martedì 6 maggio 2014

Scatole impolverate - Il 1992, tra matrimoni, nascite, pentole, piatti, posate , bicchieri e vacanze - 27

Dopo le mie disgressioni riguardanti gli amici e la nostra casa, riprendo in mano il calendario.
Il 1992 è un anno di cambiamenti e di novità.

Il 15 febbraio 1992 Serenella e Giovanni si sposano. Serenella è la sorella di Claudio, Giovanni è un bravo ragazzo che si innamora di lei. Quando la vedo con l'abito nuziale, penso che non ho mai visto una sposa più bella, è felice, ha incontrato l'uomo della sua vita e sta per cominciare la sua grande e vera storia d'amore.
Quanta felicità e anticipazione del loro futuro in quegli occhi.......

L'immancabile foto di famiglia

Serenella e Giovanni avranno due figli bellissimi, Gaia e Marco, e vivranno felici per circa dodici anni, fino al giorno in cui a Giò viene diagnosticato un male che se lo porterà via dopo quattro anni, il 6 marzo 2008.
Non posso non fare cenno al coraggio esemplare con cui Giò ha affrontato il suo destino e non posso non fare cenno all'amore sconfinato e alla dedizione con cui Serenella lo ha accompagnato lungo il suo percorso e alla sua grande dignità nel dolore immenso che convive nel suo cuore da allora.



Nella primavera del 1992, ad aprile esattamente, ci saranno le elezioni politiche in Italia.
Un giorno di febbraio viene a trovarci un amico albergatore e con lui parliamo delle grandi difficoltà  che troviamo nell'aprire il nostro agriturismo.
 E' un caro amico Graziano che  anche in seguito ci darà ottimi consigli. Ci ascolta.
Passano pochi giorni e torna a casa nostra con una proposta....ci prenota una cena di 50 persone per il Partito Repubblicano (allora c'era anche questo). Ce la possiamo fare?
Non abbiamo niente, né mobili né piatti né posate né pentole. Abbiamo in compenso tanta rabbia verso una burocrazia ottusa e lenta che non ci consente di lavorare a casa nostra con i nostri animali e le nostre verdure come richiesto dalla legge.
Accettiamo la sfida.
Il giorno seguente partiamo per Manzano (Ud) dove producono sedie e tavolini per ristoranti, è un rischio ma ci crediamo.
Ordiniamo un certo numero di sedie e tavoli con la garanzia di averli consegnati nel giro di pochi giorni.
Mia mamma, mia suocera ed un paio di amiche ci prestano alcuni servizi di posate. Compriamo piatti e bicchieri. Le pentole....... dalla Sardegna.
Decidiamo il menù, di sicuro ricordo la zuppa di fagioli e le tagliatelle al sugo d'anatra (che diventeranno un must nella nostra cucina) e anatra in umido. 
Qualche mese prima avevamo fatto un viaggio in Sardegna dai cugini Soldati che hanno un bellissimo albergo a Golfo Aranci, l'hotel Margherita. Eravamo partiti col famoso vecchio furgone che serviva per il trasporto degli ortaggi.
Luciano e Rosemarie ci regalano un meraviglioso frigorifero industriale (lo avevano appena sostituito) ed un lavello grandissimo. Tutto in acciaio inox, perfettamente a norma di legge. E pentole, un certo numero di pentole preziosissime. 
Ricordo che al ritorno pioveva e mi pioveva sulla testa, attraverso dei buchi sul tetto del furgone.....altro che famiglia Brambilla in vacanza!
Ricordo con quanta fretta compriamo una stufa a gas con sei fuochi ed un forno industriale, entrambi usati, e approntiamo in qualche modo la cucina in una stanzetta adiacente la sala (la nostra taverna). La cucina rimarrà lì anche in seguito con i dovuti aggiustamenti tecnici.
Prima di metà marzo c'è tutto il materiale, compriamo rotoli bianchi di carta da usare come tovaglie, mettiamo tende ai finestroni e cominciamo ad organizzarci. 
Quando arriva il grande giorno io sono in cucina con la mia Isetta che continua a ripetermi :" A stae calma signora, a stae calma che va tutto ben."
Abbiamo cucinato tutto il giorno, i tavoli sono preparati e addobbati con lunghi tralci di edera (simbolo del partito) e fiori bianchi......mancano solo gli ospiti.
Claudio in giacca e cravatta si occuperà del servizio con l'aiuto di Silvio ed Enrico. Io sto in cucina con Isetta e con suo marito Elio che si mette al lavandino (mica avevamo la lavapiatti ancora!).
Sembriamo un micro esercito pronto alle operazioni.
Io so far da mangiare, sono anche bravetta, ma far da mangiare per 60, 70 persone non è come cucinare per un gruppo di amici la domenica. Non ci sono dosi, fare a occhio diventa un azzardo pericoloso, continuo ad assaggiare le pietanze senza sosta per paura. Poi, ti dicono 50  coperti, ma devi avere la possibilità di fare dei bis, giusto?
Solo Isetta che ha lavorato nelle cucine degli alberghi di Jesolo per tutta la vita può sapere!
Mancano solo gli ospiti ed io vado avanti e indietro in bagno, una processione continua. Sono agitatissima...........
Alla fine tutte le persone arrivano e si accomodano, sono quasi tutti albergatori della spiaggia, gente che si intende ovviamente molto anche di cibo.....
Nonostante la mia totale incapacità di gestire l'organizzazione della cena, tutto fila liscio e si arriva incolumi alla fine, fine che viene salutata con un grande applauso per la cucina. 
Adesso posso anche svenire.

