martedì 29 aprile 2014

Scatole impolverate - Prima de "I Sili Blu" - 25

E' deciso, dopo lunghe discussioni e dopo aver cercato informazioni al riguardo, si farà domanda al Comune di Jesolo per avviare questa nuova attività.
Nessuno può immaginare i tempi burocratici che ci aspettano......

Abbiamo tempo libero da vendere in questo periodo, così ogni tanto ci concediamo una visita alla zia Wilma e allo zio Aldo a Calalzo di Cadore.
Vi racconto qualcosina.....
Wilma è la sorella di mia suocera, mi vuole bene dal primo momento che mi ha vista ed un affetto infinito ci lega tutt'oggi, con tutti loro c'è un legame che va oltre la parentela.

Aldo è purtroppo mancato il 22 gennaio del 1995, lasciando un vuoto grande, per la sua famiglia incolmabile, ma io lo ricorderò al presente......
Aldo è il classico montanaro, un omone sempre sorridente, buono buono buono, alto e possente. E' lui che, uno dopo l'altro si è preso i nipoti, primo fra tutti Claudio, ed i figli poi, e ha insegnato loro a sciare. Non conosco nessuno che non lo ami.
Anche la loro è una vera storia d'amore, la zia, cittadina di Treviso, lo conosce quando lui milita nel Treviso calcio, primi anni 50, e si innamora. Decidono di sposarsi attorno al 1954-55, la nonna Eden, mamma della sposa con un caratterino di ferro, non parteciperà alla cerimonia, come protesta per il trasferimento della figlia in Cadore.
Nonostante questo, in brevissimo tempo lo zio Aldo la riconquista e torna la pace in famiglia.
Claudio è il primo dei nipoti ed è il coccolo della zia, al punto che quando rimane incinta di Federica, la sua primogenita, rassicura il piccolo Claudio dicendogli che non potrà mai amare nessuno dei suoi bimbi quanto ama lui!
Tra il 1956 ed il 1964 nascono Federica, Paolo e Roberta.
Come dicevo, loro sono una parte della famiglia davvero importante , è sempre una festa andarli a trovare.

A Jesolo si continua a lavorare per avere l'approvazione del progetto di ristrutturazione e la richiesta del cambio di destinazione d'uso dell'edificio. Si capisce presto che la strada sarà tutta in salita.
A Jesolo siamo anche la prima azienda agricola a fare questo tipo di richiesta, aziende agrituristiche non ce ne sono. Al Comune continuano a tergiversare e questa storia andrà avanti per più di un anno.....ahimè.

Per fortuna la vita è fatta anche di altre cose e gli amici non ci mancano. Qui siamo a Cremona, a casa di Cesare, nel palazzo dei suoi avi. E' il 3 febbraio 1992 e lui compie 40 anni. Vicino a me Cristina e Mario.
Claudio ai tempi del liceo frequentava il Collegio Navale Morosini di Venezia, la sua classe era composta da 9 studenti provenienti da tutte le parti d'Italia. I suoi amici più cari sono di allora e con loro, periodicamente, si organizzano riunioni e feste. Tutti da noi a Jesolo o tutti da Mario a Pavia. Per qualche tempo riusciamo a trovarci una volta l'anno. Sono eventi imperdibili, i ragazzi non fanno che ricordare vecchi aneddoti e si godono la compagnia, noi mogli o fidanzate ci confrontiamo coi soliti discorsi da donne, mamme, casalinghe.
Si è creato un gruppo meraviglioso e coeso. Ad ogni appuntamento si aggiunge qualcuno di qualche altra classe....
Quando stanno da noi gli uomini dormono in salotto. Apriamo un divano letto e tiriamo fuori qualche materasso, diventa un dormitorio e loro passano la notte a chiacchierare.

A casa di Mario a Pavia
Mario che abbraccia Claudio che ha fatto la griglia!
Mario è l'amico, l'amico perfetto, l'amico che c'è stato, c'è e ci sarà sempre per Claudio e per me e se ci sarà bisogno anche per i nostri figli, lo so.
Con lui e sua moglie Cristina abbiamo condiviso praticamente tutto.

Poi c'è Cesare, di famiglia nobile di Cremona. Non si è mai sposato anche se ha avuto accanto donne notevoli per molti anni,.... dopo, un po' meno. La sua famiglia vive nel loro palazzo antico da più di 600 anni.

