.