Nel frattempo, il 19 marzo, nasce la nostra prima nipotina, Carolina, figlia del fratello di Claudio,Sergio, e della sua compagna Iveta.


A giugno Sergio e Iveta si sposano a Praga. Andiamo tutti al matrimonio.

Praga è una città che ti entra dentro e ti affascina. Il centro storico è una vera gioia per gli occhi e per il cuore, i palazzi storici, le chiese, le piazze e l'atmosfera......si trovano esempi architettonici di Art Nouveau, Barocco, Gotico, Neoclassico e Moderno.
La visita al vecchio Cimitero Ebraico mi emoziona fino alle lacrime, fra quelle vecchie mura c'è una parte di storia terribile del nostro passato. E' quasi tangibile, come sono tangibili le lapidi e tangibili sono i sassi sotto cui si intravedono pezzi di carta, preghiere lasciate lì da qualcuno, in memoria.....

In alcuni punti ci sono fino a 9 strati di sepolture, le lapidi venivano staccate dal suolo, ammonticchiavano della terra per la nuova sepoltura e piantavano la vecchia lapide attaccata alla nuova. Questo perché il cimitero non poteva espandersi al di fuori del terreno concesso agli ebrei nel periodo medioevale e tale è rimasto.

Pochi giorni di festa dunque e si riparte con la nostra battaglia.....


In seguito lavoriamo indefessamente tutti i fine settimana, gli albergatori ci adottano in toto e organizzano cene e feste da noi. Abbiamo un successo insperato e diventa imperativo essere in regola coi permessi.
Finalmente abbiamo un riscontro economico serio.
Noi lavoriamo esclusivamente con i prodotti dell'azienda, ortaggi di stagione e animali di bassa corte allevati a terra, polli, anatre, faraone, oche, colombi e conigli (che prendiamo da un'azienda vicina ormai)

Quell'estate a luglio, Silvio fa la maturità e va a lavorare per tre mesi nella  gelateria di un amico a Jesolo Lido per mettere da parte i soldi per pagarsi un lungo viaggio negli States col suo più caro amico Rudy.
Enrico invece ha frequentato il primo anno dell'Istituto di Agraria di Colle Umberto dove aveva insegnato Claudio. 
Se Silvio lavora in gelateria, Enrico lavora tutta l'estate dal nostro amico Graziano nel suo albergo, come cameriere al bar.
Sono bravi ragazzi.
Silvio e Rudy in California a casa dei nostri amici Hazard. Qui con Lauren e Ross. E' l'ottobre del 1992.
E' nello stesso mese che io e Claudio abbiamo per la prima volta la possibilità di farci una breve vacanza in Spagna, un lusso che non avevamo mai potuto permetterci prima. E qui lascio lo spazio al racconto di Claudio.......