Fabio, romano, medico. Per molti anni convivente di una giovane donna in gamba e simpatica mamma di due bambine. Lui gli fa da padre fino alla maggiore età, le adora. Poi improvvisamente le lascia, sposa una collega e ci fa una figlia.

Ettore, il professore di italiano, di Cuneo, il letterato di una simpatia prorompente e raffinatissima. 

Corrado, il cervello del gruppo. Pugliese, ma vive a Torino, sposato con la stessa donna fortissima, da sempre, il timido genio.

Col passare degli anni rimane Mario il più presente nella nostra vita, anche se l'affetto per tutti gli altri ci sarà per sempre.

Torniamo all'estate del 1992. Siamo ormai allo stremo delle nostre forze, se non ci danno l'autorizzazione ad aprire siamo rovinati.
Arrivo al punto di andare tutte e dico tutte le mattine all'ufficio tecnico del Comune, minacciando di andare nel piazzale del Municipio con una tenda e con i nostri bambini e piazzarci lì con dei bei cartelli di protesta, giorno e notte.
Qualcosa finalmente si muove.







sabato 26 aprile 2014

Scatole impolverate - 1989/1991 Benvenuti al Sud - 24

E' così, ogni volta che penso che siamo felici e lavoriamo con soddisfazione per il nostro futuro, il destino bussa alla nostra porta.....Toc toc...


Primi mesi del 1989.....
da quando abbiamo l'allevamento Claudio è estremamente attento all'igiene e al benessere degli animali, chi entra deve disinfettarsi i piedi e possibilmente indossare dei soprascarpe.
C'è una malattia, la mixomatosi, che può decimare un allevamento nel giro di poche settimane. Intorno al nostro capannone ci sono tante famiglie che hanno l'orto, qualche gallina, anatre e conigli. 
La mixomatosi viene trasmessa tramite zanzare e moscerini e Claudio, preoccupato da voci insistenti sulla presenza della malattia in zona, si offre di vaccinare gratuitamente tutti i conigli di queste persone. Alcune ringraziano e accettano, altri ringraziano ma rifiutano.
E' così che la mixomatosi entra da noi e colpisce i nostri animali.
Quando un coniglio si ammala di mixomatosi, comincia ad avere problemi di respirazione, lacrimazione agli occhi, e in pochi giorni muore.
I conigli ammalati possono essere venduti e possono essere consumati con la massima sicurezza.
Noi decidiamo di non farlo per una nostra correttezza etica ed è così che ci suicidiamo economicamente.
Ogni giorno escono dal capannone carretti pieni di cadaveri, noi siamo disperati perché anni di lavoro stanno svanendo nel peggiore dei modi e non c'è niente che possiamo fare.
Assistiamo impotenti.
Nel giro di poco tempo il capannone che conteneva 15.000 animali resta desolatamente deserto.

