venerdì 23 maggio 2014

Scatole impolverate - IL VIAGGIO - 32

Il 29 settembre partiamo per quello che a tutt'oggi, per noi quattro, rimane IL VIAGGIO.
Avere la possibilità di stare tutti insieme contemporaneamente così a lungo è un dono raro, tutti siamo impegnati con lo studio o con il lavoro ma ci siamo organizzati bene e intendiamo sfruttare ogni minuto di questa lunga vacanza.

La prima tappa è naturalmente New York dove ci fermiamo per pochi giorni. Al nostro arrivo Enrico sta male, la febbre altissima. Lo mettiamo a letto con una bella dose di tachipirina, noi usciamo per fare un giro. Poverino, la sua prima notte negli States dopo 15 anni la trascorre in un bagno di sudore, gli faccio cambiare sei magliette intrise di sudore......la mattina seguente, ancora sottosopra e tutto imbacuccato, pretende di venire con noi e cominciamo un classico giro nei double deckers cittadini che ci portano a zonzo per la grande mela.
La foto sopra è naturalmente presa dall'Empire State Building, in quella in mezzo siamo davanti al monumento al generale Grant, nella terza foto siamo a Little Italy dove stavano girando un film con Danny Aiello.
Dormiamo tutti e quattro nella stessa camera, il clima fra di noi è fantastico, siamo tutti eccitati e felici per questa avventura che ci vede insieme per quasi un mese.

Giriamo senza fretta per Central Park, i ragazzi si perdono nel palazzo della Nike per almeno un'ora, andiamo in uno dei negozi di giocattoli più grandi del mondo, FAO Schwarz sulla 5th Avenue e torniamo tutti e quattro bambini,  giriamo per i tre piani del negozio rapiti da quello che vediamo, un'altra oretta che però vale la pena di vivere perché l'atmosfera è assolutamente magica!
Saliamo all'Empire e quando siamo in cima Enrico si rifiuta di uscire, soffre di vertigini e si tiene aggrappato alle porte che danno sul terrazzo. Ci vuole un po' ma poi si unisce a noi per ammirare quel panorama che si può avere solo da lassù.
Da NY prendiamo un volo interno per New Orleans. Lì noleggiamo una bella e comoda auto e ci dirigiamo verso Slidell, una ridente cittadina sulla riva nordest del lago Pontchartrain. Questo non perché moriamo dalla voglia di visitare la suddetta città, bensì perché l'albergo di New Orleans in cui avevamo alloggiato l'anno precedente aveva dei prezzi inavvicinabili questa volta. (L'anno precedente eravamo arrivati a N.O. il giorno dopo la fine del carnevale, col prezzo sceso del 90% ! Ora siamo in altissima stagione....)
Arriviamo comunque al nostro Day's Inn che per noi è perfetto.
In quei giorni lì vicino c'è uno spettacolo col rodeo, compriamo i biglietti e facciamo una bella sorpresa ai ragazzi. Silvio in particolare vuole fare acquisti di abbigliamento western per le sue manifestazioni equestri.

Assistiamo ad uno spettacolo emozionante, una parata con indiani e cowboys, l'inno americano che vede tutto il pubblico in piedi, la mano al cuore. Si esibiscono molti cavalieri in varie specialità, io e Enrico facciamo il tifo per i vitellini che devono essere presi al lazo.
In due stanze attigue alla nostra alloggiano questi operai, che la sera tirano fuori una parte del mobilio e mangiano tutti insieme nel parcheggio, facendo hamburgers, hot dogs e salsicce in un barbaque portatile. I ragazzi si divertono un sacco la sera che vengono invitati a bersi una birra in loro compagnia.
Andiamo a visitare le paludi in barca, la flora e la fauna ci lasciano a bocca aperta, l'unica voce è quella della guida che ci racconta storie di animali rari e storie di persone che scelgono di vivere in quei posti inospitali e inarrivabili se non in barca, il popolo cajun. Riusciamo a distinguere le loro baracche tra le mangrovie.
Gli alligatori abbondano e ci scortano lungo tutto il percorso. Hanno un loro fascino, con quei piccoli occhietti cattivi e i loro scatti improvvisi, alquanto inquietanti.
Visitiamo un paio di antiche piantagioni con i loro viali dagli alberi maestosi, con le ville patronali e le baracche degli schiavi, le guide ci accolgono con costumi dell'epoca e ci fanno rivivere vecchi momenti di storia di ricche famiglie del Sud.

Nella foto sotto si può avere un'idea della dimensione degli alberi, Silvio quasi non si vede.....

