venerdì 24 ottobre 2014

Il mio lungo silenzio

Quando ci siamo lasciati a giugno per l'estate, non pensavo che sarei stata così a lungo lontana dal mio blog.
Ho pensato a lungo se raccontare o meno la mia estate, poi ho deciso che vi sto rendendo partecipi di tutta la mia vita da molti mesi ormai, per cui.....sì, vi racconterò il perché del mio lungo silenzio.

Succede a volte che ci si deve confrontare con noi stessi, ci si deve guardare dentro e fare i conti con le nostre emozioni e con le nostre debolezze.
Succede anche che si deve fare i conti con le nostre paure più oscure e con le nostre fragilità più intime.

Un giorno di fine luglio stavo nuotando nel mio bellissimo mare qui a Malta e improvvisamente ho capito, ho sentito, che c'era qualcosa di profondamente inquietante che mi disturbava. 
Devo dire la verità, c'era un'ansia latente che mi accompagnava da qualche tempo, che non sapevo come chiamare e come giustificare, ma c'era, era più o meno sempre presente, una compagna fastidiosa senza nome.
Claudio stava convivendo da troppi mesi con disturbi seri per un grosso problema alla schiena e il chirurgo che lo aveva visitato qui a Malta gli aveva consigliato di fare una infiltrazione alle vertebre lombari in anestesia totale in ospedale ai primi di agosto.
Io la sera a letto mi sentivo un senso di soffocamento e mi ero accorta che la mia voce aveva perso di forza e intensità, dopo un po' che chiacchieravo restavo a corto di voce e di fiato.

Nostro figlio Enrico era arrivato il primo di agosto e mi sentivo quasi in colpa perché non volevo rovinargli la vacanza......troppe cose che non sentivo giuste in quei giorni.
I primi giorni di agosto Claudio fa queste infiltrazioni che purtroppo si dimostreranno totalmente inutili, lasciando però un bel segno nel nostro libretto degli assegni.....l'assicurazione non gli copre l'intervento perché ha una lunga storia clinica che riguarda la sua schiena. Viene comunque dimesso lo stesso giorno.
A quel punto decido che devo vedere il medico anch'io, penso che i noduli che avevo alla tiroide possano essere i colpevoli dei miei sintomi.
Avevo da anni alcuni noduli liquidi, cistici, sempre tenuti sotto controllo però fino a circa un anno fa.

Abbiamo trovato a Mellieha un bravo medico di famiglia, parla anche un buon italiano, il che può essere di grande aiuto. Dopo avermi ascoltato attentamente mi suggerisce un'ecografia alla tiroide ed esami del sangue.
Negli stessi giorni arrivano da Treviso degli amici nostri, Wanda e Carlo che alloggiano in un appartamento poco distante da casa nostra e degli amici di Enrico, con la mamma di uno dei due, che alloggiano invece in paese in un hotel.
Wanda e Carlo erano già stati con noi a Malta e li conosciamo da qualche anno, diciamo che c'era un rapporto di grande simpatia fra di noi. 
Gli altri, Antonella, suo figlio Giovanni e Alberto sono amici di Enrico, noi li conosciamo appena.
Enrico è il collante fra tutti noi, passiamo le giornate in spiaggia insieme e ci divertiamo.

Comunque, l' 8 di agosto vado a fare l'ecografia e sento che non voglio entrare sola. Claudio mi accompagna e mi tiene la mano.
Il radiologo fa il suo lavoro, a lungo, attento. Capisco. Mi dice molto gentilmente che purtroppo c'è una massa molto grossa, solida, grande come un uovo. Il fatto che sia solida non gli piace. Non è nemmeno l'unico nodulo solido, ce n' è anche un altro, di circa 3 cm. Mi consiglia di vedere un chirurgo il prima possibile.
Mi ero sempre chiesta che cosa prova una persona a sentirsi dare un responso poco ottimistico. Non lo so ancora perché io non ho sentito niente, se non un gran vuoto in testa. Autodifesa? Ansia, quella sì, respirazione faticosa, quella anche. Quello che non rispondeva era il cervello.
Nel giro di due, tre giorni, ho la visita chirurgica dal Professor Eric Farrugia. Mi ordina una biopsia che mi fanno il giorno seguente, sotto anestesia locale. Mi fanno due prelievi dal nodulo più grande, l'esito non dà nessuna risposta certa. Il chirurgo mi spiega che purtroppo non abbiamo la certezza che il tumore sia benigno ma nemmeno che sia maligno. Bisogna intervenire.
In quei giorni mi consulto più volte con nostro figlio Silvio, con Michele, il nostro medico e amico di Treviso, con Federica, medico ospedaliero, cugina di Claudio e con Monica, la mia ginecologa da tutta la vita. Quello che anche loro mi dicono è di operare il prima possibile, togliendo tutto il possibile. Non ho nessun dubbio, e a quel punto la serenità e l'ottimismo si impadroniscono di tutto il mio essere.
Ricorderò per tutta la vita il mese di agosto del 2014, terribile e meraviglioso, spaventoso e pieno d'amore.
L'amore della mia vita, Claudio, si è annullato per starmi accanto, ancor  più di sempre, nonostante tutti i suoi problemi.
Enrico, con cui ho un rapporto simbiotico, mi regala positività e forza ad ogni abbraccio, e quanto mi abbraccia in quel mese....e continua a ripetermi di star tranquilla, lui "sente" che tutto andrà bene. Io gli credo perché credo al suo "sentire".
E poi ci sono Loro, questo gruppo di persone che prima di arrivare qui con noi non si conoscevano nemmeno, non si erano mai visti, ma che, dopo che li metto a conoscenza della mia situazione, scusandomi per non essere del mio solito umore, si "alleano" per darmi forza e allegria.
Vivo tutto il periodo delle loro vacanze avvolta in un bozzolo caldo, fatto di affetto, solidarietà e gioia. Non è facile esprimere in parole le sensazioni che mi hanno regalato, so solo che gliene sarò grata per tutta la vita.

