sabato 6 dicembre 2014

Scatole impolverate - La rottura - num. 46

Se Silvio ed Emanuela sono felici, Enrico e la sua fidanzata non lo sono più da tempo.
Io continuo a pregare perché riescano a stare bene insieme e perché adoro quella figliola. Non voglio vedere, non voglio sentire, praticamente faccio lo struzzo e continuo a fare finta che tutti siano felici.
Claudio no, vede, sente e capisce perfettamente e in più occasioni mi spinge ad affrontare la realtà, non ci riesce.
La seconda settimana di settembre Diana organizza una delle nostre serate canterine, andiamo a cena nell'agriturismo di una nostra collega a Musile di Piave.
Con noi ci sono anche Enrico e Marzia e i nostri "futuri consuoceri", con cui abbiamo un ottimo rapporto e che sembrano totalmente ignari delle nuvole nere che si addensano sulle nostre teste. Io vedo che Enrico è in croce, si agita sulla sedia e mi guarda continuamente......sento che il botto è vicino, ho lo stomaco chiuso e tutto intorno a me diventa confuso....vedo come da distante gli amici che parlano e ridono ma sento solo un brusio confuso, ho voglia di piangere e di gridare ma la mia maschera sta in ordine, al suo posto, nessuno riesce a vedere che cosa c'è sotto.

Ad un certo punto della serata Enrico mi chiede di uscire con lui e mi dice che basta, non ce la fa più, non è più innamorato e sta scoppiando. A me manca il respiro, mi viene un vero e proprio attacco d'ansia, ho il terrore che qualcuno si accorga di quanto sta succedendo fra me e lui perché ancora spero che questo bellissimo vaso di cristallo che si è schiantato al suolo in mille piccoli pezzi, si possa riaggiustare.
Non dimenticherò mai questa foto perché la scattiamo subito prima di avere questo scambio di battute con mio figlio.
Per me la serata finisce così, con la mia maschera pesantissima sul volto. Claudio accetta la cosa in modo forse più fatalistico: se succede è perché doveva ed in ogni caso, meglio ora che dopo...
Io invece non mi rendo conto di quanto nostro figlio stia soffrendo, sono troppo concentrata sul mio dispiacere.
La bomba scoppia pochi giorni dopo, lui la lascia e si trasferisce per un paio di mesi nella casa famiglia dove lavora da qualche tempo come operatore. E' una casa di accoglienza per minorenni senza genitori o con famiglie problematiche.

Enrico prende talmente a cuore questi ragazzini che il suo coinvolgimento emotivo lo porta a stare troppo male. Vede troppe cose terribilmente sbagliate, si rende conto che su quelle povere creature ci sono speculazioni vergognose e quel che è peggio è che capisce che il sistema lo stritolerà. Non c'è niente che smuova le cose, nemmeno una denuncia. Decide di dare le dimissioni e torna a vivere con noi.
Appena torna da noi lo abbraccio stretto e mi rendo conto che mai come ora dobbiamo stargli vicino. 

In tutta onestà Claudio non ha dubbi sulla scelta di Enrico di mettere un punto alla sua storia d'amore. 
Dopo pochi giorni ci arriva a casa Marzia, disperata, arrabbiata, offesa, in lacrime.
Il nostro abbraccio è quello di una mamma e di una figlia, ma è anche un abbraccio di addio, doloroso per tutti ma giusto. 
Comunque Enrico riprende in mano la sua vita, va a lavorare in una piscina con palestra e studia per ottenere un paio di diplomi riconosciuti dallo stato e dal Coni. Gli piace lavorare col pubblico ed è bravissimo, in breve tempo raggiunge obiettivi importanti. Ha sopra ogni cosa ritrovato la sua serenità.
La sua presenza in casa  sconvolge ovviamente il nostro equilibrio e le nostre abitudini.
La nostra bellissima taverna viene smontata e diventa la sua stanza da letto, il suo micro monolocale. Siamo praticamente di nuovo in trasloco! Anche il bucato incrementa in modo esponenziale, di pari passo al carrello della spesa!
Se da una parte non sono così contenta, dall'altra parte devo dire che la sua presenza con  la sua energia e allegria  riempie la casa ed i suoi abbracci mi avvolgono sempre come una copertina calda calda.
Un altro lato positivo è che con lui a casa noi possiamo muoverci molto più liberamente!

Claudio ed io ci facciamo delle bellissime gite a Venezia in quel periodo, e a Roma in giornata. Troviamo dei voli low cost con RyanAir che tutti i mercoledì mattina verso le 7.00 partono da Treviso per Roma, con  ritorno  attorno alle 18.00. Questo ci consente di conoscere con calma e comodo la capitale. Ci andiamo più volte e lì, camminando per la città, ci rilassiamo e abbandoniamo tutti i pensieri tristi.
Spesso con i Carnielli trascorriamo qualche ora la domenica facendo gradevoli passeggiate sulle nostre colline.
Arriviamo a Natale di quest'anno e per la prima volta in tanti anni lo festeggiamo a casa di mio fratello e di mia cognata Barbara con la piccola Federica.
Federica, mia nipote che cresce sotto gli occhi.....è ancora la piccola di casa per tutti.
L'anno finisce, ci sono stati grossi scossoni e ancora grandi cambiamenti, ma la nostra famiglia è più forte di qualsiasi evento contrario.

