mercoledì 14 maggio 2014

Scatole impolverate - 1993-1996 - 29

Nel dicembre 1993, un venerdì sera subito prima di Natale, arriva una telefonata. E' mio fratello Lorenzo che chiede di parlare con Claudio. E' una serata lavorativa, con tanti clienti in sala, ed io penso che sia una chiamata per prendere "accordi" per i regali di Natale, eravamo soliti consultarci per gli acquisti natalizi. Siamo molto impegnati col servizio e dopo poco dimentico completamente l'accaduto. Verso l'una di notte andiamo finalmente a dormire ed è in quel momento che Claudio, con tutta la dolcezza di cui è capace, mi prende fra le braccia e mi dice che quella sera la nonna Maria è morta. Mi addormento dopo avergli versato addosso tutte le mie lacrime ed il mio dolore,  e anche il rimorso per non aver avuto nessun sentore di quello che stava succedendo alla mia nonna adorata.
La nonna Maria era la nonna materna, era vissuta con noi dal 1971 da quando era mancato il nonno Carlo. Mi aveva sempre amata moltissimo.
Il Natale del 1993 vede un posto vuoto alla nostra tavola e tanta malinconia.

Nel post precedente intitolato "I Sili Blu", non spiego che cosa significa il nome che abbiamo dato alla nostra creatura, chiedo scusa.....
Dietro il capannone che alloggiava i nostri conigli e ancora prima le vacche da latte, ci sono tre sili (erroneamente detti silos) della Harvestore, contenevano i vari foraggi e granaglie per le vacche di allora. Sono di colore blu e si vedono da chilometri di distanza, decidiamo quindi che il nostro agriturismo si chiamerà I Sili Blu.
Nel 1994, l'anno dei miei 40 anni, il lavoro procede alla grande, siamo felici e propositivi, i clienti riempiono la sala e lasciano i soldi sul tavolo....."pochi, maledetti e subito" dice Claudio. 
L'economia gira, incassiamo spendiamo, e reinvestiamo, la cosa funziona benissimo.


Il 1994 ci vede zii per ben quattro volte! Tre nipoti di sangue, una "acquisita".

La prima nipotina dell'anno è Teresa, sorella di Carolina, figlie di mio cognato Sergio e di Iveta. Nasce il 24 aprile, il giorno prima del mio quarantesimo. Bimba buonissima, dolce come il miele.
Il 20 giugno nasce Chiara Possamai, la nipotina acquisita figlia del mio amico fraterno Toti e di Lucia. Ricordo ancora la telefonata del mio amico, eravamo a cena e lui era talmente fuori di sé che non capivo nemmeno quello che cercava di dirmi.....tutti subito a casa sua, coi suoi fratelli a far festa e brindare tutta la notte!!!
Il 22, due giorni dopo, la MIA prima nipotina, proprio mia, Federica, figlia di mio fratello Lorenzo e di sua moglie Barbara.
Mi sembra ieri......l'emozione e la commozione nel vedere quella frugoletta appena nata, le lacrime che soffocano le parole. Lo stupore di quel miracolo negli occhi dei suoi genitori, il loro orgoglio per aver dato vita a questa creatura, l'amore immediato per questo fagottino rosa. La vita preziosa di una figlia che dipenderà da te......
Federica è una bimba buonissima e dolce. Non fa capricci, fin da piccolissima mangia con estrema attenzione per non sporcarsi, con estrema attenzione comincia a muovere i primi passi, sempre attenta ad avere un appoggio a portata di mano! E' affettuosa e ama farsi coccolare.
A novembre dello stesso anno, il 29 novembre nasce Gaia, la bimba di mia cognata  Serenella  e di Giovanni. Altra grande gioia per tutti! A differenza di Federica, Gaia è vivacissima e inarrestabile, a pochissimi mesi gattona ad una velocità impressionante e comincia a camminare prima dei nove mesi. E' una bambina felice e gioiosa, il suo nome è perfetto!


Primavera 1995, le quattro nipoti con lo zio Claudio!

In alto da sin. Federica e Gaia
In basso da sin. le due sorelline Carolina e Teresa


Io e alcune delle coadiuvanti che si sono succedute negli anni. 
A sinistra Stefania, la figlia di Vittorino, mitica ed inimitabile finché abbiamo avuto la fortuna di averla con noi. Un paio di anni dopo si sposerà e la perderemo, ahimè....vuole avere presto dei bambini e non vuole metterci in difficoltà. Corretta fino all'ultimo giorno.

