mercoledì 26 marzo 2014

Scatole Impolverate - Up and down....Su e giù per San Francisco 16

La vita continua......
Lavorando per Chanel continuo ad avere la sensazione di vivere quasi sopra una nuvola, due volte l'anno partecipo ai seminari per la presentazione delle nuove stagioni in alberghi da sogno, una volta mi trovo contemporaneamente al presidente Sandro Pertini al St. Francis Hotel, emozione non da poco.....


St. Francis Hotel


Un'altra volta mi raggiungono a San Francisco due amiche un po' pazze, Carole e Susanne, mi portano in giro di notte a locali e così scopro che ci sono anche i bar dove le signore sole vanno a pescare compagnia.....e che compagnia!!! Naturalmente noi osserviamo divertite con un drink in mano.........

C'è poi quella volta che decido di partire da sola con la mia macchina, nonostante la mia manager Mabel Smith cerchi di farmi desistere, voglio essere indipendente e non aspettare i tempi di qualche collega. Mabel mi prega di pensarci bene, girare per San Francisco nelle ore di punta può diventare un incubo. Niente da fare. Claudio mi sostiene e la sera precedente, cartina alla mano, mi spiega la strada che devo fare.......al quinto o sesto cambio di autostrada mi sono già persa e mi rendo conto dell'avventatezza della mia decisione, ma Claudio che non si perde mai, mi incoraggia:" Ci siamo andati decine di volte, come puoi pensare di perderti?". E mi rispiega il tragitto per l'ennesima volta. E' venerdì sera e andiamo a dormire presto, ho la sveglia alle 5.00 del mattino, il seminario comincia alle 9.00 in punto.
Passo una notte insonne.

Il sabato mattina infilo un paio di jeans, un maglioncino, scarpe da ginnastica e parto che è buio pesto con la mia valigetta e la piantina di San Francisco sul sedile a fianco. Il tragitto è di circa Km. 120, so che per arrivare a destinazione col traffico del mattino mi ci vogliono un paio d'ore, quindi partendo alle 5.30 posso essere in albergo prima delle 8.00, prendere la camera, farmi una doccia e vestirmi a dovere per essere pronta per le 9.00. 
E' perfetto, sono tranquilla.
Abito in Glasgow Avenue al n. 143, devo arrivare alla Highway 5 Sud fino alla 205 Ovest.
Passo per le città di Livermore e Pleasanton, devo arrivare alla congiunzione con la 13 Nord, poi girare intorno alla città di Oakland....e lì ho il primo sbandamento......sbaglio e entro in città. Dovete sapere che Oakland era ,all'epoca, abitata al 90% da persone di colore, non era esattamente saggio per una donna sola passarci in mezzo, soprattutto se questa non sapeva da che parte dirigersi!!!
In un modo o nell'altro, perdendo minuti preziosissimi e sudando copiosamente recupero la 13 e riprendo verso il Bay Bridge

Il Bay Bridge è diviso in due dall'isola di Yerba Buena, sono all'incirca le 7.00 se non ricordo male ma ricordo benissimo un traffico così....

Il pedaggio si paga all'imbocco del ponte.

Giusto per dare un'idea del traffico e delle strade in città!
Comunque, attraverso il ponte in mezzo a questa marea di auto e arrivo a San Francisco, sìììììì!!! Sono sulla Broadway finalmente, devo girare a destra ........sbaglio e giro a sinistra e sono perduta per sempre......quando me ne rendo conto è tardi ma non ho la possibilità di tornare indietro perchè ho imboccato la 101, autostrada pure questa, che porta all'aeroporto, molto lontano dalla mia destinazione, e sono le 8.00 e sto sudando in modo vergognoso e piango perché mi accorgo che guardando lo specchietto retrovisore, questo contiene tutta la città di San Francisco...



E adesso che cosa faccio? Piango, ho pianto tanto quella mattina, sono uno straccio.
All'improvviso sento una sirena avvicinarsi e un pezzo di gnocco di poliziotto in moto mi raggiunge, gentile anzi gentilissimo, si preoccupa per le mie lacrime e mi tranquillizza.....mi scorterà lui fino allo svincolo corretto per tornare indietro.
Secondo me a questi in moto gli fanno fare il provino a Hollywood!
Ad ogni modo col suo aiuto rientro in città e passo anche sotto una delle meraviglie di San Francisco, Lombard Street....

Il fatto è che è tardissimo, devo ancora fare il check in, fare la doccia ormai indispensabile e vestirmi.....sono quasi le 8.30, devo volare!
Arrivo all'ultima traversa, Mason Street che mi porterà dritta all'albergo e mi trovo sotto ad una di quelle salite famose a San Francisco che non vuoi mai trovarti a dover fare con una macchina con le marce. Mi accodo, c'è un traffico esagerato....guardo in alto il semaforo è ver
de, comincio a pregare che rimanga verde finchè salgo e passo aldilà del semaforo..."ti prego rimani verde, rimani verde, rimani verde"....ROSSO. Sono quasi in posizione verticale, tiro il freno a mano, sono prima di una lunga fila di macchine dietro la mia. Le mani sono così bagnate che la cloche mi scivola dalle dita, panico. Arriva il verde e cerco di partire, risultato vano, lascio un po' di copertoni sull'asfalto. ROSSO nuovamente, devo calmarmi ce la posso fare. Non so esattamente quanti verdi e quanti rossi si alternano prima dell'arrivo della polizia, io sono ormai allo stremo.
Il poliziotto che mi si avvicina non ha passato il provino di Hollywood, è astioso, arrogante, grasso e brutto, è pure maleducato e ringhia:" What's going on here?" (Che cosa succede qui?)