venerdì 14 novembre 2014

Scatole impolverate - Divento suocera - 45

Al nostro ritorno dagli States siamo vicinissimi al grande evento, Silvio ed Emanuela si sposeranno fra pochi giorni e noi dobbiamo sistemare le ultime cose........vediamo.......niente. 
Non dobbiamo sistemare niente. La mamma dello sposo non ha grandi impegni e non si fa prendere dall'ansia.
Lo sposo convive da mesi e nemmeno a Treviso, abitano a Mestre, quindi a mezz'ora da noi. Questo implica che non avremo parenti e amici a fare un rinfresco a casa nostra. Bene.
I vestiti per tutti sono pronti, acquistati prima di andare in vacanza.
L'unica cosa in cui sono stata coinvolta è stato ordinare e ritirare le bomboniere, fatica zero, problemi invece qualcuno, perché il secondo ordine di bomboniere non è come il primo. La signora del negozio, non trovando più lo stesso articolo, fa una scelta leggermente diversa dalla prima, ma nemmeno lontanamente della stessa qualità. Mi sento quindi in colpa, accidenti.
Un piccolo intoppo purtroppo, che però dispiace moltissimo ai ragazzi.

Lo sposo.
Un figlio che si sposa è un affare importantissimo. La mamma dello sposo vuole essere al top e quindi questa mamma decide di provare l'emozione di andare in un grande atelier di moda e farsi fare un abito speciale. Mi rivolgo a Mario Borsato, so esattamente quello che non voglio, ma non c'è nemmeno bisogno di dirlo.....Carla, la sua meravigliosa assistente, trova velocemente quello che cerco.
Con le mie amiche

Loro dicono che sono i più fighi di tutti. Vi presento la mia mamma e suo fratello Guido.

Con la mia adorata amica Yasmine

Gli amici Possamai

Con i miei figli, in attesa della sposa

Eccola, splendida, radiosa, felice!
Quando parte la musica e tutti gli occhi si rivolgono al grande portone della chiesa, la mia commozione è grande. Manu è meravigliosa, il suo sorriso contagia tutti coloro che la stanno guardando, anche il prete officiante, siamo  tutti testimoni di una felicità talmente tangibile, che vien voglia di ridere di gioia! Non mi è mai capitato prima di oggi di sentire una tale energia carica di felicità ad un matrimonio.
Non è mai facile descrivere i sentimenti e si deve fare molta attenzione nel rispettarli, ma oggi, all'ingresso di questa sposa, siamo tutti, proprio tutti, partecipi alla loro grande gioia ed è bellissimo. Il prete stesso lo dice, non gli capitano spesso sensazioni così forti.
La cerimonia è intensa e toccante, Silvio è così bello, lo vedo così felice che niente può turbarmi, nemmeno la consapevolezza che Enrico e Marzia sono arrivati alla frutta nel loro rapporto, nonostante si sforzino di comportarsi in modo naturale, la tensione si percepisce. Io me ne tengo distante oggi, è il giorno degli sposi e anche, consentitemelo, dei genitori degli sposi!
In una bellissima villa con un parco splendido si svolge il pranzo. Su questo non dico altro perchè voglio solo i ricordi belli.
Sono una suocera a tutti gli effetti, noooo? 

giovedì 6 novembre 2014

Scatole impolverate -Noi e la East Coast - num 44

In questo periodo abbiamo spesso le nostre nipotine a dormire da noi. Hanno la stessa età e sono molto amiche. Federica è la figlia di mio fratello, Gaia è la figlia di Serenella, sorella di Claudio. Per Gaia è uno dei momenti più duri della sua giovanissima vita perché sta affrontando con la mamma e con il suo fratellino Marco, la gravissima malattia del loro papà Giovanni.
A volte capita un'emergenza e mia cognata deve correre a portare suo marito in ospedale a Bologna, Gaia e Marco imparano presto ad avere sempre la cartella pronta e una valigetta con un po' di cambi. Gaia viene volentieri da noi se sa che può esserci anche Federica, insieme chiacchierano per gran parte della notte. Hanno 11 anni.


Chissà se si ricordano delle colazioni preparate dallo zio Claudio! Vengono per il fine settimana e io mi metto in mezzo a loro sul divano letto in taverna e insieme ci guardiamo Amici di Maria De Filippi. Gaia decide che da grande farà la cantante e ogni tanto mi chiede se e quando parteciperà al programma, io andrò a fare il tifo per lei?
Nonostante sia passato un anno da quando abbiamo lasciato l'azienda a Jesolo, a giugno facciamo un'ultima sortita per controllare alcune cose
Sorridiamo in questa foto, davanti al mio laboratorio di trasformazione dove marmellate, salse e verdure sott'olio riempivano gli scaffali, ma ci prende prepotente una profonda tristezza, vedere l'abbandono totale in cui versano tutti i locali, ci fa stringere il cuore e ci fa venir voglia di scappare di là il prima possibile e di non tornarci mai più.

Un altro fine settimana di giugno scappiamo anche a Pavia, da Mario e Cristina e con loro andiamo a uno dei famosi incontri degli ex morosiniani nella casa di campagna di Corrado, a destra in piedi, nelle colline piemontesi.
I "ragazzi" non si vedono da alcuni anni tutti insieme e la festa è grande, una domenica indimenticabile con amici che purtroppo vediamo troppo poco.
Con Diana, durante una delle belle serate estive che trascorriamo insieme.