E ora? Non abbiamo più un reddito, non c'è più un lavoro, non c'è più niente, solo lacrime.
A Claudio viene proposto un posto a Lecce, come responsabile di un allevamento di pecore e capre con caseificio.
Lui parte.
Noi restiamo a Jesolo.
Per un paio di mesi resistiamo ma i ragazzi vogliono il loro papà e io e lui non ce la facciamo, non possiamo vivere separati, anche se lui viene a casa un fine settimana ogni due. Non ci basta.  Così riempiamo un altro camion con tutti i nostri mobili, chiudiamo a chiave la casa di Jesolo e ripartiamo un'altra volta.....è metà giugno, la scuola è appena finita.
Mamma e papà decidono di partire con noi per darci un aiuto col trasloco e per stare un po' con noi (e tenermi un po' la mano).
Partiamo alle 6.00 una mattina, senza nemmeno un caffè perché non c'è più una cucina, ci fermiamo al primo autogrill prima di entrare in autostrada.
Claudio guida la sua Volvo e con lui viaggiano Silvio e mio papà. Io guido la mia Ritmo e con me ci sono mamma ed Enrico.
Scendiamo tutti per una colazione veloce. Io e mamma, senza motivo, lasciamo le borse nella macchina stracarica di bagagli, chiusa a chiave ovviamente. Claudio prende solo un caffè ed è fuori nel giro di pochissimi minuti, ha le macchine davanti agli occhi, parcheggiate di fronte alla porta dell'autogrill. Nel parcheggio solo un paio di camion e due o tre altre  macchine.....
Dopo aver fatto la nostra colazione torniamo alle auto e mamma trova per terra un suo fazzoletto, lo raccoglie, non capisce. Il tempo di salire e ci rendiamo conto che sono sparite le nostre borse, borsoni da mare. Mamma aveva tutti i suoi gioielli dentro, oggetti di gran valore, una vita di ricordi.
E' un momento che tendo a rimuovere per il grande senso di colpa che mi sento ancora addosso. 
Mamma che piange senza sosta e papà che la coccola e la consola, i carabinieri che non arrivano perché è troppo presto, fino alle 8.00 non ci sono. Io sono furiosa con me stessa e con i farabutti che ci hanno scassinato la macchina e anche col 112 che non c'è.
Facciamo alla fine la denuncia, i bambini dicono di essersi accorti di un tizio che camminava lì intorno, gli fanno vedere le foto segnaletiche, tutti e due riconoscono un personaggio e quindi i carabinieri a quel punto sanno chi è stato, zingari, sono stati i rom. Non si può fare niente, gli agenti non possono entrare nel loro accampamento se non c'è la flagranza  di reato.
W l'Italia. Non ritroveremo mai niente.
A Lecce Claudio aveva trovato un bellissimo appartamento a due passi dal centro.
Lecce e' una città splendida, barocca, elegante. Le persone sono disponibili e desiderose di farci sentire a nostro agio, sono meravigliose.
Facciamo amicizia con Carletto, proprietario di un piccolo bar in Piazzetta Partigiani, a due passi da casa. Il suo locale diventa meta fissa per il caffè e per qualche gelato. Proprio da Carletto, una domenica mattina, Claudio inavvertitamente spinge un avventore che stava sorseggiando la sua birra. La birra gli si rovescia addosso e così, fra mille scuse e strette di mano, Claudio fa la conoscenza di Charlie Sperling, un americano in vacanza a Lecce dove vive sua figlia.
Nel giro di pochi giorni incontro anch'io Charlie e sua figlia Yasmine, che diventerà la mia amica del cuore. La sua amicizia è un dono del cielo, scopro delle affinità impensabili con questa giovane donna bellissima, in pochissimo tempo so di aver trovato un tesoro raro. Passiamo ore a chiacchierare, a raccontarci le nostre vite, a confidarci i sentimenti più profondi e segreti, ci consoliamo a vicenda quando qualcosa ci turba e arriviamo al punto di percepire se una di noi ha bisogno di parlare....una forma di telepatia davvero notevole la nostra!
In pochissimo tempo  tutti e quattro ci adattiamo alla nostra nuova vita, i ragazzi sono iscritti a scuola e cominceranno il nuovo anno qui il prossimo settembre. 
Ho la mia macchina e imparo presto a muovermi, ci sono spiagge fantastiche dove passiamo giornate spensierate 
Scorcio di Locorotondo

Alberobello
A maggio del 1990 si sposa mio fratello e torniamo per qualche giorno a Treviso per il matrimonio. Della serie......come cambiano le mode!

E di nuovo in viaggio per la Puglia!
In questa foto Silvio allatta due caprette in azienda, nella foto sopra due operai sono  con le pecore in lattazione.
Silvio frequenta il liceo scientifico  Banzi   ed è sempre più convinto di voler fare il veterinario, si diverte a seguire Claudio in azienda e ad aiutare.
A settembre dello stesso anno, senza alcun preavviso, il proprietario dell'azienda casearia che Claudio dirige, vende la stessa.

Il nuovo proprietà la gestirà da solo.

Ci ritroviamo con un'ottima buonuscita e senza lavoro, ancora una volta.

Siamo a Lecce da poco più di un anno.

Rifacciamo i bagagli, disfiamo gli armadi ed i mobili, riempiamo un altro camion, si torna a Jesolo.

La cosa più dura e triste per me è lasciare Yasmine, piangiamo per giorni ma poi l'addio è inevitabile. 
Una foto che non le fa onore ma è di quei giorni ed è anche l'unica che ho.....


I traslochi nella mia vita sono una costante, ad un certo punto smetto di contarli.

Il rientro a Jesolo non è dei più felici, siamo abbastanza allo sbando nel senso che non sappiamo cosa fare, di sicuro intanto abbiamo la nostra bella casa da risistemare e i ragazzi da spostare di scuola, poveretti.....
Enrico frequenta la terza media a San Donà di Piave. Diciamo che non è nato con il sacro fuoco per lo studio e non ha ancora deciso dove andrà dopo le medie.
La vigilia di Natale 1990 siamo a casa dei genitori di Claudio
La nostra tavola di Natale 1990 con la mia famiglia.