E' ovviamente un'immagine dal web, il mio agente non lo avrebbero mai pubblicato!

Due immagini di Mason Street che non rendono assolutamente l'idea della pendenza, ve lo giuro.....
se osservate bene vi accorgete che è One Way, senso unico, in discesa! Allora, nell'81 si saliva soltanto.


Spiego all'agente che proprio non ce la faccio a far partire l'auto, lui mi fa scendere e ci prova.......e non ce la fa!!! Nel frattempo alcune auto della polizia intervengono per smaltire le code, io mi prendo improperi in tutte le lingue dagli altri automobilisti ma mi sento stranamente meglio visto che nemmeno l'agente intervenuto è stato in grado di far salire la mia piccola Mazda!
Alla fine un altro agente me la tira su da lì e mi mandano via, l'albergo è proprio lì a due passi, entro in garage, parcheggio e mi fiondo alla reception. L'aspetto di una pezzente, l'odore di una senzatetto.....
Con aria di gran sussiego mi viene spiegato che non c'è nessuna camera a nome mio......ma come, non è possibile, ho chiamato la sera prima.....controllano, io devo aspettare.
Minuti preziosi scivolano via, mi sembra che da un momento all'altra potrei perdere il controllo, sono le 9.15.....
Finalmente, scusandosi mi dicono che effettivamente la prenotazione c'era ma hanno dovuto mettere in camera con me una collega e per qualche motivo il nome che appare è il suo. Va bene, qualsiasi cosa ma lasciatemi andare!
Dalla sala dove si tiene il seminario chiamano in quel momento la hall cercandomi, devo affrettarmi al meeting, sono in ritardo vergognoso.
Entro trafelata e mi trovo davanti una decina di ragazze bellissime, truccate e pettinate alla perfezione, profumate e scioccate nel vedermi in queste condizioni. Chiedo scusa mi siedo e non apro bocca fino alla pausa pranzo quando riesco a correre in camera, lasciare il bagaglio, lavarmi e prepararmi a modino!
Il seminario è fantastico come ogni volta, la sera si va in splendidi ristoranti e si sta in buona compagnia fra colleghe.
E' domenica pomeriggio e finisce tutto, saluti, baci e abbracci e si torna a casa.
Scendo al garage e prendo l'auto. Adesso so che è facilissimo arrivare al Bay Bridge, mi basta uscire da Nob Hill. Meglio chiedere per sicurezza al custode. Questo furbacchione mi dice:"E' facilissimo, alla porta giri a sinistra, due blocchi giri a destra, sempre dritto, arrivi al ponte"

Wow, facile davvero! Parto, arrivo alla porta e leggo un bel cartello "NO LEFT TURN". Ma come divieto di girare a sinistra, io devo girare a sinistra!!! Dietro di me ho già due macchine, una mi suona, devo girare a destra.....e perdermi di nuovo in questa città!
Cerco in tutti i modi di mantenere il senso di orientamento ma dopo un po', troppi divieti di svolta mi fanno desistere, sono nel bel mezzo del traffico delle 17.00, guido guido finché, non ci posso credere, sono di nuovo in Mason Street, prima di una lunga fila di macchine, consapevole che quando mi troverò in cima il semaforo diventerà rosso. Infatti ROSSO.
In quel momento sono calma, ma così calma che mi vien da ridere, non provo nemmeno a ripartire, scendo dall'auto, gli automobilisti dietro cominciano a suonare il clacson....mi giro, li guardo, gli mostro il dito medio e mi incammino....dove non lo so ma cammino, lasciando la macchina a bloccare il traffico. 
Passano un paio di minuti e vedo uno dei miei amatissimi poliziotti in moto, sta dando delle multe, sta scrivendo. Mi avvicino e gli dico:"Salve agente, queste sono le chiavi della mia macchina. Sta bloccando il traffico al semaforo laggiù, su Mason Street". Lo vedo ancora, solleva gli occhiali, afferra le chiavi e dice :" Non ci credo..."
" Oh sì, ci puoi credere eccome" gli rispondo.
Lui va e mi porta la piccola Mazda, dopo di che mi confessa che mi porterebbe pure a casa, ma essendo in servizio, si limiterà a scortarmi al ponte. Bello mio, grazie!
Alla fine arrivo a casa sana e salva e questo aneddoto finirà anche alla stazione di polizia di Stockton!
Dopo qualche tempo torneremo a San Francisco Claudio ed io, e lui mi farà vedere che salire Mason Street è possibile, anzi forse facile.
Arriviamo e, sorpresa, non si sale più, si scende, punto!
Da allora gli amici raccontano che dopo la mia visita a San Francisco, la polizia ha cambiato il senso di marcia della suddetta strada!






4 commenti:

  1. Non posso crederci.... Giancarla "so ancora drio ridar" ....troppo forte! Un abbraccio

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  2. donna avventurosa, e che bello avere sempre tuo marito dalla tua parte e... non solo lui a quanto pare, anche l'intera polizia in moto di san francisco... ahahahah, certo ne hai da raccontare e questa e' stata proprio divertente.
    mi immagino la faccia quando hai visto che hanno cambiato il senso di marcia...

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  3. ma è vero...oppure è un film? incredibile...che avventura!!! un bacione Lory

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  4. una curiosità: poi hai guidato altre volte a S.Francisco?
    Non sarà sempre così, ma dal tuo racconto la polizia americana esce con una "fulgida" reputazione :o)

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