giovedì 26 giugno 2014

Scatole impolverate - La laurea nov. 2002 - 39

L'estate del 2002 parte come un treno al centro estivo Camping Natura, ma questo ve lo racconto in seguito........fatto sta che il lavoro aumenta sempre di più, abbiamo bisogno di manodopera e diamo lavoro a gente disperata che arriva dai paesi dell'est, (le italiane arricciano il naso quando sentono che si lavora tutti i fine settimana!!!) gli diamo l'alloggio ed un regolare contratto di lavoro, oltre al vitto naturalmente. Noi siamo dell'idea che chiunque lavori con noi deve essere trattato con dignità e giustizia, nessuna differenza di trattamento.
Avrei un sacco di aneddoti da raccontare......
Un giorno per esempio Silvio esce per una commissione, non ricordo proprio a fare cosa o dove......ma quando torna è in compagnia di un uomo di colore che dice di chiamarsi Jallo. E' nero nero nero!
Silvio mi dice che questo povero diavolo è disperato ed ha bisogno urgentemente di un lavoro perché gli sta scadendo il permesso di soggiorno e al lido di Jesolo non trova niente.
Noi siamo davvero al completo, non abbiamo bisogno di aiuti extra ma vedendo la disperazione di Jallo decido di dargli una possibilità.....ci sono le piscine da pulire, il prato che va tagliato regolarmente, i fiori che vanno curati....dai, si può fare.
Naturalmente gli diamo una stanzetta con un letto, un armadietto ed un comò e l'uso del bagno che si trova a due passi dalla sua stanza.
Dal primo giorno mi rendo conto che Jallo non ha proprio voglia di lavorare, tanto meno di prendere ordini da una donna e tira sera cercando di fare meno che può. E' mussulmano, quindi deve pregare 5 volte al giorno. Ogni tanto sparisce per le sue preghiere.
Dato che non sa usare una ramazza, non gli piace curare il giardino e non posso controllarlo finché sta all'aperto ed io sono in cucina, gli dico che starà al lavello delle pentole durante i fine settimana, almeno mi rendo conto di quello che fa......ed è proprio così che posso mandarlo da dove è venuto!
Perché? Perché nel bel mezzo del servizio, con la pergola fuori zeppa di ospiti che mangiano, lui molla tutto per andare in camera a pregare. Dopo circa un'ora mando Silvio a cercarlo....Jallo dormiva, pacifico e contento nel suo letto. La sera stessa Jallo riparte, lanciandomi improperi e maledizioni colorite e variopinte come il bubù che indossa.
Ciao Jallo!!!
Oppure ricordo, proprio quella stessa estate del 2002, una telefonata da un centro Caritas a cui mi ero rivolta per assumere due signore moldave. Il prete al telefono mi dice che le signore sono tre, non due, le hanno trovate a dormire nei bagni dell'ospedale civile di Treviso, non hanno dove andare........e cosa faccio, non le aiutiamo? E comunque tre al prezzo di tre, mica di due!
Arrivano, modeste e impaurite, neanche una parola di italiano.....una pacchia insomma per me ed Elvira, con tutto quel che c'è da fare diamo anche lezioni di italiano base per capirci in cucina....
Alla fine della fiera, per farla breve e non tediare nessuno con questo racconto, il 31 luglio, dopo due mesi di lavoro con noi, vengono tutte e tre in cucina e ci dicono che se ne vanno, da noi si lavora troppo!
Perfetto, con agosto  alle porte, restiamo io ed Elvira, sole. Lei mi guarda e mi chiede :" Signora, lei ha paura?"......io la fisso dritta negli occhi e le rispondo di no, non ho paura.
Da quel primo agosto 2002 Elvira diventa la mia ombra, dimentica la sua famiglia per non lasciarmi sola nemmeno un momento, lavorando senza sosta al mio fianco. Come potrò mai spiegare quanto quella ragazza ci ha dato in passione, serietà e costanza....né io né lei possiamo permetterci di sentire la stanchezza, giorno dopo giorno andiamo avanti ma ci portiamo a casa la più spettacolare stagione, come se fossimo sul podio dopo una vittoria mondiale!
Devo comunque dire che abbiamo aiuti extra che di tanto in tanto ci danno un minimo sollievo, e naturalmente ci sono Claudio, Enrico e Isetta che nell'emergenza arriva!
Comunque a fine settembre si tirano un po' i remi in barca e si torna ai ritmi normali di lavoro. 


Finalmente Silvio è in fase di arrivo con gli studi, il 4 di novembre discute la sua tesi di laurea.

"La fisioterapia nel trattamento delle patologie del midollo spinale del cane"

Si laurea naturalmente in Medicina Veterinaria.

Noi siamo così commossi e felici che dimentico di fare le foto, sono imbambolata a guardare il nostro ragazzo che finalmente è pronto a cominciare il suo percorso  professionale, siamo orgogliosi come non mai, è stato bravo, ha studiato lavorando e ce l'ha fatta. 
Il dopo laurea non lo commento. Lui è felice, chi se ne frega delle goliardate a cui lo sottopongono gli amici......!!!
E queste sono le uniche due foto che un'anima buona mi ha fatto avere!

Silvio dedica la sua tesi di laurea al suo amatissimo nonno Bruno, il mio papà.


Queste sono le cose che davvero contano nella vita, papà manca ormai da cinque anni ma il suo ricordo e l'amore che ha sempre avuto per i suoi nipoti e per tutti noi, lo farà vivere nei nostri cuori per tutta la nostra vita.
Silvio mi ha fatto un regalo che non ha prezzo con queste semplici parole, perché mi fa sentire fiera del lavoro che come genitori abbiamo fatto, insegnando ai nostri bambini l'importanza della famiglia, dei principi e dell'amore per le nostre radici.




3 commenti:

  1. Cara Giancarla, ogni tuo post, sembra un libro da leggere con tenta soddisfazione.
    Mi mare di essere un personaggio che si introduce per conoscere miglio questi fantastici racconti...
    Grazie cara amica di condividere con noi questi momenti di vera felicità.
    Un abbraccio forte e sentito cara amica.
    Tomaso

    RispondiElimina
  2. la voglia di lavorare e darsi da fare non ha faccia o colore, o la si ha o non la si ha e meno male che quel jallo lo hai rispedito da dove era venuto. complimenti come sempre per la tua energia

    RispondiElimina
  3. Le ultime parole del tue post riassumono tutto!! Questa è la base, poi viene il resto

    RispondiElimina