31-12-1990 il nostro Capodanno con gli amici e con mamma e papà. Ci sono Graziano e Donatella, Yasmine, Nabil e Farida.
Qui ancora con Yasmine, Farida e Lauren, la figlia della mia amica.
E' importante questa foto perché mostra com'è nel 90 "casa nostra".
E' importante anche perché quando penso a come l'abbiamo lasciata nel 2003 non posso non sentirmi orgogliosa per quanto siamo riusciti a fare con tanta fatica e tanti sacrifici.
L'esterno è dunque questo. Il portone di legno è quello che portava al capannone dei conigli. Il nostro appartamento è però a sinistra del portone e non si vede..........uno schifo vero?
Devo dire che l'interno fa a pugni con quello che si vede qui.

Claudio nel frattempo ha cominciato a produrre ortaggi in una piccola parte dell'azienda agricola di famiglia. E' un lavoro duro, dicono bene i contadini, la terra è bassa.
Compriamo una trapiantatrice, Claudio la guida, ed io con il fedele Elio sediamo dietro con i plateaux di piantine e infiliamo le stesse nei coni di metallo che, uno dopo l'altro, fanno scivolare le piantine nei fori già preparati. Anche i ragazzi fanno la loro parte e spesso aiutano il loro papà.
Quando comincia la produzione in primavera avanzata, il lavoro diventa molto più pesante. Assumiamo una donna magrebina e suo fratello che ci aiuteranno fino a quando mi accorgo che uno dei congelatori che era pieno di carne improvvisamente si svuota per più di un terzo.

Come per magia non trovo più le costate, il roastbeef ed il filetto......non manca però tutta la carne da brodo..... Purtroppo ho le prove di chi si è approfittato della nostra totale fiducia.
Però ci sono sempre Elio e Isetta, il nostro zoccolo duro!
Tre/quattro volte la settimana Claudio parte con un vecchio furgone dell'azienda e va a Trieste ai mercati generali. Parte all'alba e porta a vendere gli ortaggi. Poi lavora i suoi campi coltivati.
Io da parte mia scendo alle prime luci del giorno con gli operai a tagliare campi di cavolfiori, raccogliere peperoni, melanzane, pomodori e nemmeno ricordo più che altro.
Le verdure poi vanno messe nelle cassette di legno e caricate sul furgone....e via così. A questo periodo debbo i miei dolori che mi fanno ancora buona compagnia!
Abbiamo una piccola pergola in giardino, è la prima di altre che verranno sempre più belle, ma per ora ci basta per qualche picnic in famiglia.


Una domenica usciamo a pranzo, andiamo in un agriturismo in provincia di Treviso, siamo coi miei e c'è mio fratello con noi. Si parla del lavoro, non è né facile né estremamente redditizio con gli ortaggi, proprio in primavera avevamo perso tutte le piantine di cavolfiori e tutta l'insalata per le piogge torrenziali che c'erano state. E' così, chiacchierando, che Lorenzo ci dice :" Ma voi perché non aprite un agriturismo con tutto il posto che c'è in capannone?"
Lì per lì restiamo un po' perplessi ma poi cominciamo a pensarci.....il posto e lo spazio  non mancano, io me la cavo in cucina al punto che anche quando stavamo in California gli amici continuavano a chiederci perché non aprissimo un ristorante, alleviamo già un sacco di animali da cortile per le nostre famiglie, ortaggi non parliamone.......c'è davvero da rifletterci.
Sotto il nostro appartamento c'e una grande stanza, ex sala di mungitura della ex stalla. Lì noi ci stiamo costruendo la taverna. Claudio si arrangia a fare sia l'impianto elettrico che  quello idraulico, sta mettendo tutte le perline sui muri e sta attaccando tutti i pensili della cucina che avevamo preso per la casa di Lecce. C'è anche un bagno preesistente.
Perché no dunque?



martedì 22 aprile 2014

Scatole impolverate - 1987 1988 - Toscana e altro - 23

Il 1986 rimane comunque un anno difficile con  ricordi e dolori ancora non del tutto metabolizzati.


Nel 1987 si ricomincia a sorridere e a fare progetti.