Finalmente, dopo alcuni anni, riusciamo a tornare negli Stati Uniti e questa volta decidiamo di visitare la East Coast, partendo dalla Pennsylvania, esattamente da Allentown, una cittadina immersa nel verde, dove vivono Maria Grazia e Howard. Lei è prima cugina di mamma, durante la liberazione dell'Italia da parte degli americani, incontra questo affascinante militare a Firenze dove lei vive e si innamorano perdutamente. Lei parla perfettamente l'inglese, lo ha studiato, e quindi non c'è nemmeno lo scoglio della lingua a dividerli. Vivono un sogno d'amore in un paese distrutto dalla guerra.
Sono sposati da allora e lei ha sempre vissuto con il suo Howard in America.
Lei e mamma sono sempre state molto legate e fra di loro si è sempre mantenuto un grande rapporto d'affetto. Finalmente  Claudio ed io abbiamo l'occasione di andarli a trovare.
Quanto li amo! Sono la copia carbone di mamma e papà.....lui ha una venerazione per lei e lei non fa un passo se lui non le è accanto. Sono persone meravigliose. Stare vicina a Howard è quasi come avere vicino il mio papà, con la stessa dolcezza negli occhi e lo stesso atteggiamento di devozione per la famiglia.
Restiamo senza parole dalla loro accoglienza, siamo davvero a casa.
Se Howard mi fa sentire meno la mancanza di papà, Maria Grazia mi conquista completamente il cuore e diventa un punto di riferimento importantissimo nella mia vita, da quel momento in poi, ho una seconda mamma.
Dopo esserci sistemati in casa e aver trascorso qualche giorno nella quiete del loro quartiere, affittiamo una macchina e cominciamo la nostra scoperta di questa parte dell' America che non conosciamo.
Partendo da Allentown ci dirigiamo a sud, entriamo in Maryland e arriviamo a Washington D.C.
Washington D.C. ci affascina in modo particolare, si respira storia ad ogni passo, ci  sono i palazzi del potere ma soprattutto i memorials che ci lasciano senza parole per la loro potenza emotiva. In alcuni momenti non riusciamo nemmeno a parlare per il groppo che sentiamo in gola.
Il memorial dedicato al Presidente F.D. Roosvelt è quello che ci commuove di più per le sue dichiarazioni scolpite sulla roccia lungo tutto il percorso. Credo sia in effetti il più grande.
Non voglio dilungarmi sul racconto degli altri memorials perchè lo farò in seguito, durante i viaggi successivi.
Da Washington D.C. si passa il ponte maestoso sul fiume Potomac e si entra ad Arlington, in Virginia.
Arlington è tristemente famosa perché ospita il National Cemetery dove riposano i corpi dei militari americani morti in tutte le guerre.
Da quando entriamo a quando usciamo, almeno un paio d'ore dopo, Claudio ed io non proferiamo parola tanto profonda è la commozione che ci prende e che tiene i cuori chiusi in una morsa.
Soltanto chi c'è stato può capire.
Sono convinta che nessun paese onori i propri morti come fa l'America.

Questo è uno dei momenti più toccanti, la cerimonia del cambio della guardia al Milite Ignoto. E' un momento di grande coinvolgimento emotivo e di grandissima commozione.

Proseguiamo il nostro viaggio verso sud, vogliamo arrivare alla Chesapeake Bay. C'è un perché a questa nostra curiosità.
Negli anni 80 avevamo letto un libro, La Baia, di James Michener, che narra la vita attorno a questa baia meravigliosa da quando i primi indigeni creano i loro primi accampamenti. Nei secoli le storie di tutti i protagonisti evolvono e cambiano. ma la baia rimane intonsa con le sue oche, i suoi gamberi e i suoi granchi che la popolano.
Quando nella programmazione del nostro viaggio ci rendiamo conto che è raggiungibile, decidiamo che andremo assolutamente a scoprirla.
Quello che davvero temo è la delusione perché noi ci siamo fatti un nostro film su questo posto e chissà quello che vedremo......
Lungo la strada ci fermiamo a Williamsburg, sempre in Virginia. E' una cittadina che vive in costume dell'epoca coloniale, è stata la cittadina dove è nata la rivoluzione americana. E' ovvio che la cittadina è un'attrazione turistica, è comunque molto carina.

Questi gentili comparse hanno acconsentito a fare una foto con me.
Continuiamo verso sud, raggiungiamo Norfolk, sede della più importante sede navale militare degli Stati Uniti. Sarebbe bello visitarla ma, non essendo accompagnati, non ci viene concesso.
Riusciamo ad intravedere appena appena le navi in rada da lontano.
Ora affrontiamo un ponte che fa davvero venire i brividi, il Chesapeake Bay Bridge-Tunnel, lungo ben 37 km, che si sviluppa sott'acqua e sopra, a intervalli. Ci sono 4 isole artificiali che sostengono le parti esterne. Quando ci si inabissa vi garantisco che l'inquietudine aggredisce anche i cuori più coraggiosi.
Alla fine raggiungiamo la riva opposta, la East Shore, siamo sempre in Virginia e abbiamo una meta precisa. 
Ripartiamo verso nord per raggiungere il Maryland e le città conosciute nel libro.
Arriviamo finalmente a Cambridge, un luogo preso a prestito da un film o appunto da un romanzo. Strade silenziose in quartieri di vecchia eleganza, vecchie case ben mantenute e bellissime ville antiche, giardini che degradano verso l'acqua silenziosa della Chesapeak Bay con il manto erboso perfetto e tanti fiori. C'è un silenzio che parla di tranquillità e di serenità. 
Incontriamo vecchie signore in abiti un po' retrò, stanno portando torte alla Parrocchia per una raccolta fondi. Ci invitano, sono irresistibili.
Ci godiamo ogni minuto di questa tappa. 
Proseguiamo fino ad arrivare alla cittadina di Oxford e poi St. Michael, con tutte le case bianche e azzurre, con i pescatori di gamberi e di granchi che lavorano sulle loro barche. Ci sono piccoli negozi, piccole gallerie d'arte e piccoli ristoranti.  
Ci innamoriamo di questi luoghi perchè il turismo di massa non li conosce quasi e i turisti locali sfiorano con amore queste località.
Un'altra presenza simpatica e rispettata dai locali è data dalle famose oche, bellissime, regali nel loro passeggiare sulle strade cittadine piuttosto che nei giardini e nelle zone paludose della baia.
Sono le vere padrone di casa e ci accolgono quasi con sussiego quando si accorgono della nostra curiosità.

