venerdì 9 maggio 2014

Scatole impolverate - I Sili Blu - 28

A settembre del 1992 Silvio comincia a frequentare l'università a Bologna, dopo aver superato il test d'ingresso, a Medicina Veterinaria.
Il suo sogno si avvera.
Troviamo un appartamento in condivisione con altri studenti e per lui comincia un lungo, faticoso e appassionante percorso di studi.


La nostra battaglia burocratica non conosce soste. In paese tutti ormai sanno di noi, del nostro progetto, ma soprattutto sanno che stiamo lavorando con gli albergatori.

A Jesolo quella degli albergatori è una Casta con la lettera maiuscola, inutile negarlo, è così. Hanno anche il loro bel "perché", se non lavora la spiaggia il paese muore,...... quindi, contento il Lido di Jesolo, contento anche Jesolo Paese.
Questa consapevolezza non ci fa comunque dormire sonni tranquilli, abbiamo troppe richieste per cene e feste private, prima o dopo ci capita un controllo.......
Così non è, ringraziando Dio o chi per lui.
Io penso che in Ufficio Tecnico ci temessero ormai e ci odiassero pure, eravamo lì sempre, sempre sempre, a chiedere il nostro permesso.
A Jesolo eravamo la prima azienda agricola con tutti i requisiti in regola a fare questa richiesta, gli omuncoli che lavoravano negli uffici preposti erano troppo pigri per studiarsi la legge regionale, tanto che Claudio un bel giorno va lì a "spiegargliela". Nonostante questo ci tirano avanti con scuse ridicole e senza senso.
Alla fine, esasperati o impossibilitati a fare diversamente ci firmano l'autorizzazione per aprire il nostro agriturismo.
 E' la primavera del 1993.
Sapere che possiamo finalmente lavorare ci da un senso di sollievo indescrivibile, con un'energia che non sapevamo nemmeno di avere partiamo con i lavori di ristrutturazione e con mille idee e progetti.
Il 1993 ed i successivi, ci vedono in costante fibrillazione.
In cucina ci si organizza con elettrodomestici, stoviglie e nuove ricette.
L'orto che prima serviva per le nostre famiglie diventa molto più grande e anche la serra si riempie di piantine di insalatina, prezzemolo, rucola, spinacine ecc.
Il pollaio viene rimosso per lasciare posto ad una serie di casette in legno ognuna delle quali sta dentro ad un recinto. I recinti ospitano galline, polli, faraone, colombi, oche ecc. Lo battezziamo Pollaio Valtur da tanto è bello!
Nel nostro giardino facciamo una pergola piuttosto grande con tavoloni e panche di legno per le sere d'estate. A fianco facciamo un campo di bocce.
Abbiamo l'aiuto di validi collaboratori, uno in particolare, Vittorino, chiamato anche Mc Gyver. Lui sa fare e aggiustare tutto, e' uno dei vecchi operai dell'azienda agricola. Quando serve, c'è.
In breve tempo ci facciamo conoscere e in cucina il lavoro aumenta.
Io sono la cuoca, Isetta mi affianca, poi assumiamo una perla di figliola, Stefania, che è la figlia minore di Vittorino. E' giovane ma fila come un treno, per noi è la manna. E' puntuale, organizzata, seria e bravissima.
Assumiamo poi un ragazzo universitario che abita lì vicino, Nicola, e anche con lui facciamo tombola.
Il suo ruolo è stare alla lavapiatti e al lavello delle pentole. Elio, un po' anche per l'età, è felice di lasciargli i piatti sporchi!
Potrà sembrare arrogante la mia autoproclamazione al ruolo di cuoca, ma così è, sono gelosissima del mio ruolo e nessuno mi passerà mai davanti da quel momento a tutti gli anni a venire.