Ad agosto decidiamo di prenderci una vacanza in Toscana per qualche giorno. Con noi vengono mio fratello con la sua nuova ragazza. 
Siamo ospitati dai cugini di mamma a Faltognano, un paesino di poche anime sulle colline fiorentine, un paradiso per gli occhi e per il cuore.
E' il luogo che in tempi lontani ha visto nascere un amore travolgente fra il mio bisnonno e la mia bisnonna, un amore tragico e dolcissimo che è rimasto nella memoria dei vecchi......ma questa è un'altra parte della mia storia che eventualmente racconterò.......
Faltognano è magia, è fuori dal tempo, è un luogo dove il silenzio fa rumore, dove i pensieri prendono strade sconosciute e l'anima riposa. E', appunto, magia.
Sono legatissima a questo luogo che ha visto il mio nonno materno crescere senza mamma e senza papà, allevato con amore dagli zii......c'è qualcosa di speciale fra gli ulivi, le vecchie vigne, le stradine sterrate, le colline dove si annusa profumo di erba e di fiori, dove si sentono i galli al mattino e dove ti svegli sorridendo perché sei lì.





Questo è il Leccio di Faltognano, un albero secolare sotto le cui fronde generazioni di innamorati sono venuti a farsi promesse d'amore. Risale alla fine del 700 e si trova davanti alla piccola Chiesa di Santa Maria Assunta, edificata nel XIII secolo e ristrutturata nel 1895. Dal 2007 il leccio è classificato "albero monumentale", patrimonio dell'UNESCO.
Non c'è volta che veniamo in Toscana che non facciamo visita a questo vecchio albero carico di memorie. Mi racconta di voci e di suoni sotto il suo ombrello, rumori di epoche lontane, emozioni forti, difficilmente descrivibili. Anche questo è parte della magia di questo luogo.

  
Sul Ponte Vecchio, io e Claudio, innamorati....


La visita a Firenze diventa  un tour de force, Claudio ci porta a visitare  gli Uffizi, le principali Chiese, Piazza della Signoria, Ponte Vecchio .......a metà giornata ricordo di aver tolto le scarpe e camminato a piedi nudi per la città.

Le vacanze per Claudio sono queste, si parte la mattina e si cammina, non si spreca tempo, ci si deve riempire gli occhi di tutto quello che di bello c'è da vedere. Ogni minuto va goduto appieno.

Stiamo via pochi giorni ma sono intensi, fatti di visite a Pisa, a Volterra, a Montecatini oltre che a Firenze. Sono giorni che ci vedono sempre attorno al tavolo dei cugini Biondi, a condividere cene e pranzi fatti con amore e generosità, di ricordi, di risate e di abbracci con qualche lacrima quando ce ne andiamo. La vacanza è finita e noi torniamo al nostro lavoro, i coniglietti ci aspettano!



Passano i mesi e arrivano le feste di Natale del 1987 che ormai festeggiamo a casa nostra con tutti i nostri cari. Nella foto qui sotto c'è la mia nonna Maria, chiamata affettuosamente Nonna Vecchia dai miei bambini. Da quando il nonno materno è mancato nel 1971, lei vive con mamma e papà ma a volte me la porto per qualche giorno a Jesolo, la adoro, almeno quanto lei adora me. E' un'ottima cuoca e mi insegna un sacco di ricette.


 E siamo al carnevale del 1988, preparare i costumi 
prego!!

Serenella, la sorella di Claudio, la Medusa più bella mai vista!
La mia amica Donatella, una vera Cappuccetto Rosso!

La Sirena ed il Dio Nettuno

Ancora un grandissimo successo  per la festa di mamma e papà!

Enrico con Bear, il boxer arrivato con noi dagli States

Silvio ed Enrico con Bear e Duca, l'alano che sapeva giocare a nascondino!
Queste foto sono così brutte perché recuperate da diapositive......
Pronta per una festa........febbraio 1988, era per la precisione il diciottesimo di mia cugina Federica.


I giorni scappano dal calendario, la primavera arriva e passa e lascia il posto all'estate.....
In questi ultimi anni, dal nostro rientro in Italia, Claudio organizza un picnic di inizio estate in "giardino" da noi, con amici e parenti.
Prepara imponenti cacce al tesoro, corse coi sacchi, indovinelli, giochi per adulti e bambini.....tutti i partecipanti portano cibo e bibite, sedie, ombrelloni, tavoli,  ecc. e tutti insieme si cucina e ci si diverte da morire
Questo è l'aspetto di casa nostra all'epoca, rispetto alle foto precedenti avevamo sostituito il portone e costruita la scala esterna (a sin della foto) che porta al nostro appartamento al primo piano).

Qualcuno si rinfresca anche così!