Risaliamo in macchina, stiamo tornando finalmente dai nostri cari cugini in Pennsylvania, di strada ci fermiamo però a New Castle in Delaware, una piccola e antica cittadina dove ha sede il primo municipio degli Stati uniti d'America. Anche qui è un sogno, le stradine sono ancora acciottolate e niente di vecchio è stato abbattuto per fare spazio a moderne mostruosità.
Mi riservo di raccontare molto di più su questi luoghi storici in seguito.
Il nostro rientro ad Allentown è accolto come un evento, rimaniamo increduli dall'ospitalità e dall'affetto sincero che ci viene dimostrato da Maria Grazia e Howard e dai loro figli.
Una bellissima sorpresa ce la fanno accompagnandoci ad Atlantic City, la Las Vegas della costa orientale degli States.
Questa è la famosa passeggiata di legno, da una parte l'Oceano Atlantico, dall'altra una serie infinita di Casinò. Noi non siamo amanti del gioco in generale ma è impossibile non divertirsi in questi posti incredibili.
Eccoci tutti insieme .

Un altro sorprendente regalo me lo fanno Maria Grazia e Valerie, la mia vecchia e cara amica californiana, collega di lavoro, che, saputo che eravamo in America, decide di prendere un aereo e venirci a trovare per passare qualche giorno con noi. Io sono così felice che non sto più nella pelle.
Maria è subito pronta a trovare una sistemazione per la notte a casa loro anche per la mia amica, ma  io e Claudio decidiamo che andremo in hotel per il tempo che si fermerà con noi Valerie. Con la sua benedizione prenotiamo una sola camera da letto con due letti matrimoniali.
Quanto ci divertiamo insieme, non si può descrivere. Con un caldo d'inferno andiamo a New York e poi a Philadelpia. Sucessivamente andiamo a Lancaster dove vivono gli Amish e con mia grande sorpresa, troviamo un vecchio signore che accetta di farsi una foto con noi.
Gli amish non si fanno mai fotografare, vivono senza elettricità, non usano le auto, le donne vestono con lunghi camicioni e cuffie in testa. Sono ovviamente una curiosità.

C'è comunque un quartiere esclusivamente turistico dove si possono acquistare i loro prodotti, mangiare e ascoltare buona musica......e forse quel vecchio signore è solo un figurante per accontentare chi vuole la foto ricordo.....mah!!!
Anche di loro comunque parlerò molto più dettagliatamente in seguito.
Al nostro rientro ad Allentown, Maria Grazia prepara una cena eccezionale per far festa a Valerie, cucina tanti piatti, cibi squisiti e abbondanti, prepara una splendida tavola con i piatti più belli e organizza una festa davvero speciale.
Sappiamo che sarà molto molto difficile per noi ricambiare tutto quanto loro stanno facendo, per rendere questi giorni indimenticabili.


La nostra è una lunga vacanza, stiamo negli States per tre settimane, poi dobbiamo tornare per il matrimonio di nostro figlio!

Purtroppo in questi giorni arrivano notizie sconfortanti da Enrico, nuvole sempre più nere si addensano sul suo rapporto d'amore, che di amore non ha più molto. Lui è affranto e combattuto ma deciso a chiudere.
Con grande egoismo gli chiedo tuttavia di non prendere nessuna decisione di quel tipo fino a dopo il matrimonio di suo fratello. Lo so, è orribile, ma credo di avere il diritto di godermi quel momento unico in tutta serenità. Riesco a chiudere i brutti pensieri in una scatola ermetica, voglio essere felice , punto.
Lui acconsente ed io continuo così a sperare che le cose si aggiusteranno......


Ci avanzano un po' di giorni ancora e decidiamo quindi di proseguire la nostra scoperta di questa parte di America che ci sta ammaliando e non poco.

Partiamo nuovamente, direzione est, verso Cape Code in Massachusset.
Lasciamo la Pennsylvania, tocchiamo velocemente il New Jersey e lo Stato di N. Y., entriamo in Connecticut e ci fermiamo a Mystic, una graziosa cittadina dove facciamo una lunga passeggiata. Il pernottamento  ci viene regalato da Roberto, figlio di Howard e Maria.
Il mattino seguente raggiungiamo lo stato di Rhode Island e facciamo sosta a Providence, bellissima e storica città. Facciamo un bel giro organizzato in pullman e passiamo la notte lì.
E' agosto, un caldo impressionante e afoso ed è venerdì, l'inizio di un affollato week end sulle strade americane che portano alle spiagge......
Dopo code infinite arriviamo in Massachusetts e prendiamo la strada per Cape Code. Ho una guida turistica con un B&B che mi ispira, si trova ad Hyannis e si chiama Saltwinds.
Quando arriviamo ci accoglie una sorridente signora che ci spiega che purtroppo non hanno posto e che difficilmente troveremo un alloggio. Si rende subito disponibile a cercare un'alternativa e così ci indirizza in un altro B&B. 
Non contenta, si offre di portarci a fare un giretto lì intorno e ci carica in macchina. 
Ci accompagna sopra un'altura che ci consente di avere un panorama mozzafiato, dietro di noi la tenuta di una dei Kennedy.
Ci ripromettiamo di tornare a trovare questa fantastica signora, un giorno o l'altro capiterà.
Passiamo la notte quindi in un altro B&B, The Bursley Manor, molto più elegante, è una vecchia casa meravigliosa, in mezzo al bosco.
La nostra bellissima camera
La mattina seguente troviamo una colazione degna di un re, servita su di una tavola preparata con estrema cura. Il conto è salato, ma ogni dollaro è stato ben speso.
Passiamo il fine settimana così, girovagando in questa parte d'America dove i magnati dell'industria e i politici che affollano le aule del Congresso hanno le loro case di campagna e le loro barche.
Ci colpisce la sobrietà di questa classe dirigente. Sono considerazioni che fanno riflettere.
Ritorniamo ad Allentown per trascorrere gli ultimi due giorni con la nostra famiglia americana, partiamo tra lacrime di commozione e sentimento di grande riconoscenza, con la promessa di rivederci presto.
Saliamo in aereo felici, con un bagaglio di esperienze notevoli, con un amore ancor più forte per gli Stati Uniti.