Wanda e Carlo in piedi, seduta vicino a me, Antonella.
Con Enrico
Questa foto fatta a Gozo in una giornata che nessuno di noi potrà dimenticare.
Prendo la decisione di farmi operare a Malta, per più di una ragione che non sto qui a raccontare.
Il motivo principale comunque è che sento di voler stare sola con mio marito in questo momento. Voglio solo lui.
I miei ragazzi non si permettono di obiettare anche se so senza ombra di dubbio che Silvio mi vorrebbe vicino e vorrebbe essere vicino a me il giorno dell'intervento.
Anche mio fratello è a conoscenza di tutto quanto mi sta succedendo. La mia mamma invece deve essere tenuta al riparo da queste preoccupazioni. Per ora non sa assolutamente niente.
Col chirurgo decidiamo di intervenire appena rientro dall'Italia. Tra una cosa e l'altra mi spiega che nel peggiore dei casi dovrò sottopormi a cicli di radioterapia, in ogni caso starò bene.
 Il primo settembre torniamo a Treviso e per due settimane mi godo i nostri figli, la nostra nipotina Margherita e la mia mamma.
Sono felice, sono serena e ottimista.
Il 17 settembre, giorno del nostro 42esimo anniversario di nozze, rientriamo a Malta. Ci regaliamo una bellissima serata con una cenetta nel nostro ristorante preferito, da Giuseppi's e poi andiamo all'hotel Solana dove Ernest suona e ci dedica una canzone. Balliamo. Il mattino seguente sarò sul tavolo operatorio.
Alle 8.30 mi aspettano. Prima di partire avevo naturalmente fatto tutti gli esami preoperatori.
Il Saint James Hospital è una clinica privata, mi sistemano nella mia camera in attesa del chirurgo.
La mia camera.
Pronta e tranquilla..... Vado!
Mi piacerebbe sapervi raccontare come mi hanno accompagnata al piano di sotto, di come mi hanno portato in sala operatoria tenendomi per mano e tranquillizzandomi, facendomi anche ridere.
L'intervento che doveva durare un'ora e mezza, alla fine dura un'ora di più e Claudio va nel panico. Io dormo e non posso sapere quello che succede.
In poche parole oltre ai noduli tolgono la tiroide e due delle quattro ghiandole paratiroidee. I linfonodi sembrano a posto.
Appena sveglia dall'anestesia voglio capire come sta la mia voce e mi rendo conto che è perfetta, la stessa con cui sono entrata in sala operatoria, sono così felice che voglio subito chiamare mamma per dirle che ho già fatto tutto e sto bene. Penso che se mi sente starà tranquilla.
Alla fine avevo deciso di dirle una parte di verità durante il nostro soggiorno a Treviso e quindi le avevo raccontato che dovevo togliere una ciste che mi disturbava. Ovviamente non era stata felice di sapere che mi sarei fatta operare a Malta, ma si era ben guardata dal dirmelo per non turbarmi. Le avevo anche raccontato che il 18 o 19 settembre sarei andata in ospedale per decidere quando mi avrebbero operato. In questo modo non si sarebbe preoccupata ed io di conseguenza non avrei dovuto preoccuparmi per lei.
Quando mi sente e si rende conto che tutto è già stato fatto con successo, il suo sollievo è tale che mi commuovo. E' felice e riconoscente per la nostra delicatezza.
Il prof. Farrugia viene a salutarmi nel pomeriggio e così gli chiedo che cosa ha trovato......non si può ancora dire, dobbiamo aspettare l'esito dell'istologico, una decina di giorni. Mi dice però che ha tolto tutto quanto era possibile togliere.
La mia degenza in clinica dura 4 giorni, vengo accudita con amore e professionalità, il personale medico e paramedico è semplicemente meraviglioso, non sento mai nessun dolore.
Quando torno a casa so che devo prendermi qualche settimana di "riposo", Claudio non mi consente nemmeno di spostare un bicchiere....
La mia prima uscita è per andare al Santuario della Madonna di Mellieha, porto una candelina al profumo di rosa che dedico a Santa Teresa. Non sono praticante e non so più nemmeno quanto sono credente, ma sentivo di dover fare questo piccolo gesto di riconoscenza.
Tempo una settimana e avevo in mano la lettera col risultato istologico. In parole terra terra avevano rimosso il tumore prima che evolvesse e diventasse maligno. Era tutto finito nel migliore dei modi.
Ora sto bene, penso di aver avuto il mio papà vicino, penso sia stato lui a farmi "sentire" che qualcosa non andava, e penso che Lui fosse al mio fianco in sala operatoria. Non so se sia davvero così ma sinceramente non me ne importa niente. Io ci credo.