Mi rendo conto che queste foto non rendono quanto dovrebbero, ma il nostro divertimento era alle stelle......grigliate di carne e di pesce, risate, ottima compagnia.......giochi demenziali a volte, ma spettacolari,....insomma era un appuntamento importante a casa nostra!
Il nostro amico Roberto Grattoni, purtroppo è una foto recuperata da una diapositiva.......terribile.....

Le mie cugine Antonella e Barbara

Questi "eventi" hanno un tale successo che dopo qualche anno arrivava gente mai vista ne conosciuta che voleva partecipare, "anche pagando per favore"!!! A quel punto decidiamo che le cose ci stanno sfuggendo di mano, per noi non c'è più divertimento ma un sacco di lavoro.......finisce così questo appuntamento così atteso.......è l'estate del 1988.

I mesi successivi ci vedono nel nostro capannone con i nostri coniglietti, a vivere una vita tranquilla senza scosse......il calendario scorre veloce e velocissimo arriva l'anno nuovo che ci riserverà non poche lacrime......

giovedì 17 aprile 2014

Scatole impolverate - Un campione in casa nostra - 22


La vita continua....

E' un pomeriggio di ottobre del 1985 e Silvio è nel negozio di abbigliamento sportivo di mio fratello che gli fa compagnia, stanno chiacchierando quando entra un giovane uomo di colore enorme e chiede gentilmente qualcosa a Lorenzo in inglese.
Lui cerca di capire........ Timidamente si fa avanti Silvio e gli dice che il signore chiede se ha calzettoni da basket della sua misura.
Il signore in questione è Audie J. Norris, un grande
campione americano in forza al Benetton Basket di Treviso. Il gigante sorride amabilmente a Silvietto e comincia a chiacchierare con lui.
In un niente diventa un carissimo amico. Lui e la moglie abitano vicino al negozio di Lorenzo e alla casa dei miei genitori. Mamma spesso ci invita a cena con loro anche se per i miei c'è l'handicap della lingua, si affezionano però moltissimo a questa giovane coppia.
 Claudio aiuta Audie ogniqualvolta deve incontrare la presidenza della squadra come traduttore, lo consiglia negli acquisti importanti anche se è difficile frenare il suo entusiasmo, è un giovane uomo di successo, generoso, che ama regalare gioielli alla giovane moglie Jacky. 
Ci omaggia sempre di biglietti per le partite in tribuna e ogni volta che gioca in trasferta sua moglie viene a Jesolo e sta da noi per il fine settimana. Nella sua giornata libera vengono a trovarci a Jesolo perché Claudio  prepara i migliori hamburgers del mondo! In quelle occasioni Audie va a vedere gli allenamenti di basket dei bambini e gioca con loro e con i loro compagni. E' una persona meravigliosa

A casa dei miei genitori a Treviso. 

E a Treviso nasce il loro primo bambino, lo chiamano Alessandro.
Nonostante sia un grande campione Audie è una persona semplice e buona e si fa "adottare" da noi. La nostra amicizia si è mantenuta negli anni nonostante lui sia poi vissuto tanto tempo a Barcellona, dove sta attualmente, e poi negli Stati Uniti. Il legame che c'era è rimasto.
Con mio fratello Lorenzo


e con Enrico allora......

Con Claudio, Silvio ed Enrico oggi


In questi anni Audie si è stabilito a  Barcellona dove cerca nuovi talenti per il basket e dove tiene i suoi Campus.

Silvio ed Enrico hanno avuto la fortuna di partecipare al suo primo Campus in Italia mi pare nell' 87 al Collegio Filippin di Paderno del Grappa in provincia di Treviso. Purtroppo non ho le foto relative perché sono preziosi ricordi dei miei figli.

Sul Gazzettino, durante una recente visita in Italia. Una chicca.......al collo indossa uno dei miei scaldacollo in seta e cachemire con le sue iniziali ricamate!

Love you! 

Scatole impolverate - In un posto bellissimo - 21

Uno dei capitoli più difficili e dolorosi della vita di tutta la nostra famiglia.
Lei è Emanuela.
A me piace pensarla così, sorridente, con il mio papà che la amava come una figlia, insieme a lui, in un posto bellissimo. 28 agosto 1985

domenica 13 aprile 2014

Scatole impolverate - Mese dopo mese - 20

Non succedono cose di particolare rilevanza in questi anni, noi cerchiamo di fare nuove conoscenze e tramite la scuola dei bambini riusciamo a stringere amicizie anche a Jesolo.