Durante una di queste gite ci avventuriamo alla ricerca di un punto di ristoro che ci promette carne di alligatore, i cartelli indicano " Da Spuddy" e noi cerchiamo Spuddy per mezzo Stato della Louisiana,in mezzo a campi coltivati, agglomerati di baracche con bambini che giocano scalzi nelle stradine sterrate che mi fanno domandare se siamo davvero nel 1997 o se stiamo viaggiando indietro nel tempo.......

Comunque alla fine troviamo Spuddy, un posto indefinibile, con pezzi di lamiera come tettoia, due finestrelle che hanno visto tempi migliori, una porta fatta con vari pezzi di legno diversi uno dall'altro e inchiodati insieme. E' chiuso.....che peccato!!! Ridiamo per un pezzo però!

Durante una passeggiata in centro, nel Quartiere Francese, torniamo al Gazebo per riassaporare uno dei piatti tipici della Louisiana, i famosi gamberi di fiume, quelli che l'anno scorso nonostante l'uomo nero ai fornelli mi sono piaciuti da morire. Beh, vuoi perché è cambiata la gestione, vuoi perché non c'è più "lui" ai fornelli, i gamberi non sono più gli stessi.....buoni, molto buoni ma non indimenticabili.
C'è comunque una bellissima band che suona blues e anche i ragazzi godono di ogni momento.

Lasciamo New Orleans e voliamo a Los Angeles dove affittiamo un'altra auto. 
Tappa obbligatissima i vari parchi divertimento, da Disneyland agli Universal, ci divertiamo come non mai. Noi quattro insieme siamo una forza, siamo un'unica cosa, siamo felici.
In quei giorni io sono a pezzi con la schiena, faccio due iniezioni al giorno per stare in piedi, un mix di muscoril e toradol che mi consentono di arrivare a sera. Ci sono dei momenti in cui Claudio e i ragazzi sono costretti a portarmi quasi di peso, ma non importa, non mi faccio mancare nessuna attrazione, tanto, peggio di così sarà difficile.....
Andiamo un paio di giorni anche a Tarzana, una vasta zona di Los Angeles dove un caro amico di Jesolo ha aperto un ristorante, un bel posticino, Il Teatro.
Nicola e la sua fidanzata ci invitano a cena e noi per ringraziarlo ci mettiamo in cucina e gli prepariamo una grande teglia del nostro semifreddo da servire ai suoi ospiti........che apprezzano al punto di leccare il piatto!

Salutato Nicola, con la macchina ci mettiamo in viaggio verso San Diego, splendida città, davvero notevole.
Visitiamo anche il Mercato Do Mundo nella old San Diego e ci perdiamo in un caleidoscopio di colori e di profumi, di spezie, di banchi affollati di turisti incuriositi da questo piccolo mondo colorato fatto di boutiques e negozietti con prodotti da tutto il mondo, ceramiche, gioielli e cibo, piatti che solo a guardarli fanno venire l'acquolina in bocca.
La tappa seguente è Seaworld....

Oltre agli spettacolari show proposti con orche marine, delfini e foche, visitiamo uno degli acquari più grandi del mondo e poi andiamo a goderci lo show di Waterworld. Due anni prima era stato girato il film con Kevin Kostner e a Seaworld propongono questo fantasmagorico remake con stuntmen eccezionali, uno spettacolo entusiasmante che  fa esaltare i ragazzi e che ci diverte moltissimo. Alla fine dello show, foto con i protagonisti!

La Jolla, uno dei luoghi più belli sulla costa della contea di San Diego.
Iniziamo il nostro viaggio lungo la costa californiana verso nord, a Monterey e Carmel lasciamo un pezzo di cuore, la costa rocciosa con l'oceano che si frange sugli scogli, le spiagge, i prati che arrivano quasi sull'acqua con cervi che pascolano tranquillamente intanto che qualche giocatore di golf si rilassa in mezzo a questa pace.
Il sindaco di Carmel è Clint Eastwood, camminiamo nella speranza di vederlo, non c'è.....
Il silenzio che ascoltiamo tra le vie di questa magica cittadina ci racconta storie scritte da tante scrittrici di romanzi rosa, posso senza fatica visualizzare romantiche storie d'amore.
Salendo verso nord ci fermiamo a Santa Cruz. Lì intorno, in mezzo ai boschi, c'è Mistery Spot dove succedono cose molto molto strane, andiamo alla ricerca di questo luogo non pubblicizzato....

Questo non è solo l'effetto ottico della foto.

In questo piccolo luogo, le leggi fisiche e di gravità non si applicano. L'acqua sale invece di scendere, tanto per fare un esempio.

Enrico, a sinistra nella foto, è dritto ma dritto non può stare....io rischio di cadere più di una volta e mi devo reggere a qualcuno....

Le case tipiche di Carmel. Quanto sono belle! Chi non vorrebbe viverci?