Un matrimonio ci attende a casa.







domenica 26 ottobre 2014

Scatole impolverate - Una vita diversa - num. 43

Avevo finito il capitolo precedente parlando di Claudio Carnielli e del suo amore appassionato per la musica e per il canto.
Qui ci stiamo infatti preparando per una serata fra amici.
Velocemente passano i primi mesi nella nuova casa, molto spesso posso godere della compagnia di mamma anche a pranzo, passiamo tanto tempo insieme, la vado a prendere e sta da noi, sono troppo felice!
Arriva dicembre e per la prima volta dopo tantissimi anni posso addobbare la casa per le feste natalizie. Ghirlande, candele profumate, soprammobili, tutto cambia colore, il rosso predomina in tutte le stanze, è Natale in fondo, ed io me lo voglio godere al 1.000 per 1.000, non importa se rasento il kitch, non me ne importa niente, la nostra casa sembra una dependance della dimora di Babbo Natale ed io mi sento perfettamente a mio agio!
E "inghirlando" pure l'esterno!

Abbiamo una bellissima taverna, accogliente e grande a sufficienza per organizzare le nostre belle cene con i soliti cari amici, quelli di sempre.
Naturalmente si canta pure!


Eccoli, sono loro!

E dopo tante prove di canto, arriva la serata tanto attesa! Diana, come dicevo, è una splendida organizzatrice, trova il locale che ci ospiterà e comincia il suo giro di telefonate.
Questi eventi attraggono tantissimi "amici" che un paio di volte l'anno si ritrovano per l'occasione.

Si balla

e si canta.
Quel primo Capodanno da persone libere, lo trascorriamo a casa dei Carnielli, un'ottima cena e poi una passeggiata in centro città dopo la mezzanotte.
Il senso che ho della libertà in quel primo anno di "pensione" è difficilmente descrivibile, cammino  sempre ad un metro da terra.
Nella nostra famiglia c'è da molti anni la tradizione di festeggiare il primo giorno dell'anno nuovo con un ottimo brunch. Il primo gennaio 2005 possiamo invitare gli amici nella casa nuova!
Claudio è maestro di brunch, nessuno lo batte, né per la preparazione né per l'organizzazione perché onestamente lavora solo lui e da solo prepara tutto: omelettes prosciutto e formaggio, toasts caldi, pancakes o french toasts, marmellate varie, succhi di frutta, bacon e hash browns (sono patate tagliate a julienne cotte a cotoletta).

Il nuovo anno ci porta molte novità, alcune belle e divertenti, altre un po' meno.
Noi due, ripeto, viviamo in una favola, facciamo anche qualche bel giretto, a Roma più di una volta, a Firenze, a Pavia a trovare Mario e Cristina.....non abbiamo più vincoli, siamo proprio come due uccellini scappati da una gabbia.
C'é però chi sta soffrendo anche se io mi rifiuto di affrontare la cosa. Enrico non è più felice con la sua fidanzata, le cose non vanno bene, loro cercano comunque di portare avanti la loro convivenza ed il loro rapporto e fanno del loro meglio per farlo funzionare.
Io voglio un gran bene a Marzia e sto male, prego perché tornino ad essere felici.
Più o meno ad un anno dalla loro conoscenza, Silvio ed Emanuela decidono di sposarsi il prossimo 4 settembre. Questa è una gioia immensa per noi! Loro stanno già convivendo a Mestre e sono convintissimi della loro scelta.
Sono innamorati ed hanno il loro progetto comune che porteranno avanti, sono amici e sono molto complici, di loro so per certo che non mi dovrò preoccupare anche se sono due caratteri forti, due capricorno........e ci saranno sicuramente dei bei confronti fra i due!
Prepariamoci dunque per il matrimonio del nostro primogenito......













venerdì 24 ottobre 2014

Scatole impolverate - Un nuovo bellissimo inizio - num. 42

Quando chiudiamo il portone dell'agriturismo il primo di gennaio del 2004 alle prime luci dell'alba, dopo l'ultimo cenone, Claudio ed io siamo sereni.
Ci guardiamo negli occhi e ci diciamo tutto senza proferire una sola parola. E' un momento che ha un significato talmente profondo che congela i nostri cuori e le nostre labbra. Uno sguardo che racchiude tutto quello che siamo stati e tutto quello che abbiamo fatto insieme per tredici lunghi anni.
Tutte le mie lacrime di rimpianto sono state versate, tutti i ripensamenti che per qualche mese mi hanno tormentato sono evaporati come nebbia al sole, ho voltato pagina e non mi giro indietro. Per l'ennesima volta siamo in procinto di cambiare la nostra vita, ma ora sono davvero pronta al cambiamento.