Nascono in questi primi anni jesolani, legami molto forti e sinceri che dureranno negli anni. Marilena è tutt'oggi una delle mie più care amiche, è una donna dai gusti raffinati che ti addobba casa, tavolo e pacchi regalo con una eleganza e facilità che lascia spesso senza parole anche me che so di cosa sia capace. Ha un giardino che parla di lei. Oltre a queste sue doti, ha una grande sensibilità e sa ascoltare.......
C'è poi Annamaria, una donna dal carattere forte e volitivo, una persona chiacchieratissima in paese per le sue amicizie e frequentazioni, troppo scomoda per un paese di provincia come Jesolo. Lei e' trentina (purtroppo verrà a mancare nel 2012) è anticonformista, frequenta tanti ragazzi gay e noi, al punto che il paese comincia a mormorare che ci sia una liason fra me e lei e che mio marito intrallazzi con due amici carissimi. 
Questo non ci scompone, ma  ci fa sorridere amaramente. Conosciamo tutti i "suoi ragazzi", sono persone fantastiche, a loro dobbiamo le nostre serate più stravaganti e divertenti.
Donatella e Graziano sono una coppia che hanno due bambine più o meno dell'età dei nostri figli, per alcuni anni io e Donatella accarezziamo l'idea che Enrico e Valentina, due terremoti incontenibili, possano un domani mettersi insieme....non accadrà mai, rimane una profonda amicizia però.

Silvio ed Enrico frequentano la scuola, vanno a catechismo, a basket, insomma quello che fanno tutti i bambini della loro età. Noi lavoriamo in allevamento e arriviamo ad avere un capannone con un totale di 15.000 animali, fra riproduttori,, piccoli e adulti pronti per la vendita......tanto tanto lavoro ma economicamente abbastanza appagante.

In occasione delle feste, per il primo Natale nella nostra casa nuova, facciamo una bella festa per tutti i compagni di scuola di Enrico che frequenta la prima elementare. Ci sono i bambini, la maestra Emanuela e tante mamme. Abbiamo un albero altissimo di quasi tre metri,  arriva anche Babbo Natale con un sacco pieno di regalini per tutti. 

Festa di Capodanno a casa nostra, ci sono i miei genitori, la mia nonna e alcuni amici. 
Silvio in questa foto tiene in braccio Cionfoli.
La storia di questo coniglio merita di essere raccontata.

Cionfoli fa parte della prima ondata di nascite in allevamento. Quando nasce, la sua mamma lo rifiuta e lo lascia al freddo in un angolo della sua gabbia. Lo recupero, lo rimetto al calduccio coi suoi fratellini e spero in bene.....la mattina dopo è quasi morente, niente latte per lui. Lo prendo, piccolo scheletrino, lo scaldo e lo porto ad una fattrice a cui erano morti alcuni piccoli. Lei lo adotta ma lo lascia comunque staccato dagli altri, l'importante è per me che lo allatti. Riesco a fargli superare il primo mese di vita, tutti i giorni lo vado a vedere, lo prendo in mano, gli parlo e lo coccolo....e lui mi conosce e mi riconosce.

Quando arrivo in prossimità della gabbia che lo alloggia con gli altri coniglietti, pesta con la zampa sulle sbarre, mi aspetta e mi chiama. Lo adoro, da un po' ha un nome, Cionfoli appunto (era il nome di un prete che in quegli anni si era presentato a San Remo a cantare con la sua chitarra, e il nome mi faceva simpatia). Quando arriva l'ora di vendere quella partita di conigli, lui ha salva la vita perché ha un nome e noi l'abbiamo adottato ufficialmente. In seguito diventerà un riproduttore meraviglioso e morirà di vecchiaia, amato fino alla fine dei suoi giorni.

Odio i giorni in cui arriva il camion e vengono caricate tutte le nostre bestiole, d'altra parte così è, è il nostro lavoro ed il nostro sostentamento.

Qualche uscita sul Cansiglio
I bambini crescono e sono degli sportivi. Claudio  quando è possibile li porta a sciare e si diverte con loro. Io mi limito a prendere il sole perché da anni so che lo sci non fa parte delle mie passioni, quindi, passo!





Un altro carnevale, un'altra festa, altri costumi

Sempre a casa dei miei genitori, è il carnevale del 1984.

Mese dopo mese passa il tempo, tutto è tranquillo, tutto procede senza scosse.....passa più di un anno e arriva l'estate del 1985

Silvio

Enrico


Queste, per lungo tempo, saranno le ultime foto che ricorderò come felici e spensierate.






mercoledì 9 aprile 2014

Scatole impolverate - Progetto conigli - 19

Arrivano le feste, trascorriamo il Natale del 1982 con le rispettive famiglie, la vigilia a casa Soldati, il Natale dai miei, siamo sereni nonostante tutto, guardiamo avanti.