Mi sono sentita di dover condividere "la mia estate" con voi che mi avete seguito con simpatia ed affetto fino ad ora.
Grazie, davvero!
Scatole impolverate riaprirà prestissimo il suo coperchio con un nuovo capitolo......a presto!
Giancarla



9 commenti:

  1. Cara Giancarla, questo è un post che ci coinvolge un po tutti, che non ha passato momenti che non vedevi nessuna uscita, però con la speranza che non deve mai dico mai mancare dobbiamoci credere sempre, io leggendo questo tuoi post mi son visto che quella bella uniforme come quella di Claudio che ti danno subito come arrivi e sono tutti gentili intorno a te e dentro di te speri sempre che passi in fretta quella decenza se anche si presenta direi bene!!!
    Spero che presto di leggere che è passato il peggio e che ritorniate a sorridere sempre con la speranza.
    Ciao e buona serata cara amica.
    Tomaso

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  2. Ciao Giancarla, ti comprendo in tutto e per tutto, in questo tunnel come sai ci sono passata pure io ed entrambe alla fine abbiamo tirato un grandissimo e liberatorio sospiro di sollievo!!!
    Un bacio.
    Morena

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  3. Cara Giancarla, sono felice che tu abbia superato questo duro periodo e ti auguro ogni bene!!!! Anche io mi trovo in un momento difficile, di altro genere, e credo di capire come ti sei sentita. E' vero, l'affetto delle persone aiuta tanto, la "presenza" dei nostri cari che non ci sono più anche, e per me anche il sostegno di Qualcuno che non mi abbandonerà mai. Ti abbraccio

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  4. Dolce Giancarla, un sesto senso mi diceva che doveva essere successo qualcosa perché mi sembrava strano che avessi interrotto il tuo bellissimo racconto di vita.
    Ho letto queste righe con enorme trepidazione, ma sono felice di avere scoperto che alla fine tutto è andato per il meglio !
    Invidio la tua forza, l'unione della tua meravigliosa famiglia, l'amore immenso che provi per tuo marito, e lui per te.
    Ti abbraccio con sincero affetto, e ti penso tanto !
    Terry

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  5. Ciao Giancarla, sono tanto dispiaciuta per quello che hai passato. Ma sono immensamente felice per come si è concluso. Hai superato una dura prova Hai la fortuna di avere tante persone che ti vogliono un mondo di bene e questo non è poco. Io sono credente e mi piace credere che la mia mamma veglia su me e la nostra famiglia.
    Ti auguro ogni bene Giancarla per un futuro sereno e pieno di salute e gioia.
    Un abbraccio
    Giovanna

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  6. ciao giancarla, ho visto l'altra sera che avevi messo un nuovo post e mi sono precipitata a leggerti, ma sbirciando ho visto che si trattata di un racconto che non potevo leggere in fretta, così me lo son lasciato da parte fino ad oggi pomeriggio per leggerlo con calma e capire tutto bene. sapevo che ti eri presa un'estate "sabatica" per goderti malta e rilassarti, mai avrei pensato di questo tuo problema e sono moooolto felice di sapere che tutto e' andato nel migliore dei modi. continuo a ripetermi: Hai una famiglia splendida, piena d'amore e ti auguro tanto che anche l'amore della tua vita si rimetta presto con la sua schiena. goditi ogni attimo
    un abbraccio francesca

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  7. Io non ti conosco,ma sono contenta per come e' andata,leggendo avevo i brividi.
    Un bacio Bea

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  8. Gianky,
    avevo ignorato questo pezzo della tua estate che a quanto pare si è conclusa nei migliore dei modi...ringraziamo Dio per questo
    un bacissimo...e da ora in poi voghlio leggere sempreeeeeeeeeeeeeeeeeeeee cose belle

    giulia

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  9. Gianky,
    avevo ignorato questo pezzo della tua estate che a quanto pare si è conclusa nei migliore dei modi...ringraziamo Dio per questo
    un bacissimo...e da ora in poi voghlio leggere sempreeeeeeeeeeeeeeeeeeeee cose belle

    giulia

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