Sento ancora un grande debito di riconoscenza nei suoi confronti.
Purtroppo, tra loro c'è una persona che vorrei oscurare nella foto, una donna che ha approfittato per anni della mia buona fede.....e mi fermo qui.

Una foto dell'estate 1996, sono anch'io di servizio. dietro di me Stefania.

Oltre a Stefania, Gabriella e Graziella, altre due persone con cui ho avuto il grande piacere di lavorare in quella cucina!
Diventiamo presto conosciuti per alcuni piatti, le zuppe di verdura (che mi procureranno anche un articolo sulla Nuova Venezia con tanto di foto) e le tagliatelle col sugo dell'anatra sono dei must e non possono mai mancare. Poi il nostro semifreddo al caffè ed il caffè speciale di Claudio vengono richiesti da tutti, c'è chi arriva a dire che vengono da noi per il suo caffè, io che passo ore sui fornelli, riconoscente ringrazio.
Sono gli anni del Karaoke, compriamo anche noi tutto il necessario e cominciamo a far cantare gli ospiti dopo cena, cantiamo anche noi e una canzone tira l'altra, e un'altra ancora, finchè i nostri ospiti cominciano a chiederci di cantare per loro, ed è così, pian pianino e senza nemmeno rendercene conto, che ci attrezziamo meglio, con apparecchiature professionali che ci consentono alla fine di fare dei "concertini".

Torniamo alla famiglia. Pur avendo l'agriturismo, ci rifiutiamo di aprire per Natale, vogliamo mantenere solida la tradizione della famiglia unita attorno al tavolo natalizio
E' il Natale del 1995, Federica ha 1 anno e mezzo e riceve tutti i suoi regali con una felicità così esplosiva che ancora ricordo quanto abbiamo riso. Il mio papà, dopo due maschi ormai adulti, ha questa nipotina da coccolare e viziare con un amore infinito, quando è con lei gli occhi gli brillano, credo che facesse tanti progetti per lei......
Tutti insieme, la mia meravigliosa famiglia.


A febbraio del 1996 Claudio ed io ci regaliamo un bellissimo viaggio negli Stati Uniti. Siamo chiusi per ferie e ci prendiamo 17 giorni di vacanza.
Partiamo da Venezia, destinazione Orlando, Florida.
Durante questo viaggio non facciamo foto, ne ho trovata solo una......avevamo la telecamera sempre accesa ed ora ho qualche rimpianto.....Claudio ha trovato alcune foto dal web che utilizzerò.
Quella sopra è una veduta dall'alto di una parte di uno dei parchi divertimento che abbiamo visitato in quei pochi giorni a Orlando.
Da lì abbiamo preso una macchina, decidendo di fare tutto il viaggio sulle quattro ruote, cosa che non si ripeterà mai più! Attraversiamo l'Alabama e ci fermiamo in Mississippi per la notte.

Nel tragitto, a Panama City sul Golfo del Messico, assistiamo in spiaggia ad uno spettacolo incredibile....stormi di gabbiani che si tuffano dal cielo per venirsi a prendere il cibo dalle mani, o quasi, perché io non sono tranquilla e lo lancio per aria per loro. Ricordo perfettamente il senso di libertà, di felicità e di meraviglia che si impadronisce del mio cuore.....rido e grido, gesti liberatori e primordiali, mi sento una bambina in una spiaggia infinita, quasi deserta e mi piace, mi piace, mi piace.
Proseguiamo questo viaggio estenuante fino alla Louisiana, correndo in mezzo a foreste o a zone paludose, finché giungiamo a Slidell al Welcome Center dove, stanchissimi, ci fermiamo per avere qualche indicazione su quale hotel prenotare a New Orleans. Ci viene offerto il caffè con qualche biscottino e nel frattempo due gentilissime signore del Sud ci illustrano le bellezze del loro paese, con la calda ospitalità che contraddistingue la gente degli stati del sud. Con loro consultiamo vari opuscoli finché arriviamo ad una scelta. Alloggeremo all'Avenue Plaza, in St. Charles Avenue, in pieno Garden District, la zona residenziale più vecchia ed elegante della città.
Questa e le seguenti sono ancora immagini prese dal web data la mancanza di foto....
Claudio in macchina ha un senso di orientamento davvero imbarazzante e riesce senza troppa fatica ad entrare in centro a New Orleans. Il nostro è un abbigliamento molto più che informale, d'altronde siamo in macchina da giorni e la comodità è la nostra priorità quindi, arrivando all'hotel e vedendo le limousine parcheggiate fuori, diciamo che non ci sentiamo esattamente a nostro agio. Ma siamo in America, che diamine, siamo sempre noi a farci mille scrupoli e problemi.....nessuno in effetti ci degna di uno sguardo e passiamo al bureau senza incidenti!
Viene chiamato un valletto col suo bel tamburello in testa per prendere i nostri bagagli ed accompagnarci in camera. E' sufficiente questo tragitto per farci sorgere mille dubbi, il prezzo propostoci dalle simpaticissime vecchie signore del Welcome Center non può in nessun modo essere corretto, qui ci lasciamo anche le mutande!!!
Questa foto recuperata dal web mostra la zona giorno della suite che avevamo prenotato ad un prezzo ridicolo (dopo tanti anni Claudio non ricorda se fossero $ 64 o 67 a notte per due persone ovviamente), ma non era proprio così quella che hanno dato a noi. Vi basti sapere che entrando in camera ci blocchiamo a bocca aperta come due allocchi, cucina bianca, tavolo in cristallo e poltroncine in ferro battuto bianco, il resto era più o meno così. La camera è molto spaziosa con un bellissimo letto a baldacchino con biancheria raffinatissima. Il bagno, per fortuna, normale, niente di eccezionale. Quasi quasi mi fa sentire più a mio agio....
Al momento di ripartire nessuno ci fermerà chiedendoci un conguaglio per cui, grande grandissima soddisfazione!
Questo nell'immagine è il famoso Tram che da il titolo ad un famosissimo film "Un tram che si chiama desiderio" del 1951 con Marlon Brando  e Vivien Leigh.