Finalmente! siamo sposati da quasi vent'anni e non eravamo mai riusciti a prenderci una vacanza insieme. Il lavoro, gli impegni, i figli, ma soprattutto la mancanza di soldi ci aveva impedito di poter fare un viaggio, noi due, solo noi due. Finalmente dicevo è arrivato il momento e non una, bensì due settimane tutte per noi in Andalusia. Ma ci pensi? Internet esiste già, ma io non lo conosco ancora per cui vado in un'agenzia di viaggi e mi faccio consegnare una tonnellata di opuscoli tipo "Mare d'inverno". Infatti le nostre tasche non ci consentono grandi cose per cui al mare ci andiamo in ottobre e scegliamo alla fine l'Andalusia perché ci dicono che lì è ancora caldo. 

Chiaro che Marbella è fuori dalla nostra portata per cui ripieghiamo su Torremolinos. Vedremo...
Scartabellando i vari opuscoli trovo un albergo che ci offre la pensione completa ad un prezzo veramente ridicolo. "E' quello che fa per noi!" esclamo e penso che anche se Torremolinos dovesse assomigliare a Jesolo (dove all'epoca vivevamo), poco male, tanto a noi interessa fare delle escursioni e vedere "cose". Nelle varie cartine ed enciclopedie che consulto vedo che oltre a Marbella, piuttosto vicino ci sono Malaga, Granada, Mijas, Ronda ed un po' più in là Siviglia, Jerez, Cadice e perfino Gibilterra.
Non avevo molta esperienza di viaggi e quindi immaginavo di poter visitare tutto senza stancarmi, ma soprattutto, senza stancare Giancarla.
Arriva finalmente il giorno tanto atteso, partiamo da Verona con un charter che fa tappa a Rimini per imbarcare altri viaggiatori e poi via verso Malaga. 
Guardandoci intorno in aereo ci rendiamo conto che, pur non essendo noi stessi dei ragazzini (io ho appena superato i 40 mentre a Giancarla mancano ancora 2 o 3 anni per oltrepassare la fatidica soglia), a parte la coppietta che siede davanti a noi, tutti gli altri sono anziani con cui sarà difficile trovare qualcosa in comune. Va beh chissenefrega, sono con la mia bella, sono in vacanza per la prima volta e sono in Spagna.
Arriviamo a Malaga che è già buio, vengono a prenderci all'aeroporto con un pullman per portarci nei vari alberghi. Per un problema di over-booking ci dicono che per due o tre notti ci devono alloggiare in un albergo di categoria superiore e che quindi ci scaricheranno là senza accompagnarci, ma che si faranno vivi per spiegarci tutto con calma la mattina seguente, ci invitano a prendercela comoda, a goderci la piscina dell'albergo che tanto anche quel giorno c'erano stati quasi 40 gradi.
Che bello! Saliamo in camera (elegante e spaziosa) scendiamo in fretta, così possiamo cenare (proprio niente male, servizio "al tavolo") facciamo quattro passi nel giardino dell'albergo, felici come bambini in un negozio di giocattoli.
Decidiamo quindi di andare a dormire visto che siamo stanchi probabilmente per l'eccitazione, poi domani mattina faremo un'ottima colazione e da lì giù in piscina!!!
Ci svegliamo prestino e dopo aver "poltrito" ancora un po' a letto, ci alziamo e tiriamo le tende: piove. E va bene, dai, in fondo è ottobre, domani, magari addirittura oggi pomeriggio uscirà il sole. Ancora non lo sapevamo, ma, eccettuati piccoli e brevi spazi, non avremmo più rivisto il sole, almeno non in Spagna... Già per 2 settimane brutto tempo.
In definitiva la cosa non ci tocca, siamo in ferie, ci stiamo divertendo e soprattutto siamo insieme noi due!
Per un paio di giorni ci fanno sperimentare il lusso e poi ci rispediscono nell'albergo che effettivamente avevamo prenotato.
Una delusione! Le camere così così, vengono a rifarle appena mangiato quando andiamo a fare il "riposino", le cameriere entrano indipendentemente dal fatto che lasciamo sulla porta il segnale "non disturbare", le nostre richieste in direzione non servono a niente (sono tutti gentilissimi e, sembra, disponibilissimi, ma poi i risultati sono completamente assenti). La cosa peggiore però è il cibo; nell'opuscolo era pubblicizzata una portata di pesce al pasto, bene a pranzo ti trovi una specie di pesce non ben identificato cotto alla griglia, solo l'aspetto ti consiglia di tenertene lontano, ma il peggio viene dopo quando per cena ti ritrovi lo stesso pesce (intendo proprio lo stesso, non uno simile) cotto al forno (???) ma il top lo sperimenti il giorno seguente quando a pranzo te lo ritrovi "in umido"... 
L'unica cosa positiva è stata l'aver ritrovato in quel posto (chiamarlo albergo sarebbe stato un po' troppo pretenzioso) la coppietta che era seduta davanti a noi in aereo: Andrea e Barbara. Sono poco più vecchi dei nostri figli, ma abbiamo trovato probabilmente l'unica coppia che non appartiene alla terza età, credo che anche a loro vada bene la nostra compagnia, quindi decidiamo di noleggiare un'auto insieme per tre giorni ed andare a visitare i dintorni. 
Loro sono veramente carini, Barbara, che mi confessa che sua madre non è in grado di pronunciare tre sillabe con la "a" di seguito e quindi la chiama "Bàrbera", è molto naive; ha sentito che gli spagnoli rispondono al telefono o si salutano dicendo "ola" per cui, forse per far credere che parla lo spagnolo o forse per sentirsi in sintonia con l'ambiente, una mattina scendendo dalla camera e passando davanti alla reception fa: "alhoa!", per poi scappare vergognandosi.