Tutti gli anni a carnevale i miei genitori organizzano grandi feste a casa loro e questa volta ci possiamo essere anche noi e tanti nostri amici ritrovati....



I fratelli Possamai, amici di una vita, presenti in tutti i momenti felici e no della mia vita, sette fratelli meravigliosi....Tito e Toti su tutti. Giova, il più grande, da due anni ci guarda sorridente come in questa foto, da lassù......

Il più bel moro di Venezia!

I cugini di papà con le mie cuginette Antonella e Barbara

Sono feste importanti, con decine di ospiti tutti rigorosamente in costume, c'è un buffet che offre quantità di cibo industriale e di grande qualità, si fanno giochi e si balla. Sono belle feste!

Il lavoro in allevamento ci impegna parecchie ore al giorno, le bestiole vogliono mangiare anche a Natale e a Capodanno, tanto per capirci e le femmine coi piccoli devono poter allattare.
I conigli sono animali estremamente delicati, Claudio impone norme di igiene severe per chi entra a visitare il capannone.
Io mi occupo dei parti e dell'allattamento delle fattrici. Ogni fattrice ha una sua scheda, scriviamo quando è stata portata al maschio e quando si avvicina il periodo del parto attacchiamo una scatola esterna, il nido, alla gabbia. Nel nido mettiamo un buon strato di paglia morbida. C'è una porticina che rimane aperta per permettere alla coniglia di entrare e preparare la sua tana col pelo che si strappa dal dorso e che sistemerà amorevolmente sopra la paglia.
Tutti i giorni io devo controllare i piccoli che nascono, devo ripulire la paglia sporca cambiandola e chiudere la porticina quando i piccoli sono stati allattati. Resterà chiusa fino al mattino successivo per evitare che la mamma,  entrando e uscendo dal nido, possa trascinare  fuori i coniglietti e farli morire di freddo.
Succede che alcune coniglie partoriscono fino a dodici, tredici piccoli e allora li devo smistare, cercando delle balie e giro per tutto il capannone con un cestino imbottito dove tengo al caldo queste piccole creature che mi commuovono.
Non è un lavoro facile, tanto meno pulito, ma amo queste bestioline e cerco di fare del mio meglio per farle stare bene.
Come dicevo, dalle stelle alle stalle.


Alcuni mesi dopo Claudio viene contattato da un giornalista che scrive per un giornale di settore e chiede di poter visitare questo allevamento "modello"
Pubblicano un bellissimo articolo.

A Pasqua del 1983 la nostra casa è praticabile, quasi finita, finalmente ci possiamo sistemare!
Silvio  ed Enrico entrano in possesso della loro bella camera e Enrico vuole subito appendersi la foto della sua squadra del cuore....

W Juve tutta la vita!

A luglio di quell'anno arriva Sunny, la figlia di una mia ex collega, Jennie. Vogliamo che i bambini mantengano l'inglese quindi la facciamo arrivare dalla California per stare con loro e con lei andremo anche in Sardegna quell'estate, Claudio rimane a casa per ovvi motivi.


Dominique (Sunny) con me a Venezia.

A luglio arrivano anche Carol con i suoi tre bambini, Dana, Jana e Todd. Ci divertiamo con loro e passiamo settimane fantastiche.
La nostra nuova e grande casa è spesso piena di amici americani.

A settembre a Erba, in provincia di Como, si svolge tutti gli anni una rassegna internazionale di conigli, partecipiamo e ci regaliamo un bellissimo fine settimana sul lago.

Per quei due giorni a badare ai conigli lasciamo una coppia di collaboratori che starà con noi per 21 anni, finché staremo a Jesolo, Elio e Isetta, due persone meravigliose che tanto, tanto hanno fatto per noi e per la nostra azienda.
Isetta ha asciugato tante mie lacrime negli anni......oltre ad essere sempre pronta a correre in nostro aiuto per qualsiasi cosa. Diventa per me una "vice mamma".

In California restano tanti amici cari e l'8 di novembre del 1983 Loise da alla luce Laurel Ann, una bimba bellissima

Edward orgoglioso ci mostra la sua primogenita.
In qualche modo siamo sempre partecipi della vita loro e degli altri, ma ci mancano tutti e ci manca la California!