Silvio lavora a Mestre nell'ambulatorio del suo maestro e mentore, Antonio Castellucci che, con Teresa sua moglie, medico veterinario anche lei, accolgono nostro figlio come fosse loro.

Enrico, dal canto suo, convive con la sua fidanzata di allora e lavora come rappresentante.
Claudio ed io cerchiamo una casa finalmente solo per noi. Vogliamo, dopo tanti anni passati a Jesolo, tornare a Treviso, la nostra città.
Io sento fortemente il bisogno di essere finalmente vicino a mia mamma, libera dal lavoro, libera di diventare finalmente una casalinga, libera di prendermi tutto il tempo che voglio per fare quello che mi va.
Trovare casa si dimostra un'impresa più ardua di quello che ci aspettavamo, in brevissimo tempo ci rendiamo conto che non potremo mai permetterci una villetta nella prima periferia di Treviso, dobbiamo per forza allargare il perimetro di ricerca e così arriviamo a Maserada sul Piave.
Oddio, mi pare di essere così lontana! In verità quando arriviamo nella zona residenziale dove l'agente immobiliare ci aspetta, siamo già ben disposti, la zona è bella ed è nuova. La casa che ci viene proposta ci piace e ci piace il vicinato. Non ci pensiamo a lungo, dopo pochi giorni decidiamo e firmiamo il contratto di acquisto.
Una sera d'aprile (eravamo ancora a Jesolo preparandoci per il trasloco), Silvio viene a cena e ci lascia senza parole. Per un attimo rimaniamo interdetti....ci confessa di essersi innamorato di uno sbirro! E' evidente che deve aver visto due facce stranite così, ridendo, ci spiega che lo sbirro è una poliziotta. Ahhhhhh ecco!
E' talmente felice che mi commuovo, gli occhi gli brillano, parla e ci racconta di come entrambi siano rimasti folgorati l'uno dall'altra quando lei è entrata col suo cane Lucky in ambulatorio pochi giorni prima, esattamente il 29 marzo. Insomma, il classico colpo di fulmine! Evviva! 
A maggio siamo finalmente pronti per il trasloco, la mia eccitazione raggiunge i livelli di guardia! 
La casetta che abbiamo trovato è una bifamiliare in un cul-de-sac, zona tranquilla e silenziosa. Una delle mie gioie più grandi è sapere che d'ora in poi quando aprirò le mie finestre potrò vedere degli esseri umani e avrò dei vicini. Potrà sembrare una sciocchezza, ma dopo 22 anni in mezzo alla campagna, per me è una grande cosa!
Abbiamo dei vicini di casa che si dimostrano da subito persone deliziose, disponibili e simpatici, con loro negli anni costruiremo un ottimo rapporto di buon vicinato, e anche qualcosa di più, voglio pensare e sperare!
Proprio in una mattinata di maggio, giornata calda con uno splendido sole, stiamo trasportando mobili in casa quando suona il campanello esterno.......corro giù a vedere chi c'è e mi trovo davanti Silvio con una bella ragazza mora, riccia e con un sorriso smagliante che mi saluta dal cancello........wow che sorpresa meravigliosa!
Lei è Emanuela, la fidanzata di nostro figlio. Nasce una fortissima simpatia subito, ci piace un sacco. Ci piace ancora di più quando, dopo i convenevoli di rito, esce a caricarsi sulle spalle dei pezzi di armadio e comincia ad aiutarci come se fossimo amici da tutta la vita. Ci troviamo un aiuto completamente inaspettato, è una figliola che dimostra subito quanto non tema sporcarsi le mani, è fantastica!
Quello è un periodo divertente, spensierato, non mi capacito di non dover mettere la sveglia la mattina, di non dover lavorare e di poter essere libera, ma libera davvero, di fare quel che più mi aggrada.
Recuperiamo finalmente vecchi e importanti rapporti d'amicizia, possiamo decidere di uscire tutti i sabato sera piuttosto che di domenica, cose normali che a noi, per molti anni, erano state negate per il lavoro.
In giardino con mamma. Davanti a noi Fiamma e Camilla.
Organizziamo cene in giardino con gli amici 


E poi.......la musica.
E' grazie al nostro amore per la musica moderna che recuperiamo amicizie forti ed importanti. Sì perché negli ultimi anni, il primo lunedì di settembre a Treviso, si teneva un concerto con i vecchi gruppi musicali della nostra città, diversi amici ne facevano parte e per noi era diventato un appuntamento imperdibile. Il meraviglioso Beat and Blues.
Dopo il concerto ci si trovava con la Diana e Claudio, con la Mauri e Fabrizio e con Franca e Mario. Quattro chiacchiere, due passi sotto i portici e poi, dopo un abbraccio a tutti, tornavamo a Jesolo felici.
Quando approdiamo a Treviso, sospendono i concerti per mancanza di fondi ma noi comunque ricominciamo le nostre frequentazioni.
Abbiamo finalmente la possibilità di tornare a teatro e con gli amici, facciamo l'abbonamento per tutti i sabati sera da ottobre in avanti. Non andiamo ad assistere a spettacoli di attori professionisti, ci divertiamo con le compagnie dilettantesche che girano per piccoli teatri di periferia. Dopo il teatro, cioccolata con la panna in Piazza dei Signori e passeggiata in Calmaggiore. E' una gran bella vita.
Diana organizza, almeno una volta l'anno, una "festa della musica" con cena e ballo. Feste meravigliose dove si canta, si balla e si mangia.
Claudio Carnielli è indiscutibilmente il protagonista sul palco.
Io e Mauri diventiamo le sue coriste e prendiamo la cosa talmente sul serio che facciamo prove su prove per dare il meglio di noi.
 Ci esercitiamo a casa di Claudio Carnielli, nella sua saletta di registrazione, trascorrendo ore incredibili ed emozionanti.
Lui mi insegna tantissimo, mi aiuta e mi segue lungo un percorso di "studio" e cura per me la registrazione di un CD in cui io, lui e Claudio mio marito cantiamo. E' un regalo per la mia mamma, in ricordo dei tempi in cui veniva a sentirci in agriturismo. 


