lunedì 16 giugno 2014

Scatole impolverate - Convalescenza ....gennaio, febbraio 2002 - 37

Da parecchio tempo ho qualche problema di salute, la mia ginecologa da mesi mi tampina per ricoverarmi e farmi sottoporre ad un intervento chirurgico.
Non se ne parla, col lavoro che facciamo non posso permettermi di stare ferma per due mesi e quindi l'intervento deve attendere.
Come Dio vuole arrivo alla sera del cenone di fine anno 2001. Finita la serata siamo in ferie.
Il 2 gennaio 2002 sono già ricoverata all'ospedale civile di Mirano. Il primario, dott. Tiziano Maggino, è un caro amico di Claudio, compagno di collegio a Venezia. Doveva essere già in ferie ma mi aspetta, mi opera il 3 gennaio e poi, una volta controllato che tutto fosse in ordine, ci saluta e parte. E' un chirurgo fantastico, nonostante l'intervento bello tosto e i numerosi punti sul pancino, dopo otto giorni posso tornare a casetta.
I compiti per casa sono i seguenti:
1) Riposo
2) Riposo
3) Riposo
Queste sono le regole che devo osservare per un mese, e anche se dopo due settimane comincio ad innervosirmi di passare dal letto alla poltrona e al divano, non sarei in grado di fare altro. Sono a pezzi e la convalescenza è pesante. Non sono poi abituata a stare in panciolle e quella non è la mia idea del "riposare".
Sapevamo che sarebbe stato così e quindi ci eravamo organizzati per chiudere due mesi, gennaio e febbraio.
Claudio per distrarmi decide di portarmi in California per tre settimane a febbraio, ospiti dai nostri amici Ed e Lois.
Come sempre loro sono meravigliosi e ospitali ma lavorano e sono molto impegnati coi loro ragazzi, io mi rendo conto dopo pochi giorni di essere davvero di peso, non posso fare gran che e mi sento veramente molto a disagio.
Passiamo le giornate facendo brevi passeggiate e gite poco impegnative.
Ci regaliamo un fine settimana a Monterey e alloggiamo in un piccolo e vecchio hotel che è in vendita. Assieme a loro ci divertiamo a fare progetti futuri, ci piacerebbe prenderlo insieme e gestirlo con loro, Silvio potrebbe esercitare come veterinario in quella zona e fare un sacco di soldi, Enrico potrebbe occuparsi delle belle signore del posto e farle felici! Discorsi così, un po' sciocchi ma divertenti.
Lois ci accompagna un giorno a visitare la Napa Valley, un'oasi vinicola che ci lascia senza fiato, di una bellezza e di un'eleganza superiore a qualsiasi altro posto analogo che abbiamo visto, indescrivibili le cantine ed i ristoranti. Tra questi vigneti a perdita d'occhio, hotel di lusso alloggiati in castelli o antiche dimore.
Torniamo la sera stanchissimi, ma consapevoli di avere fatto un'esperienza coi fiocchi.
Da Sacramento ci raggiungono Barry e Valerie, la mia cara amica e collega di lavoro ai tempi della California, era titolare di Clinique. Ed e Lois non li hanno mai incontrati ma li invitano a cena e come sempre, preparano ogni ben di Dio, la loro ospitalità è proverbiale e non accenna a declassarsi!
Ed, il mago del barbecue!
E la cena è servita!
San Francisco è una città che ti entra nel sangue, diventa parte di te e non ti stanchi mai di girarla e osservarla, di guardare i suoi abitanti e di invidiarli per vivere in un posto unico al mondo.
E' una città che fa perdere le inibizioni, ti puoi ritrovare a ballare in mezzo alla Cannery se c'è qualcuno che suona, o in mezzo ad una spiaggia con i ragazzi che suonano le chitarre ed i bonghi.
Fantastica, multietnica, generosa e spettacolare!
Per la prima volta andiamo a visitare il Presidio e ci passiamo qualche ora beandoci dei panorami che ci offre il posto. Ci sono zone boscose con piante centenarie, prati curati e perfettamente puliti, ci sono tutte le abitazioni dei militari che vivevano lì quando era un Presidio delle Forze Armate Americane, fino al 1994. Poi diventa Parco nazionale e come tale curato e protetto.
E' enorme e offre viste mozza fiato sull'oceano, sulla baia di S.F. e sul Golden Gate. Non riusciamo a visitarlo tutto.
Alla fine salutiamo i nostri amici con le lacrime agli occhi, consapevoli però di essere stati un po' troppo "ospiti" per il mio stato di salute.
Ancora non lo sapevamo ma da quella volta non li abbiamo più visti........la speranza però è l'ultima a morire, magari un giorno non lontano.....

Dal primo marzo l'agriturismo riapre i battenti, la primavera avanza e con la primavera si muovono i turisti e noi siamo lì pronti ad accoglierli col nostro miglior sorriso!


3 commenti:

  1. Dolcezza non sempre lascio un commento ma i tuoi post non me li perdo, sei una donna forte e mille cose ti sono successe e sicuramente tutto questo ti ha resa così come sei, una Persona Stupenda!!!
    Un bacio.
    Morena

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  2. chiedere il riposo a te??? quando mai!! e così ne hai approfittato per farti un nuovo giro per respirare aria di amicizia

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  3. Ho letto d'un fiato i due post che mi ero persa. Pensavo che il Camping Natura fosse un'alternativa all'agriturismo, ma invece no naturalmente...non stiamo mica parlando di comuni mortali :o)

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