Qui siamo nella Missione di Monterey che accoglie ancora una parrocchia ed una scuola cattolica. E' una delle più antiche Missioni fondata dagli spagnoli attorno al 1700.
A Monterey non si può non passeggiare lungo l' Old Fisherman's Wharf con la famosa clam chowder, una minestra di vongole, latte, patate e cipolle servita dentro una pagnotta....deliziosa!
Monterey mantiene ancora l'aspetto in alcuni punti di un antico villaggio di pescatori ed ha ancora attivo il faro più vecchio della California.
I leoni marini fanno da padroni di casa in queste zone, ci sono poi le lontre marine, meravigliose creature che si mettono a pancia in su nell'acqua e con l'aiuto di una pietra rompono le conchiglie di molluschi e crostacei per poi cibarsene. Durante la stagione delle nascite molte zone della costa sono interdette al pubblico per non disturbare questi simpaticissimi mammiferi.
Nella terza foto ci sono i cervi che passeggiano tranquilli tranquilli fra i giocatori di golf.
Prendiamo la 17-Mile Drive e ci perdiamo nei panorami e negli scorci che questa strada ci dona. Non c'è assolutamente niente che potrei dire che farebbe giustizia a quello che ci appare ad ogni passo. Come raccontare la magnificenza della natura? Per entrare, i non residenti pagano un pedaggio, si va quasi a passo d'uomo per non perdersi niente, ci sono case che sono delle magioni in mezzo ai boschi, ci attraversa la strada una cerva con due cerbiatti a seguito, senza la minima paura....noi restiamo così commossi che non prendiamo nemmeno la macchina fotografica in mano. Qui tutto è poesia e rispetto per la natura.
Lasciamo il Paradiso e continuiamo il nostro viaggio verso nord, verso Stockton la nostra vecchia città dove gli amici Hazard ci aspettano a braccia aperte.
Ross, il piccolo di casa e Laurel Ann fanno a gara per divertirsi con Silvio ed Enrico

Edward e Loise sono rimasti negli anni sempre presenti con il loro grande affetto e sono persone che hanno un posto speciale nel nostro cuore. con loro passiamo giorni divertenti e con un numero imprecisato di cene, pranzi e barbeque, sempre in nostro onore. Hanno una splendida vecchia casa e ci riservano un trattamento commovente, io e Claudio non avremo mai la possibilità di ricambiare in alcun modo, speriamo solo sempre che riescano a fare un viaggio in Italia prima o dopo.

Naturalmente andiamo a salutare i vecchi vicini di casa e le mie ex colleghe che mi organizzano un bel pranzetto. Rivederle mi emoziona moltissimo. Torno da lì con un sacco di regali e con una scorta d'affetto che mi dovrà durare a lungo perché siamo agli sgoccioli di questa lunga vacanza e gli ultimi giorni saremo a San Francisco.
Con molte lacrime abbracciamo Ed, Lois, Laurel e Ross, promettendoci di rivederci al più presto e partiamo con un bel po' di tristezza nel cuore.
A San Francisco ci divertiamo comunque molto, i ragazzi la vogliono girare in lungo e in largo e per questi ultimi giorni ce la godiamo tutta!

La visita ai giardini giapponesi è un'altra esperienza che ci lascia senza parole. Bellissime signore giapponesi nel loro costume, all'interno di una pagoda ci offrono graziosamente il te.
Vediamo delle piante ed una serie di bonsai che sono opere d'arte.

Riusciamo ad incontrare altre due amiche per la pelle dei ragazzi ai tempi californiani, Dana e Jana Barosso che ora vivono a San Francisco ed in loro compagnia spendiamo gli ultimi due giorni..... 

Un bel giro con il famoso cable car, su e giù per le colline della città e poi, l'ultima sera ci regaliamo una cena regale al "House of the Prime Rib", uno dei migliori ristoranti di San Francisco.
Atmosfera bellissima, cibo assolutamente divino!

Questa è l'ultima foto ricordo del VIAGGIO!

Invece l'ultimo pensiero che voglio lasciare su questa fantastica avventura  è che Claudio ed io siamo tornati con la consapevolezza di avere qualcosa di prezioso nella vita, non solo due figli adorabili, ma il loro infinito amore, rispetto e stima. Sentimenti che auguro ad ogni genitore di poter assaporare nella vita. 
Grazie figli miei!

La faccia di Enrico parla da sola....."Chi vuol tornare a casa?"

2 commenti:

  1. Una mia amica è appena tornata da un tour negli USA e mi ha descritto proprio alcuni dei luoghi di cui parli tu, con un enorme entusiasmo!!
    I tuoi figli sono perfetti sono ogni aspetto, del resto con dei genitori così......

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  2. che bel viaggio che avete fatto, e che ci avete fatto fare anche a noi, quanti bei posti ed emozioni vissute insieme, li porterete sempre nel cuore

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