Il mio lungo silenzio

Quando ci siamo lasciati a giugno per l'estate, non pensavo che sarei stata così a lungo lontana dal mio blog.
Ho pensato a lungo se raccontare o meno la mia estate, poi ho deciso che vi sto rendendo partecipi di tutta la mia vita da molti mesi ormai, per cui.....sì, vi racconterò il perché del mio lungo silenzio.

Succede a volte che ci si deve confrontare con noi stessi, ci si deve guardare dentro e fare i conti con le nostre emozioni e con le nostre debolezze.
Succede anche che si deve fare i conti con le nostre paure più oscure e con le nostre fragilità più intime.

Un giorno di fine luglio stavo nuotando nel mio bellissimo mare qui a Malta e improvvisamente ho capito, ho sentito, che c'era qualcosa di profondamente inquietante che mi disturbava. 
Devo dire la verità, c'era un'ansia latente che mi accompagnava da qualche tempo, che non sapevo come chiamare e come giustificare, ma c'era, era più o meno sempre presente, una compagna fastidiosa senza nome.
Claudio stava convivendo da troppi mesi con disturbi seri per un grosso problema alla schiena e il chirurgo che lo aveva visitato qui a Malta gli aveva consigliato di fare una infiltrazione alle vertebre lombari in anestesia totale in ospedale ai primi di agosto.
Io la sera a letto mi sentivo un senso di soffocamento e mi ero accorta che la mia voce aveva perso di forza e intensità, dopo un po' che chiacchieravo restavo a corto di voce e di fiato.

Nostro figlio Enrico era arrivato il primo di agosto e mi sentivo quasi in colpa perché non volevo rovinargli la vacanza......troppe cose che non sentivo giuste in quei giorni.
I primi giorni di agosto Claudio fa queste infiltrazioni che purtroppo si dimostreranno totalmente inutili, lasciando però un bel segno nel nostro libretto degli assegni.....l'assicurazione non gli copre l'intervento perché ha una lunga storia clinica che riguarda la sua schiena. Viene comunque dimesso lo stesso giorno.
A quel punto decido che devo vedere il medico anch'io, penso che i noduli che avevo alla tiroide possano essere i colpevoli dei miei sintomi.
Avevo da anni alcuni noduli liquidi, cistici, sempre tenuti sotto controllo però fino a circa un anno fa.

Abbiamo trovato a Mellieha un bravo medico di famiglia, parla anche un buon italiano, il che può essere di grande aiuto. Dopo avermi ascoltato attentamente mi suggerisce un'ecografia alla tiroide ed esami del sangue.
Negli stessi giorni arrivano da Treviso degli amici nostri, Wanda e Carlo che alloggiano in un appartamento poco distante da casa nostra e degli amici di Enrico, con la mamma di uno dei due, che alloggiano invece in paese in un hotel.
Wanda e Carlo erano già stati con noi a Malta e li conosciamo da qualche anno, diciamo che c'era un rapporto di grande simpatia fra di noi. 
Gli altri, Antonella, suo figlio Giovanni e Alberto sono amici di Enrico, noi li conosciamo appena.
Enrico è il collante fra tutti noi, passiamo le giornate in spiaggia insieme e ci divertiamo.

Comunque, l' 8 di agosto vado a fare l'ecografia e sento che non voglio entrare sola. Claudio mi accompagna e mi tiene la mano.
Il radiologo fa il suo lavoro, a lungo, attento. Capisco. Mi dice molto gentilmente che purtroppo c'è una massa molto grossa, solida, grande come un uovo. Il fatto che sia solida non gli piace. Non è nemmeno l'unico nodulo solido, ce n' è anche un altro, di circa 3 cm. Mi consiglia di vedere un chirurgo il prima possibile.
Mi ero sempre chiesta che cosa prova una persona a sentirsi dare un responso poco ottimistico. Non lo so ancora perché io non ho sentito niente, se non un gran vuoto in testa. Autodifesa? Ansia, quella sì, respirazione faticosa, quella anche. Quello che non rispondeva era il cervello.
Nel giro di due, tre giorni, ho la visita chirurgica dal Professor Eric Farrugia. Mi ordina una biopsia che mi fanno il giorno seguente, sotto anestesia locale. Mi fanno due prelievi dal nodulo più grande, l'esito non dà nessuna risposta certa. Il chirurgo mi spiega che purtroppo non abbiamo la certezza che il tumore sia benigno ma nemmeno che sia maligno. Bisogna intervenire.
In quei giorni mi consulto più volte con nostro figlio Silvio, con Michele, il nostro medico e amico di Treviso, con Federica, medico ospedaliero, cugina di Claudio e con Monica, la mia ginecologa da tutta la vita. Quello che anche loro mi dicono è di operare il prima possibile, togliendo tutto il possibile. Non ho nessun dubbio, e a quel punto la serenità e l'ottimismo si impadroniscono di tutto il mio essere.
Ricorderò per tutta la vita il mese di agosto del 2014, terribile e meraviglioso, spaventoso e pieno d'amore.
L'amore della mia vita, Claudio, si è annullato per starmi accanto, ancor  più di sempre, nonostante tutti i suoi problemi.
Enrico, con cui ho un rapporto simbiotico, mi regala positività e forza ad ogni abbraccio, e quanto mi abbraccia in quel mese....e continua a ripetermi di star tranquilla, lui "sente" che tutto andrà bene. Io gli credo perché credo al suo "sentire".
E poi ci sono Loro, questo gruppo di persone che prima di arrivare qui con noi non si conoscevano nemmeno, non si erano mai visti, ma che, dopo che li metto a conoscenza della mia situazione, scusandomi per non essere del mio solito umore, si "alleano" per darmi forza e allegria.
Vivo tutto il periodo delle loro vacanze avvolta in un bozzolo caldo, fatto di affetto, solidarietà e gioia. Non è facile esprimere in parole le sensazioni che mi hanno regalato, so solo che gliene sarò grata per tutta la vita.