Silvio con Enrico aiutano Claudio a fare servizio in sala durante i fine settimana, succede a volte che ci sia soltanto Enrico, se Silvio non rientra a Jesolo da Bologna.
Dopo i primi mesi di panico e ansia intollerabile comincio a credere ai complimenti che mi fanno per il cibo.
Comincio anche a non arrabbiarmi più per il fatto che nessuno sembra credere che a cucinare sia io. Il motivo è semplice.....in cucina abbiamo tutte la divisa composta da grembiule bianco, ciabatte antinfortunistiche e cuffia per i capelli. Quando però, verso fine servizio esco in sala, ho i tacchi alti, il mio immancabile tailleur (sì perché venti' anni fa mi vestivo come una vecchia e seriosa signora!) e un trucco perfetto.
E' così...... a fine pasto mi spoglio dai panni di Cenerentola, esco in sala e mi godo i complimenti dei nostri ospiti.

Le prime compagnie di amici che ci hanno onorato per tanti anni della loro presenza puntuale!

Dal nostro terrazzo godiamo di quello che vediamo, mentre le nostre menti lavorano frenetiche per avere già una visione futura di quello che potremo fare. Tutto comincia ad avere un senso.....l'orto, il prato, la siepe di erbe aromatiche, la serra, la prima grande pergola, il campo da bocce......piano piano, ogni soldino guadagnato viene reinvestito per migliorare la nostra "creatura". Cominciamo ad essere orgogliosi di noi stessi e cominciamo anche a vincere la paura che qualcosa possa ancora succederci.

Comincia in quegli anni, '92 - '93 la passione dei nostri ragazzi per i cavalli.
Silvio a Bologna frequenta gli ambienti equestri, lui monta all'americana, e non ci vuole molto perché un bel passatempo diventi una grande passione che lo porterà a vincere premi importanti a livello europeo negli anni a venire.
Questo che monta Enrico è un povero e vecchio ronzino che era destinato al mattatoio, decidiamo di salvarlo e lo acquistiamo. E' il primo cavallino di Enrico appunto. Lo chiama Ramirez. Dietro c'è Lodovico, un cugino di Claudio, grande appassionato e conoscitore di cavalli.
Silvio qui monta uno dei cavalli di Lodovico. Il suo invece lo tiene a Bologna.

Piano piano cominciamo a costruirci una reputazione di tutto rispetto, la clientela comincia ad allargarsi e molte sono le persone che diventano nostri ospiti fissi.
La legge sull'agriturismo è regionale, quella Veneta dichiara che un'azienda agrituristica deve produrre almeno il 60% di quello che somministra, il 30% può essere acquistato da altre aziende agricole della regione Veneto, il 10% da libero mercato. Noi siamo estremamente attenti, soprattutto per un nostro orgoglio personale, a rispettare le percentuali anche se non sempre è facile restare nel 10% del libero mercato (pensiamo solo a sale, pepe, spezie, pasta, riso, zucchero, caffè, aceto ....). In compenso produciamo ben al di sopra del richiesto 60%.

Il 25 aprile 1994 festeggio i miei 40 anni, una festa che si protrae fino all'alba....
Ricordi bellissimi.....amici che mi mancano, qualcuno che non rivedrò più....
e con Yasmine che riesce a venirmi a trovare da Lecce qualche volta l'anno,.... e allora passiamo ore e ore di notte a chiacchierare, a guardare 24 (serie tv) nel letto insieme, a riempire i mesi di lontananza con le parole. La nostra amicizia regge bene alla distanza, nonostante tutto.

Diverso vero da come appariva un paio d'anni prima! Il nostro appartamento, al piano superiore, parte dalla prima finestra con la tapparella appena un po' aperta a destra del portone, fino alla fine dell'edificio verso sinistra (che non si vede....)

Anche i fiori sono una mia grande passione. In agriturismo ce ne sono sempre molti, fuori e dentro in sala.



La sala pronta per un battesimo. Qui con Enrico, mamma e papà

Ancora mancano i lampadari, le lampade da parete, la grande credenza e tanti altri complementi che arriveranno col tempo.
Intanto però io sono pronta ad accogliere gli ospiti in arrivo!

4 commenti:

  1. che bella padrona di casa!!!!!!!! un abbraccio fortissimo e buon w.e. Lory

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  2. questo sogno finalmente realizzato, siete bravissimi

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  3. Anche in questo avete fatto centro!! Che cambiamenti nell'edificio, irriconoscibile!

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