Insieme andiamo a Malaga, Marbella, Fuengirola il primo giorno, poi i secondo via verso Granada a visitare l'Alahmbra ed i giardini del Generalife (che spettacolo!!!) il terzo poi fino a Ronda.
A Ronda, appena parcheggiata l'auto ci avvicina un ragazzo, aspetto pulito, espressione onesta, ma quando sorride ti accorgi che ha un dente sì, un dente no, un dente marcio, ecc. Parlando spagnolo si offre di farci da guida ad un prezzo concorrenziale. Giancarla, Barbara ed Andrea si guardano perplessi perché nessuno parla spagnolo, ma il prezzo è buono e quindi dico: "tranquilli vi traduco io!". Non che io parli lo spagnolo, ma quando ero all'Università ero patito di musica andina ("che noia mortale" diceva giustamente Dalla) e quindi confermiamo. Sarà che lui è molto bravo e parla lentamente e capisce il mio italiano, sarà che gli Inti Illimani hanno avuto per me anche questo valore, alla fine mi lancio anche in qualche frase in spagnolo con risate da parte di tutti.
Al ritorno riconsegniamo l'auto e siamo a piedi, come dicevo prima, sole veramente poco per cui è improponibile fare vita di spiaggia o di bordo piscina, l'animazione poi non è degna di tale nome per cui siamo piuttosto bloccati. Qualcuno ci dice però che poco lontano c'è la fermata della corriera che porta a Mijas, quindi decidiamo di andare a visitarla. Molto carina, pulita, poche auto, ma quello che ci rimarrà sempre in mente è il terrore provato durante il tragitto. La strada per raggiungere Mijas è una strada di montagna con curve cieche e strapiombi non protetti ed in più, pur essendo a doppio senso di circolazione risulta stretta anche per un'auto di media cilindrata, figuriamoci per una corriera e, come se non bastasse l'autista corre come un pazzo strombazzando ma senza nemmeno rallentare in curva. 
Ad ogni modo arriviamo a destinazione sani e salvi e soprattutto senza esserci sporcati...
Giriamo per la cittadina e mi accorgo che ormai per non essendoci più niente da vedere le ragazze continuano ad attardarsi in scorci di poco conto. Insomma alla fine confessano di essere terrorizzate dall'idea di rimontare in corriera e ci invitano a cercare magari una strada alternativa per tornare indietro. Strade alternative ovviamente non ne troviamo ed è impensabile l'opzione di tornare a piedi per cui ci avviamo al capolinea e saliamo sulla corriera maledetta.
Il ritorno è come l'andata: terrorizzante, ma credo che faccia parte dell'attrazione.
Sono convinto che forse c'è qualche forma di senso unico alternato però vi garantisco che anche gli autoctoni gridavano...
Alla fine della prima settimana la responsabile degli accompagnatori che ci ha preso in simpatia, ci dice che riesce a spostarci in un albergo migliore, così facciamo per la terza volta i bagagli, salutiamo Barbara ed Andrea e ci spostiamo in questo albergo, poco distante dal primo dove tutto risulta essere, se non perfetto, almeno sensibilmente migliore. Gli spazi comuni sono più belli, c'è una piscina interna, l'animazione è OK, il cibo accettabile. Anche la camera non è male, l'unica manchevolezza è la "vista", infatti dalla finestra, sporgendosi si riesce a vedere il mare e la piscina, ma quando sei dentro sei detentore di una meravigliosa "vista finestre altrui". La cosa è anche divertente perché all'interno di una delle finestre di fronte c'è una signora (anche lei "terza età") che sperimenta movimenti da "gitana che apre e chiude il ventaglio". E dai, siamo in Andalusia terra di flamenco e valenciana ed il ventaglio è parte integrante dell'abbigliamento di una donna. Non riusciamo però a capire se queste movenze sostituiranno il famoso e temuto filmino delle vacanze di questa signora.
C'è anche la piscina interna e così Giancarla decide di fare un bagno. Non sapremo mai se è per colpa del bagno o per altri motivi fatto sta che la mia bella si ammala. Niente di grave, un po' di febbre, ma questa è la prima di una infinita serie di volte: ha una salute di ferro, non si ammala mai, ma quando andiamo in ferie, almeno un giorno lo deve passare a letto, tanto è vero che in tutti i periodi di ferie seguenti a questo ho sempre messo in calendario un giorno; "malattia Giancarla". Alla fine sono arrivato alla conclusione che, siccome è sempre più che attenta al lavoro e che si dedica a questo con grande tensione, quando si rilassa mentalmente, probabilmente anche il suo organismo si rilassa e diventa succube del primo germe che incontra, ma forse è solo una coincidenza...
Ad ogni modo un po' a causa dell'indisposizione di Giancarla, un po' perché con l'animazione le giornate passano veloci, ma soprattutto perché il tempo fa veramente schifo, trascorriamo gli ultimi giorni senza grandi giri o avventure, ma rilassandoci e preparandoci sia spiritualmente che fisicamente alla ripresa del lavoro.
Alla fine abbiamo realizzato una cosa: non importa come, non importa quando, non importa dove, ma se siamo insieme noi due e non abbiamo altri impegni che non siano il divertimento, va sempre bene!