Un esempio di dimora del Garden District.

La famosissima Bourbon Street nel Quartiere Francese. Ed è proprio qui, passeggiando il giorno dopo che ci troviamo in una piazzetta coccolissima con un gazebo sotto il quale ci sono tanti tipici tavolinetti e seggioline in ferro battuto, una vecchia e buffissima signora vestita con un chiodo e con in testa un cappellino alla John Lennon che suona meravigliosamente motivetti jazz e blues, qualcuno che balla intanto che gli avventori seduti mangiano avidamente gamberi di fiume serviti in cestini di bambù. Il profumo che arriva alle nostre narici è inimmaginabile, diventa come il flauto magico che ci attira più vicino, decisi ad assaggiare quella specialità! Purtroppo giro la testa tutt'intorno e quello che vedo mi blocca lo stomaco. C'è un omone di colore che indossa una canottiera dal colore indefinibile che, davanti ad un enorme bancone, cucina i gamberi in questione in due pentoloni, e fin qui andreppe anche bene......il fatto è che in mano ha uno straccio con cui, una volta pulito il banco di marmo su cui ha precedentemente versato i gamberi a scolare, si asciuga il sudore dal viso e poi asciuga pure i gamberi....AHHHHHHH!!!
Mai e poi mai assaggerò quei gamberi dall'aspetto delizioso, assolutamente.
La mattina seguente Claudio fa in modo di ritrovarci sullo stesso tragitto che ci porta alla piazzetta del Gazebo (è anche il nome del bar-ristorante) verso ora di pranzo. Lui mi conosce bene, sa che non salterei un pasto nemmeno sul letto di morte per cui, arrivati lì davanti mi dice:" Senti bella, io qui mi fermo e mangio quei gamberi, tu fai come vuoi". E si accomoda. Non è che mi lasci grandi alternative quindi mi siedo dando le spalle al "cuoco dei gamberi", prenderò un tranquillo sandwich al tonno, che problema c'è...
Arriva Mary, la nostra simpaticissima cameriera che prende le ordinazioni. Nel frattempo tutti, e dico tutti gli altri clienti, stavano silenziosamente gustandosi i gamberi....Mary mi guarda perplessa e dice a Claudio:"Tua moglie prende un sandwich....uhmmmm....convincila ad assaggiare la nostra specialità, ascolta me!" Claudio mi guarda interrogativamente e aspetta, conoscendo la mia forza di carattere di fronte al cibo, ed infatti rispondo:"Ok!" Questa diventerà una delle decisioni più facili e di soddisfazione della mia vita!!! Mi mancava solo di mangiarli ad occhi chiusi, come la cosa più deliziosa al mondo, un'esperienza che mi ha avvicinato a Dio, quasi mistica.....nessuno che non sia stato quell'anno al Gazebo può immaginare.....quello straccio doveva avere un ingrediente davvero portentoso, fatto sta che sono rimasti nella memoria mia e di Claudio! Non serve dire che davo le spalle al bancone e sono stata molto attenta a non guardarmi mai dietro!
New Orleans è unica e ci torneremo.
Da lì riprendiamo l'auto e viaggiamo in senso opposto, tornando in Florida dove ci fermiamo a Naples. Non ricordo quanti hotel abbiamo provato prima di trovare questo che aveva qualche camera libera.

