sabato 6 dicembre 2014

Scatole impolverate - La rottura - num. 46

Se Silvio ed Emanuela sono felici, Enrico e la sua fidanzata non lo sono più da tempo.
Io continuo a pregare perché riescano a stare bene insieme e perché adoro quella figliola. Non voglio vedere, non voglio sentire, praticamente faccio lo struzzo e continuo a fare finta che tutti siano felici.
Claudio no, vede, sente e capisce perfettamente e in più occasioni mi spinge ad affrontare la realtà, non ci riesce.
La seconda settimana di settembre Diana organizza una delle nostre serate canterine, andiamo a cena nell'agriturismo di una nostra collega a Musile di Piave.
Con noi ci sono anche Enrico e Marzia e i nostri "futuri consuoceri", con cui abbiamo un ottimo rapporto e che sembrano totalmente ignari delle nuvole nere che si addensano sulle nostre teste. Io vedo che Enrico è in croce, si agita sulla sedia e mi guarda continuamente......sento che il botto è vicino, ho lo stomaco chiuso e tutto intorno a me diventa confuso....vedo come da distante gli amici che parlano e ridono ma sento solo un brusio confuso, ho voglia di piangere e di gridare ma la mia maschera sta in ordine, al suo posto, nessuno riesce a vedere che cosa c'è sotto.

Ad un certo punto della serata Enrico mi chiede di uscire con lui e mi dice che basta, non ce la fa più, non è più innamorato e sta scoppiando. A me manca il respiro, mi viene un vero e proprio attacco d'ansia, ho il terrore che qualcuno si accorga di quanto sta succedendo fra me e lui perché ancora spero che questo bellissimo vaso di cristallo che si è schiantato al suolo in mille piccoli pezzi, si possa riaggiustare.
Non dimenticherò mai questa foto perché la scattiamo subito prima di avere questo scambio di battute con mio figlio.
Per me la serata finisce così, con la mia maschera pesantissima sul volto. Claudio accetta la cosa in modo forse più fatalistico: se succede è perché doveva ed in ogni caso, meglio ora che dopo...
Io invece non mi rendo conto di quanto nostro figlio stia soffrendo, sono troppo concentrata sul mio dispiacere.
La bomba scoppia pochi giorni dopo, lui la lascia e si trasferisce per un paio di mesi nella casa famiglia dove lavora da qualche tempo come operatore. E' una casa di accoglienza per minorenni senza genitori o con famiglie problematiche.

Enrico prende talmente a cuore questi ragazzini che il suo coinvolgimento emotivo lo porta a stare troppo male. Vede troppe cose terribilmente sbagliate, si rende conto che su quelle povere creature ci sono speculazioni vergognose e quel che è peggio è che capisce che il sistema lo stritolerà. Non c'è niente che smuova le cose, nemmeno una denuncia. Decide di dare le dimissioni e torna a vivere con noi.
Appena torna da noi lo abbraccio stretto e mi rendo conto che mai come ora dobbiamo stargli vicino. 

In tutta onestà Claudio non ha dubbi sulla scelta di Enrico di mettere un punto alla sua storia d'amore. 
Dopo pochi giorni ci arriva a casa Marzia, disperata, arrabbiata, offesa, in lacrime.
Il nostro abbraccio è quello di una mamma e di una figlia, ma è anche un abbraccio di addio, doloroso per tutti ma giusto. 
Comunque Enrico riprende in mano la sua vita, va a lavorare in una piscina con palestra e studia per ottenere un paio di diplomi riconosciuti dallo stato e dal Coni. Gli piace lavorare col pubblico ed è bravissimo, in breve tempo raggiunge obiettivi importanti. Ha sopra ogni cosa ritrovato la sua serenità.
La sua presenza in casa  sconvolge ovviamente il nostro equilibrio e le nostre abitudini.
La nostra bellissima taverna viene smontata e diventa la sua stanza da letto, il suo micro monolocale. Siamo praticamente di nuovo in trasloco! Anche il bucato incrementa in modo esponenziale, di pari passo al carrello della spesa!
Se da una parte non sono così contenta, dall'altra parte devo dire che la sua presenza con  la sua energia e allegria  riempie la casa ed i suoi abbracci mi avvolgono sempre come una copertina calda calda.
Un altro lato positivo è che con lui a casa noi possiamo muoverci molto più liberamente!

Claudio ed io ci facciamo delle bellissime gite a Venezia in quel periodo, e a Roma in giornata. Troviamo dei voli low cost con RyanAir che tutti i mercoledì mattina verso le 7.00 partono da Treviso per Roma, con  ritorno  attorno alle 18.00. Questo ci consente di conoscere con calma e comodo la capitale. Ci andiamo più volte e lì, camminando per la città, ci rilassiamo e abbandoniamo tutti i pensieri tristi.
Spesso con i Carnielli trascorriamo qualche ora la domenica facendo gradevoli passeggiate sulle nostre colline.
Arriviamo a Natale di quest'anno e per la prima volta in tanti anni lo festeggiamo a casa di mio fratello e di mia cognata Barbara con la piccola Federica.
Federica, mia nipote che cresce sotto gli occhi.....è ancora la piccola di casa per tutti.
L'anno finisce, ci sono stati grossi scossoni e ancora grandi cambiamenti, ma la nostra famiglia è più forte di qualsiasi evento contrario.

2 commenti:

  1. Hai descritto bene una situazione difficile! Ma la vostra famiglia tiene sempre la rotta, nonostante tutto!

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  2. Ogni tanto passo e mi aggiorno, da quando non guardo più Beautiful, seguo le vicende della tua bellissima ...mi piacciono di più. L'unione, l'amore e il sostenersi sono i pilastri della famiglia....e la tua ha delle fondamenta inattaccabili. Te poi.... sei bellissima! Un abbraccio

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