 Fuengirola, durante la festa per la Madonna del Rosario.
A novembre dello stesso anno arriva Alice nella nostra vita.

5 commenti:

  1. Ho il groppo in gola....
    la vita insieme l'ho sempre sognata così...dove due persone diventano tutt'uno...condividendo ciò che si incontra nel cammino.
    L'amore non è per tutti, voi avete la grande fortuna di vivere questo meraviglioso dono.
    Bellissima storia ... ottima trama per un altrettanto bellissimo film!
    Un caro saluto SaraT

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  2. ma come sapete raccontare bene!!!!!!!! grazie per farci emozionare e sorridere con i vostri ricordi , siete una bellissima coppia!!!!! complimenti di cuore Lory

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  3. giancarla!! te lo dico in un orecchio... non farti sentire da claudio... ma dove lo hai trovato un uomo così??? ha ragione, quando si e' in due e si sta bene... quello che viene... viene!! va sempre bene!!
    mi hai fatto venire in mente quando sono andata a santorini, forse l'autista andaluso aveva un cugino che faceva lo stesso mestiere a santorini e scorrazzava per le salite e le discese che ti faceva accapponare la pelle, con un autobus che sara' stato degli anni 40, mamma mia che spavento!!
    baci, fantastica coppia

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  4. a proposito, il 92 e' l'anno che e' nata mia figlia che per l'appunto si chiama carolina e con la quale sono stata a praga in viaggio circa 3 anni fa, stupenda citta', abbiamo in comune queste piccole cose....

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  5. Eh no, questa volta le parole non mi vengono, devo prima digerire questo post così ricco di novità e di ricordi!

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