Sinceramente non ricordo il suo nome, era un motel demodè, con un'aria molto vintage, molto anni 50, molto trascurato in qualche modo, ma che ci ha accolto dopo quasi dieci ore di viaggio. Alla fine ci stiamo bene anche se per avere la stanza pulita devi chiederlo e loro sono estremamente gentili e te la puliscono, un po' così insomma....ci fa sorridere.
Nelle nostre vacanze il fattore cibo è sempre molto importante ed infatti a Naples conosciamo un ristorante che ci regala un'altra straordinaria esperienza: una cena a base di ostriche e gamberi crudi da far invidia a qualsiasi sushi bar.
E' sempre in quella zona della Florida che assaggiamo anche l'alligatore fritto! Sì perchè ci avventuriamo anche  nelle Everglades, parco nazionale protetto degli Stati Uniti, dal 1993 iscritto all'Unesco come patrimonio in pericolo di estinzione.
Lungo la strada gli alligatori passeggiano indisturbati a decine, fanno un certo effetto....
Arrivati a Everglade's City saliamo su di una airboat e facciamo un meraviglioso ed istruttivo giro nelle paludi. Ad ogni fermata nella palude delle Ten Thousand Islands ci vengono incontro gli opossum, abituati ai turisti e golosissimi di marshmallows, arrivano a salire sulla barca! abbiamo la possibilità di avvistare maestosi aironi ed impressionanti alligatori, e anche la fortuna di vedere le manatees, esemplari rarissimi di un mammifero acquatico, un tipo di tricheco con la coda rotonda, dai movimenti lentissimi, che vive soltanto in quella zona degli Stati Uniti.
Girando in mezzo alle mangrovie ci immergiamo in un ambiente selvaggio e lontano dal nostro tempo,....... sentiamo i passi degli antichi popoli pellerossa muoversi tra quelle paludi inospitali, sentiamo i loro canti innalzarsi in cielo, annusiamo odori di fuochi antichi......e ci rendiamo conto dello scempio perpetrato ai danni di un popolo così antico ed orgoglioso. E' una giornata che ci lascia con molte perplessità.
Alla fine dei 17 giorni di vacanza prendiamo un volo  da Miami e torniamo al lavoro, carichi come una molla ben oliata e pronti a ripartire.
L'unica foto che Claudio mi ha scattato nel parco del quartiere francese a New Orleans.
Un momento di tenerezza. 
Estate del 1996, il nostro terrazzo.
Quanto amiamo starcene qui e guardare il nostro giardino ed il nostro progetto che si evolve piano piano......
Verso la fine dell'anno mi assale una grande ed inspiegabile ansia. So nel mio cuore che succederà qualcosa al mio papà. Non me lo spiego ma lo so. Lui sta bene, con mamma viaggiano moltissimo e per gennaio hanno in programma un altro viaggio in Kenia, paese che li ha stregati.
Io ho questo groppo in gola.....
A dicembre chiedo, per la prima ed ultima volta nella mia vita, a tutta la famiglia di Claudio di trascorrere tutti insieme le feste di Natale. Non voglio stare con loro la Vigilia e con i miei il giorno di Natale. Invito tutti a casa nostra per una grande riunione familiare, saremmo in 18, ma con la sala libera dell'agriturismo c'è posto per tutti. Mi offro di cucinare tutto io, non chiedo niente a nessuno.
Il nostro invito non viene accettato.
Non so se ho specificato prima che, d'accordo con Claudio ed i ragazzi, avevamo deciso che non avremmo mai lavorato per Natale nonostante le infinite richieste di prenotazioni, per noi è un momento magico e unico per la famiglia. Nostro soltanto.
Si rompe così nuovamente un equilibrio precario che manteniamo con i genitori di Claudio fra alti e bassi, come le maree, per lunghissimi anni..... e il Natale del 1996 ci vedrà solo con la mia famiglia.







1 commento:

  1. in questo racconto ci sono altalene di racconti belli e meno belli. buffi come quelli del cuoco con lo strofinaccio, tristi come la mancanza della tua nonna adorata, curiosi come la vostra faccia nel vedere il bell'albergo pensando di lasciarci anche le... mutande, ed infine la tensione per tuo padre ed il rapporto "poco sereno" con i tuoi suoceri, nonostante mi sembra di vedere debbano aver avuto a dispiacersi della scelta del loro figlio

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