Wanda e Carlo in piedi, seduta vicino a me, Antonella.
Con Enrico
Questa foto fatta a Gozo in una giornata che nessuno di noi potrà dimenticare.
Prendo la decisione di farmi operare a Malta, per più di una ragione che non sto qui a raccontare.
Il motivo principale comunque è che sento di voler stare sola con mio marito in questo momento. Voglio solo lui.
I miei ragazzi non si permettono di obiettare anche se so senza ombra di dubbio che Silvio mi vorrebbe vicino e vorrebbe essere vicino a me il giorno dell'intervento.
Anche mio fratello è a conoscenza di tutto quanto mi sta succedendo. La mia mamma invece deve essere tenuta al riparo da queste preoccupazioni. Per ora non sa assolutamente niente.
Col chirurgo decidiamo di intervenire appena rientro dall'Italia. Tra una cosa e l'altra mi spiega che nel peggiore dei casi dovrò sottopormi a cicli di radioterapia, in ogni caso starò bene.
 Il primo settembre torniamo a Treviso e per due settimane mi godo i nostri figli, la nostra nipotina Margherita e la mia mamma.
Sono felice, sono serena e ottimista.
Il 17 settembre, giorno del nostro 42esimo anniversario di nozze, rientriamo a Malta. Ci regaliamo una bellissima serata con una cenetta nel nostro ristorante preferito, da Giuseppi's e poi andiamo all'hotel Solana dove Ernest suona e ci dedica una canzone. Balliamo. Il mattino seguente sarò sul tavolo operatorio.
Alle 8.30 mi aspettano. Prima di partire avevo naturalmente fatto tutti gli esami preoperatori.
Il Saint James Hospital è una clinica privata, mi sistemano nella mia camera in attesa del chirurgo.
La mia camera.
Pronta e tranquilla..... Vado!
Mi piacerebbe sapervi raccontare come mi hanno accompagnata al piano di sotto, di come mi hanno portato in sala operatoria tenendomi per mano e tranquillizzandomi, facendomi anche ridere.
L'intervento che doveva durare un'ora e mezza, alla fine dura un'ora di più e Claudio va nel panico. Io dormo e non posso sapere quello che succede.
In poche parole oltre ai noduli tolgono la tiroide e due delle quattro ghiandole paratiroidee. I linfonodi sembrano a posto.
Appena sveglia dall'anestesia voglio capire come sta la mia voce e mi rendo conto che è perfetta, la stessa con cui sono entrata in sala operatoria, sono così felice che voglio subito chiamare mamma per dirle che ho già fatto tutto e sto bene. Penso che se mi sente starà tranquilla.
Alla fine avevo deciso di dirle una parte di verità durante il nostro soggiorno a Treviso e quindi le avevo raccontato che dovevo togliere una ciste che mi disturbava. Ovviamente non era stata felice di sapere che mi sarei fatta operare a Malta, ma si era ben guardata dal dirmelo per non turbarmi. Le avevo anche raccontato che il 18 o 19 settembre sarei andata in ospedale per decidere quando mi avrebbero operato. In questo modo non si sarebbe preoccupata ed io di conseguenza non avrei dovuto preoccuparmi per lei.
Quando mi sente e si rende conto che tutto è già stato fatto con successo, il suo sollievo è tale che mi commuovo. E' felice e riconoscente per la nostra delicatezza.
Il prof. Farrugia viene a salutarmi nel pomeriggio e così gli chiedo che cosa ha trovato......non si può ancora dire, dobbiamo aspettare l'esito dell'istologico, una decina di giorni. Mi dice però che ha tolto tutto quanto era possibile togliere.
La mia degenza in clinica dura 4 giorni, vengo accudita con amore e professionalità, il personale medico e paramedico è semplicemente meraviglioso, non sento mai nessun dolore.
Quando torno a casa so che devo prendermi qualche settimana di "riposo", Claudio non mi consente nemmeno di spostare un bicchiere....
La mia prima uscita è per andare al Santuario della Madonna di Mellieha, porto una candelina al profumo di rosa che dedico a Santa Teresa. Non sono praticante e non so più nemmeno quanto sono credente, ma sentivo di dover fare questo piccolo gesto di riconoscenza.
Tempo una settimana e avevo in mano la lettera col risultato istologico. In parole terra terra avevano rimosso il tumore prima che evolvesse e diventasse maligno. Era tutto finito nel migliore dei modi.
Ora sto bene, penso di aver avuto il mio papà vicino, penso sia stato lui a farmi "sentire" che qualcosa non andava, e penso che Lui fosse al mio fianco in sala operatoria. Non so se sia davvero così ma sinceramente non me ne importa niente. Io ci credo.

Mi sono sentita di dover condividere "la mia estate" con voi che mi avete seguito con simpatia ed affetto fino ad ora.
Grazie, davvero!
Scatole impolverate riaprirà prestissimo il suo coperchio con un nuovo capitolo......a presto!
Giancarla